Il progetto affronta il tema del rapporto tra la complessità stratigrafica dell’Area Archeologica Centrale di Roma e la città contemporanea, assumendo l’irregolarità formale e temporale del contesto come principio generativo. L’intervento propone un sistema di raccordo tra livelli urbani sovrapposti, interpretando la stratificazione come occasione di relazione tra parti eterogenee piuttosto che come frammentazione. L’operazione si articola attraverso due dispositivi complementari: un sistema a piastra e un volume espositivo. La piastra, intesa come elemento lineare e diffuso, mette in relazione la quota archeologica e quella urbana mediante una rete di percorsi longitudinali e trasversali all’asse dei Fori, costruendo una continuità spaziale tra ambiti oggi disconnessi. Il volume espositivo assume invece il ruolo di nodo verticale, risolvendo il rapporto tra la città ottocentesca e le trasformazioni moderne della collina Velia, integrando le infrastrutture future, tra cui la linea Metro C. Nel loro insieme, i due elementi mirano a ricomporre le differenti spazialità presenti, raccordando sedimenti urbani storici e prospettive di trasformazione, e restituendo una visione unitaria e processuale dello spazio urbano.
Il nuovo polo museale dell'area archeologica centrale di Roma / Tamburini, Benedetta. - (2024), pp. 106-107. ( Undicesimo Forum ProArch Traiettorie. Il progetto di Architettura tra pensiero e pratica Mantova; Italy ).
Il nuovo polo museale dell'area archeologica centrale di Roma
benedetta tamburini
Primo
2024
Abstract
Il progetto affronta il tema del rapporto tra la complessità stratigrafica dell’Area Archeologica Centrale di Roma e la città contemporanea, assumendo l’irregolarità formale e temporale del contesto come principio generativo. L’intervento propone un sistema di raccordo tra livelli urbani sovrapposti, interpretando la stratificazione come occasione di relazione tra parti eterogenee piuttosto che come frammentazione. L’operazione si articola attraverso due dispositivi complementari: un sistema a piastra e un volume espositivo. La piastra, intesa come elemento lineare e diffuso, mette in relazione la quota archeologica e quella urbana mediante una rete di percorsi longitudinali e trasversali all’asse dei Fori, costruendo una continuità spaziale tra ambiti oggi disconnessi. Il volume espositivo assume invece il ruolo di nodo verticale, risolvendo il rapporto tra la città ottocentesca e le trasformazioni moderne della collina Velia, integrando le infrastrutture future, tra cui la linea Metro C. Nel loro insieme, i due elementi mirano a ricomporre le differenti spazialità presenti, raccordando sedimenti urbani storici e prospettive di trasformazione, e restituendo una visione unitaria e processuale dello spazio urbano.| File | Dimensione | Formato | |
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