Nelle varietà italo-romanze dell’estremo Sud Italia, se il verbo reggente è il verbo ‘andare’, si verifica una sistematica sostituzione delle dipendenti all’infinito con costrutti di modo finito. Essi possono essere costrutti con il complementatore (es. vaju mi viju, lett. ‘vado che vedo’) oppure pseudo-coordinazioni (es. vaju [a/e] viju, lett. ‘vado a/e vedo’). Queste due costruzioni, dalla genesi e dalle proprietà morfosintattiche e semantiche diverse, coesistono all’interno di uno stesso territorio e, spesso, sembrano alternarsi liberamente. Se le singole strutture sono state oggetto di studio privilegiato, lo stesso non vale per i loro rapporti di coesistenza: quali siano le dinamiche e i parametri che governano la loro alternanza o co-ricorrenza resta ancora un’incognita. Con presente contributo si esamina la situazione offerta dalla Calabria meridionale, dove tale fenomeno di alternanza strutturale è molto accentuato ma è stato poco indagato. In particolare, dopo aver esaminato la distribuzione dei due costrutti nella Calabria reggina, si analizzeranno i relativi parametri di variazione. Si argomenterà, quindi, come la pseudo-coordinazione presenti delle restrizioni in termini di i) animatezza del soggetto; ii) predicati ammessi nel costrutto; iii) modi e tempi in cui la struttura può apparire. Si dimostrerà, pertanto, come la coesistenza delle dipendenti con il complementatore (m)u/(m)i e la pseudo-coordinazione, lungi dall’essere in variazione libera, rivela, invece, una distribuzione complementare. Nuove e recenti evidenze consentono, infatti, di provare come la selezione dell’una o dell’altra struttura sia governata da parametri ben precisi, piuttosto che essere intercambiale come, invece, è spesso stato ipotizzato in letteratura.
Sistemi di subordinazione frasale nella Calabria meridionale: i verbi di movimento e il caso di 'andare' / Toscano, Carmelina. - (2024), pp. 21-43. (Intervento presentato al convegno I dati linguistici: metodologie e strumenti della ricerca - LinUD (Linguistica e Umanistica Digitale) tenutosi a Firenze).
Sistemi di subordinazione frasale nella Calabria meridionale: i verbi di movimento e il caso di 'andare'.
Carmelina Toscano
2024
Abstract
Nelle varietà italo-romanze dell’estremo Sud Italia, se il verbo reggente è il verbo ‘andare’, si verifica una sistematica sostituzione delle dipendenti all’infinito con costrutti di modo finito. Essi possono essere costrutti con il complementatore (es. vaju mi viju, lett. ‘vado che vedo’) oppure pseudo-coordinazioni (es. vaju [a/e] viju, lett. ‘vado a/e vedo’). Queste due costruzioni, dalla genesi e dalle proprietà morfosintattiche e semantiche diverse, coesistono all’interno di uno stesso territorio e, spesso, sembrano alternarsi liberamente. Se le singole strutture sono state oggetto di studio privilegiato, lo stesso non vale per i loro rapporti di coesistenza: quali siano le dinamiche e i parametri che governano la loro alternanza o co-ricorrenza resta ancora un’incognita. Con presente contributo si esamina la situazione offerta dalla Calabria meridionale, dove tale fenomeno di alternanza strutturale è molto accentuato ma è stato poco indagato. In particolare, dopo aver esaminato la distribuzione dei due costrutti nella Calabria reggina, si analizzeranno i relativi parametri di variazione. Si argomenterà, quindi, come la pseudo-coordinazione presenti delle restrizioni in termini di i) animatezza del soggetto; ii) predicati ammessi nel costrutto; iii) modi e tempi in cui la struttura può apparire. Si dimostrerà, pertanto, come la coesistenza delle dipendenti con il complementatore (m)u/(m)i e la pseudo-coordinazione, lungi dall’essere in variazione libera, rivela, invece, una distribuzione complementare. Nuove e recenti evidenze consentono, infatti, di provare come la selezione dell’una o dell’altra struttura sia governata da parametri ben precisi, piuttosto che essere intercambiale come, invece, è spesso stato ipotizzato in letteratura.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


