Il rapporto tra moda e patrimonio è giunto oggi ad una nuova fase, come testimoniato dall’evoluzione delle sfilate in fashion shows ospitati in contesti archeologici ed architettonici di pregio. A partire dal ventesimo secolo la moda ha esteso il proprio campo d’azione oltre la maison, conquistando strade, piazze e sempre più frequentemente luoghi storici, facendo del patrimonio un’eccezionale scenografia. Attraverso tale fenomeno, sostenuto da motivazioni commerciali, filantropiche e narrative, la moda associa la propria immagine a valori universali, promuovendo restauri, sponsorizzando iniziative benefiche e attingendo alla bellezza del patrimonio per svelare il lavoro degli uffici stile. Negli ultimi anni i marchi più blasonati hanno condotto i propri seguaci in templi ellenici, necropoli paleocristiane, fortezze medievali, gallerie barocche e capolavori del contemporaneo. Queste operazioni non sono tuttavia prive di criticità: l’uso delle location è regolato da complessi accordi ed emergono spesso tensioni tra le esigenze creative dei marchi e la tutela dei beni, talvolta suscitando polemiche. Il progetto allestitivo gioca allora un ruolo centrale di mediazione, garantendo un’esperienza estetica di forte impatto pur rispettando l’integrità del contesto. Mentre la moda trae prestigio e credibilità culturale dal dialogo con il patrimonio, i siti ospitanti beneficiano di visibilità e risorse, seppure il rischio di un consumo spettacolarizzato permanga. Per il momento, l’alleanza tra moda e patrimonio si configura come un rapporto di reciproco scambio: la moda, contraddistinta da un carattere effimero e mutevole, raggiunge una dimensione monumentale mentre il patrimonio si reinventa come palcoscenico globale, moltiplicando le possibilità di fruizione e valorizzazione.
Effimero monumentale. Il progetto della sfilata come medium tra moda e patrimonio architettonico / Feliziani, Giulio. - In: 4A JOURNAL. - ISSN 3035-2827. - 3(2025), pp. 137-144.
Effimero monumentale. Il progetto della sfilata come medium tra moda e patrimonio architettonico
Giulio Feliziani
2025
Abstract
Il rapporto tra moda e patrimonio è giunto oggi ad una nuova fase, come testimoniato dall’evoluzione delle sfilate in fashion shows ospitati in contesti archeologici ed architettonici di pregio. A partire dal ventesimo secolo la moda ha esteso il proprio campo d’azione oltre la maison, conquistando strade, piazze e sempre più frequentemente luoghi storici, facendo del patrimonio un’eccezionale scenografia. Attraverso tale fenomeno, sostenuto da motivazioni commerciali, filantropiche e narrative, la moda associa la propria immagine a valori universali, promuovendo restauri, sponsorizzando iniziative benefiche e attingendo alla bellezza del patrimonio per svelare il lavoro degli uffici stile. Negli ultimi anni i marchi più blasonati hanno condotto i propri seguaci in templi ellenici, necropoli paleocristiane, fortezze medievali, gallerie barocche e capolavori del contemporaneo. Queste operazioni non sono tuttavia prive di criticità: l’uso delle location è regolato da complessi accordi ed emergono spesso tensioni tra le esigenze creative dei marchi e la tutela dei beni, talvolta suscitando polemiche. Il progetto allestitivo gioca allora un ruolo centrale di mediazione, garantendo un’esperienza estetica di forte impatto pur rispettando l’integrità del contesto. Mentre la moda trae prestigio e credibilità culturale dal dialogo con il patrimonio, i siti ospitanti beneficiano di visibilità e risorse, seppure il rischio di un consumo spettacolarizzato permanga. Per il momento, l’alleanza tra moda e patrimonio si configura come un rapporto di reciproco scambio: la moda, contraddistinta da un carattere effimero e mutevole, raggiunge una dimensione monumentale mentre il patrimonio si reinventa come palcoscenico globale, moltiplicando le possibilità di fruizione e valorizzazione.| File | Dimensione | Formato | |
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