Writing the Hamat̓sa di Aaron Glass (2021) offre la ricognizione più esaustiva sul potlatch kwakwaka’wakw e sulla celebre danza cannibale Hamat̓sa. L'autore, dopo oltre vent’anni di ricerca e l’analisi di fonti che coprono oltre due secoli, dimostra come missionari, funzionari coloniali, antropologi, musei e media abbiano progressivamente trasformato il rituale in un emblema dell’alterità indigena. L’autore ricostruisce l’origine del legame potlatch-cannibalismo, ne svela la natura simbolica e mostra come la comunità abbia usato archivi occidentali per rivitalizzare rango, parentela e sovranità culturale. Appendici curate da iniziati e l’adozione dell’ortografia Kwak’wala attestano una pratica di ricerca collaborativa che rifiuta letture definitive. Il libro smaschera la retorica coloniale del cannibale e propone un modello etnografico in cui la voce indigena dirige l’interpretazione di tradizioni dinamiche come strumento politico e identitario.
Ri-scrivere il potlatch dal punto di vista dei Kwakwaka’wakw / Viscomi, Alessandro. - In: L' UOMO SOCIETÀ TRADIZIONE SVILUPPO. - ISSN 2465-1761. - XIV:2 (2024)(2025), pp. 177-185.
Ri-scrivere il potlatch dal punto di vista dei Kwakwaka’wakw
Alessandro Viscomi
Primo
Writing – Review & Editing
2025
Abstract
Writing the Hamat̓sa di Aaron Glass (2021) offre la ricognizione più esaustiva sul potlatch kwakwaka’wakw e sulla celebre danza cannibale Hamat̓sa. L'autore, dopo oltre vent’anni di ricerca e l’analisi di fonti che coprono oltre due secoli, dimostra come missionari, funzionari coloniali, antropologi, musei e media abbiano progressivamente trasformato il rituale in un emblema dell’alterità indigena. L’autore ricostruisce l’origine del legame potlatch-cannibalismo, ne svela la natura simbolica e mostra come la comunità abbia usato archivi occidentali per rivitalizzare rango, parentela e sovranità culturale. Appendici curate da iniziati e l’adozione dell’ortografia Kwak’wala attestano una pratica di ricerca collaborativa che rifiuta letture definitive. Il libro smaschera la retorica coloniale del cannibale e propone un modello etnografico in cui la voce indigena dirige l’interpretazione di tradizioni dinamiche come strumento politico e identitario.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


