Il contributo esplora le potenzialità critiche che emergono quando l’architettura viene interpretata non solo nella sua configurazione costruita, ma anche in relazione a condizioni alternative non realizzate. Assumendo il progetto come processo e non come esito definitivo, la ricerca indaga il ruolo del disegno virtuale come strumento metodologico per la lettura critica dell’architettura. Tale pratica non mira alla produzione di varianti arbitrarie, ma al confronto rigoroso tra l’opera costruita e configurazioni logicamente implicite nei materiali progettuali o derivabili dalla disposizione degli elementi. Attraverso simulazioni controllate, il disegno virtuale consente di rendere esplicite relazioni spaziali, gerarchie e scelte compositive che strutturano la coerenza interna dell’opera, mettendo in evidenza come anche scarti minimi tra possibili configurazioni siano determinanti nella definizione dello spazio architettonico. In questa prospettiva, il disegno virtuale si configura come un linguaggio critico e comunicativo capace di restituire l’architettura nella sua dimensione processuale, contribuendo a ridefinire il ruolo del disegno come dispositivo analitico, interpretativo e formativo, utile tanto alla critica disciplinare quanto alla didattica del progetto
Il disegno virtuale e la lettura del progetto di architettura / Tamburini, Benedetta. - (2025). ( Dodicesimo Forum ProArch Il progetto al centro | Forme, ruolo e comunicazione del progetto di architettura per la trasformazione dei luogh trento ).
Il disegno virtuale e la lettura del progetto di architettura
benedetta tamburini
Primo
2025
Abstract
Il contributo esplora le potenzialità critiche che emergono quando l’architettura viene interpretata non solo nella sua configurazione costruita, ma anche in relazione a condizioni alternative non realizzate. Assumendo il progetto come processo e non come esito definitivo, la ricerca indaga il ruolo del disegno virtuale come strumento metodologico per la lettura critica dell’architettura. Tale pratica non mira alla produzione di varianti arbitrarie, ma al confronto rigoroso tra l’opera costruita e configurazioni logicamente implicite nei materiali progettuali o derivabili dalla disposizione degli elementi. Attraverso simulazioni controllate, il disegno virtuale consente di rendere esplicite relazioni spaziali, gerarchie e scelte compositive che strutturano la coerenza interna dell’opera, mettendo in evidenza come anche scarti minimi tra possibili configurazioni siano determinanti nella definizione dello spazio architettonico. In questa prospettiva, il disegno virtuale si configura come un linguaggio critico e comunicativo capace di restituire l’architettura nella sua dimensione processuale, contribuendo a ridefinire il ruolo del disegno come dispositivo analitico, interpretativo e formativo, utile tanto alla critica disciplinare quanto alla didattica del progettoI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


