Siamo abituati a pensare al linguaggio dei diritti come universale per struttura e per vocazione emancipativa, esteso e storicamente estensibile a tutti/e, mentre, fin dalla sua fondazione, esso si è affermato come una forma di inclusione/esclusione, di dominio dei forti sui deboli, dei ricchi sui poveri, degli uomini sulle donne, dei bianchi sui neri, all'interno di una sfera specifica del mondo, quella europea e occidentale, e a partire dalla sua struttura coloniale.
Intervento nel seminario Confrontiamoci sulla crisi della democrazia e dei diritti umani. Seminario SPS con Aldo Schiavello / Ruocco, Giovanni. - In: QUADERNI DI PSICOLOGIA CLINICA. - ISSN 2785-5643. - 1(2025), pp. 252-252.
Intervento nel seminario Confrontiamoci sulla crisi della democrazia e dei diritti umani. Seminario SPS con Aldo Schiavello
Giovanni Ruocco
2025
Abstract
Siamo abituati a pensare al linguaggio dei diritti come universale per struttura e per vocazione emancipativa, esteso e storicamente estensibile a tutti/e, mentre, fin dalla sua fondazione, esso si è affermato come una forma di inclusione/esclusione, di dominio dei forti sui deboli, dei ricchi sui poveri, degli uomini sulle donne, dei bianchi sui neri, all'interno di una sfera specifica del mondo, quella europea e occidentale, e a partire dalla sua struttura coloniale.| File | Dimensione | Formato | |
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