A partire dalle nuove prospettive aperte dall’Embodied Cognition e tenendo al centro i corpi (autrice, personaggi e pubblico), il presente contributo intende sciogliere le strategie narrative di rappresentazione dei desideri delle rotagoniste di Nessuno torna indietro. In ottica transdisciplinare e intermediale, la narrazione letteraria – caratterizzata da voci multiple e da multipli desideri – verrà posta in relazione alla sua trasposizione cinematografica, in cui – come la letteratura critica esistente ha sottolineato – ciò che segna più nettamente la distanza è soprattutto il modo in cui si mostrano i corpi delle donne e il loro rapporto con il desiderio. Seguendo il filo delle rappresentazioni dei desideri e facendoci guidare dalle parole di Alba de Céspedes pubblicate sulla rivista «Film», l’attraversamento prenderà le mosse da una riflessione di ordine più generale sulle differenze in fatto di potenzialità e libertà espressive che in quel preciso momento storico i due media offrivano e che influirono sulle vicende di un testo che la scrittrice aveva inizialmente definito «cinematografico al cento per cento, anzi al mille per mille». L’originalità del contributo risiede già nella metodologia d’analisi che fonde gli strumenti innovativi dell’Embodied Narratology e dei meccanismi relativi all’Embodied Simulation con un discorso più ampio legato all’analisi letteraria di stampo culturale. Questa interazione permetterà di inserirsi in maniera significativa all’interno del panorama degli studi critici e di comparazione già esistenti tra le due forme di narrazione.
Desideri multipli e modelli interiorizzati : la vicenda incarnata di Nessuno torna indietro dalla letteratura al cinema / Manfredi Selvaggi, Martina; Di Paolo, Nicoletta. - In: QUADERNI DEL '900. - ISSN 1720-0180. - 25(2025), pp. 43-53. [10.19272/202509001005]
Desideri multipli e modelli interiorizzati : la vicenda incarnata di Nessuno torna indietro dalla letteratura al cinema
Manfredi Selvaggi, Martina
Co-primo
;Di Paolo, Nicoletta
Co-primo
2025
Abstract
A partire dalle nuove prospettive aperte dall’Embodied Cognition e tenendo al centro i corpi (autrice, personaggi e pubblico), il presente contributo intende sciogliere le strategie narrative di rappresentazione dei desideri delle rotagoniste di Nessuno torna indietro. In ottica transdisciplinare e intermediale, la narrazione letteraria – caratterizzata da voci multiple e da multipli desideri – verrà posta in relazione alla sua trasposizione cinematografica, in cui – come la letteratura critica esistente ha sottolineato – ciò che segna più nettamente la distanza è soprattutto il modo in cui si mostrano i corpi delle donne e il loro rapporto con il desiderio. Seguendo il filo delle rappresentazioni dei desideri e facendoci guidare dalle parole di Alba de Céspedes pubblicate sulla rivista «Film», l’attraversamento prenderà le mosse da una riflessione di ordine più generale sulle differenze in fatto di potenzialità e libertà espressive che in quel preciso momento storico i due media offrivano e che influirono sulle vicende di un testo che la scrittrice aveva inizialmente definito «cinematografico al cento per cento, anzi al mille per mille». L’originalità del contributo risiede già nella metodologia d’analisi che fonde gli strumenti innovativi dell’Embodied Narratology e dei meccanismi relativi all’Embodied Simulation con un discorso più ampio legato all’analisi letteraria di stampo culturale. Questa interazione permetterà di inserirsi in maniera significativa all’interno del panorama degli studi critici e di comparazione già esistenti tra le due forme di narrazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


