Nel suo contributo, Erika Degortes presenta il pensiero di Johan Galtung a partire dalla prospettiva dell’educazione alla pace, sottolineando come essa debba essere concepita come un processo formativo lungo tutto l’arco della vita, non limitato all’istruzione scolastica formale. Degortes distingue infatti tra apprendimento, istruzione e scolarizzazione, sostenendo che il semplice trasferimento di contenuti non è sufficiente se non si interviene anche sulle modalità relazionali e sugli ambienti in cui l’educazione si realizza. L’autrice mostra come nella pedagogia di Galtung “la struttura è il messaggio”: l’educazione alla pace richiede contesti e relazioni coerenti con i valori della nonviolenza, dell’ascolto e della cooperazione. Da qui deriva l’attenzione ai metodi educativi dialogici e maieutici, ispirati anche all’esperienza di Danilo Dolci in Sicilia, dove l’educazione diventa empowerment delle persone e delle comunità, soprattutto nelle situazioni di marginalità sociale. Il contributo si conclude evidenziando che la pace non è solo assenza di violenza, ma costruzione attiva di relazioni giuste, empatiche e sostenibili, e che l’educazione rappresenta il principale strumento per rendere tale costruzione possibile nella vita quotidiana e nei contesti sociali.
Johan Galtung e la peace education. In S. Deiana, Trasformare i conflitti: promuovere la pace. Per una lettura pedagogica della proposta nonviolenta di Johan Galtung (pp. 194-213). Cagliari: Ets. Collana di Scienze dell'Educazione, diretta da Simonetta Ulivieri / Degortes, Erika; Deiana, Salvatore. - (2025), pp. 233-254. - SCIENZE DELL'EDUCAZIONE.
Johan Galtung e la peace education. In S. Deiana, Trasformare i conflitti: promuovere la pace. Per una lettura pedagogica della proposta nonviolenta di Johan Galtung (pp. 194-213). Cagliari: Ets. Collana di Scienze dell'Educazione, diretta da Simonetta Ulivieri.
Erika DegortesSecondo
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2025
Abstract
Nel suo contributo, Erika Degortes presenta il pensiero di Johan Galtung a partire dalla prospettiva dell’educazione alla pace, sottolineando come essa debba essere concepita come un processo formativo lungo tutto l’arco della vita, non limitato all’istruzione scolastica formale. Degortes distingue infatti tra apprendimento, istruzione e scolarizzazione, sostenendo che il semplice trasferimento di contenuti non è sufficiente se non si interviene anche sulle modalità relazionali e sugli ambienti in cui l’educazione si realizza. L’autrice mostra come nella pedagogia di Galtung “la struttura è il messaggio”: l’educazione alla pace richiede contesti e relazioni coerenti con i valori della nonviolenza, dell’ascolto e della cooperazione. Da qui deriva l’attenzione ai metodi educativi dialogici e maieutici, ispirati anche all’esperienza di Danilo Dolci in Sicilia, dove l’educazione diventa empowerment delle persone e delle comunità, soprattutto nelle situazioni di marginalità sociale. Il contributo si conclude evidenziando che la pace non è solo assenza di violenza, ma costruzione attiva di relazioni giuste, empatiche e sostenibili, e che l’educazione rappresenta il principale strumento per rendere tale costruzione possibile nella vita quotidiana e nei contesti sociali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


