A partire dal secondo dopoguerra, la diffusione del turismo balneare di massa in Italia produce una profonda trasformazione dei luoghi della vacanza e sollecita nuove modalità di intervento sul paesaggio e sul giardino. Il contributo analizza il ruolo di Pietro Porcinai all’interno di questa stagione, indagando i suoi progetti per il turismo della modernità come terreno privilegiato di sperimentazione tra istanze ecologiche ed esigenze estetico-percettive. Attraverso l’esame di alcuni interventi significativi – tra cui il comprensorio di Pugnochiuso sul Gargano, il villaggio turistico di Nicotera in Calabria e le esperienze nei contesti delle zone umide costiere – l’articolo mette in luce l’approccio operativo del paesaggista toscano nei confronti dei nuovi insediamenti turistici. Nei luoghi dell’evasione, Porcinai ricerca un equilibrio tra la necessaria costruzione di uno scenario “altro”, capace di rispondere all’immaginario del turista, e la comprensione delle morfologie e degli habitat naturali, con particolare attenzione ai paesaggi costieri. Il progetto di giardino e di paesaggio si configura così come strumento di mediazione tra natura e artificio, anticipando una sensibilità ambientale che diverrà centrale a partire dagli anni Settanta. L’analisi contribuisce a una lettura critica delle pratiche progettuali legate al turismo balneare nell’Italia della modernità, evidenziando l’attualità del pensiero di Porcinai nel dibattito sul paesaggio contemporaneo.
Pietro Porcinai: la natura e il giardino per il turismo della modernità / Corbari, Viola. - In: TOPSCAPE PAYSAGE. - ISSN 2279-7610. - 48(2022), pp. 54-55.
Pietro Porcinai: la natura e il giardino per il turismo della modernità
CORBARI VIOLAPrimo
Writing – Review & Editing
2022
Abstract
A partire dal secondo dopoguerra, la diffusione del turismo balneare di massa in Italia produce una profonda trasformazione dei luoghi della vacanza e sollecita nuove modalità di intervento sul paesaggio e sul giardino. Il contributo analizza il ruolo di Pietro Porcinai all’interno di questa stagione, indagando i suoi progetti per il turismo della modernità come terreno privilegiato di sperimentazione tra istanze ecologiche ed esigenze estetico-percettive. Attraverso l’esame di alcuni interventi significativi – tra cui il comprensorio di Pugnochiuso sul Gargano, il villaggio turistico di Nicotera in Calabria e le esperienze nei contesti delle zone umide costiere – l’articolo mette in luce l’approccio operativo del paesaggista toscano nei confronti dei nuovi insediamenti turistici. Nei luoghi dell’evasione, Porcinai ricerca un equilibrio tra la necessaria costruzione di uno scenario “altro”, capace di rispondere all’immaginario del turista, e la comprensione delle morfologie e degli habitat naturali, con particolare attenzione ai paesaggi costieri. Il progetto di giardino e di paesaggio si configura così come strumento di mediazione tra natura e artificio, anticipando una sensibilità ambientale che diverrà centrale a partire dagli anni Settanta. L’analisi contribuisce a una lettura critica delle pratiche progettuali legate al turismo balneare nell’Italia della modernità, evidenziando l’attualità del pensiero di Porcinai nel dibattito sul paesaggio contemporaneo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


