Tra dicembre 1847 e febbraio 1848 una serie di petizioni con cui gruppi di patrioti di varie province del Regno di Sardegna chiedevano l’istituzione della guardia nazionale e la possibilità di avviare gli esercizi al maneggio delle armi giunsero all’attenzione del Gabinetto di Polizia. Queste iniziative, promosse da personaggi di spicco a livello locale, rappresentavano un ulteriore nodo politico in una congiuntura in cui il governo era già in affanno su molti fronti, tanto che il ministro degli Interni Giacinto Borelli riferì la questione in Consiglio di conferenza. In quelle stesse settimane, col proclama dell’8 febbraio, Carlo Alberto annunciò insieme allo Statuto la fondazione della guardia: non è da escludere, perciò, che la rivendicazione patriottica oggetto di questo contributo abbia rappresentato una componente, seppur minore, tra quelle che pesarono sulle decisioni della Corona in quella fase delicata. Questo lavoro mira dunque ad affrontare il tema della fondazione della guardia attraverso le petizioni che allertarono agli albori del ’48 la polizia e lo stesso governo, alle quali è stata dedicata sinora un’attenzione soltanto limitata; ciò permette, contestualmente, di ampliare lo sguardo dai contesti torinese e genovese, su cui gli studi si sono sinora maggiormente concentrati, a diverse altre città del Regno, iniziando da quelle del cosiddetto “altro Piemonte”. All’analisi di queste fonti si è unita la disamina dei giornali politici piemontesi per il periodo di interesse, oltre che dei verbali del Consiglio di conferenza e altre fonti accessorie.
«Tout le monde désire la formation de la Garde nationale». La Polizia sabauda e le rivendicazioni patriottiche per la Guardia nazionale (fine 1847-inizio 1848) / Paniale, Gloria. - In: STUDI PIEMONTESI. - ISSN 0392-7261. - LIII:2(2024), pp. 459-470. [10.26344/0392-7261/24.2.PAN]
«Tout le monde désire la formation de la Garde nationale». La Polizia sabauda e le rivendicazioni patriottiche per la Guardia nazionale (fine 1847-inizio 1848)
Gloria PanialePrimo
2024
Abstract
Tra dicembre 1847 e febbraio 1848 una serie di petizioni con cui gruppi di patrioti di varie province del Regno di Sardegna chiedevano l’istituzione della guardia nazionale e la possibilità di avviare gli esercizi al maneggio delle armi giunsero all’attenzione del Gabinetto di Polizia. Queste iniziative, promosse da personaggi di spicco a livello locale, rappresentavano un ulteriore nodo politico in una congiuntura in cui il governo era già in affanno su molti fronti, tanto che il ministro degli Interni Giacinto Borelli riferì la questione in Consiglio di conferenza. In quelle stesse settimane, col proclama dell’8 febbraio, Carlo Alberto annunciò insieme allo Statuto la fondazione della guardia: non è da escludere, perciò, che la rivendicazione patriottica oggetto di questo contributo abbia rappresentato una componente, seppur minore, tra quelle che pesarono sulle decisioni della Corona in quella fase delicata. Questo lavoro mira dunque ad affrontare il tema della fondazione della guardia attraverso le petizioni che allertarono agli albori del ’48 la polizia e lo stesso governo, alle quali è stata dedicata sinora un’attenzione soltanto limitata; ciò permette, contestualmente, di ampliare lo sguardo dai contesti torinese e genovese, su cui gli studi si sono sinora maggiormente concentrati, a diverse altre città del Regno, iniziando da quelle del cosiddetto “altro Piemonte”. All’analisi di queste fonti si è unita la disamina dei giornali politici piemontesi per il periodo di interesse, oltre che dei verbali del Consiglio di conferenza e altre fonti accessorie.| File | Dimensione | Formato | |
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