A partire dal Bronzo Finale l’area della conca di Rieti e del bacino di Piediluco registra un sensibile incremento dei manufatti metallici nel quadro di una più ampia produzione metallurgica che investe l’area tirrenica e di cui i territori afferenti all’attuale Umbria meridionale e alla Piana Reatina ne sono pienamente partecipi (gruppo di Terni) . Tale produzione può essere riferita ad una cerchia metallurgica, attiva almeno fino alla fase antica dell’età del ferro, che potremmo chiamare di “Terni-Rieti” .Dal 1868 nell’area del bacino lacustre di Piediluco furono scoperti in momenti diversi vari depositi di materiali in bronzo, probabilmente afferenti a più ripostigli deposti nello stesso arco cronologico, l’inizio della prima età del ferro . Fino ad oggi la letteratura archeologica ha trascurato una visione unitaria del contesto di provenienza preferendo analisi settoriali su specifiche tematiche . Questa parzialità negli studi èstata certamente influenzata dalle tormentate dinamiche dei rinvenimenti, le quali ci privano di importanti informazioni relative all’unitarietà dei contesti, ai luoghi e ai tempi precisi dei rinvenimenti e dei recuperi e, soprattutto, sottraggono all’analisi un cospicuo numero di materiali andati dispersi nei numerosi passaggi di compravendita tra privati ed enti pubblici.
Il cosiddetto “Terni Hoard” conservato al Museo Nazionale di Copenaghen: riflessioni sulle manipolazioni effettuate sugli oggetti / Leonelli, Valentina; Lucidi, Maria Rosa; Virili, Carlo. - (2022), pp. 155-172.
Il cosiddetto “Terni Hoard” conservato al Museo Nazionale di Copenaghen: riflessioni sulle manipolazioni effettuate sugli oggetti
Maria Rosa Lucidi;Carlo Virili
2022
Abstract
A partire dal Bronzo Finale l’area della conca di Rieti e del bacino di Piediluco registra un sensibile incremento dei manufatti metallici nel quadro di una più ampia produzione metallurgica che investe l’area tirrenica e di cui i territori afferenti all’attuale Umbria meridionale e alla Piana Reatina ne sono pienamente partecipi (gruppo di Terni) . Tale produzione può essere riferita ad una cerchia metallurgica, attiva almeno fino alla fase antica dell’età del ferro, che potremmo chiamare di “Terni-Rieti” .Dal 1868 nell’area del bacino lacustre di Piediluco furono scoperti in momenti diversi vari depositi di materiali in bronzo, probabilmente afferenti a più ripostigli deposti nello stesso arco cronologico, l’inizio della prima età del ferro . Fino ad oggi la letteratura archeologica ha trascurato una visione unitaria del contesto di provenienza preferendo analisi settoriali su specifiche tematiche . Questa parzialità negli studi èstata certamente influenzata dalle tormentate dinamiche dei rinvenimenti, le quali ci privano di importanti informazioni relative all’unitarietà dei contesti, ai luoghi e ai tempi precisi dei rinvenimenti e dei recuperi e, soprattutto, sottraggono all’analisi un cospicuo numero di materiali andati dispersi nei numerosi passaggi di compravendita tra privati ed enti pubblici.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


