La recensione di Marika Fior analizza il recente manuale, curato da Max Welch Guerra, Abdellah Abarkan, María A. Castrillo Romón e Martin Pekár, intitolato European Planning History in the 20th Century, pubblicato da Taylor & Francis (Routledge) nel 2023. Il libro, che è esito di un dottorato congiunto europeo (urbanHIST) , si pone l'obiettivo ambizioso di superare la tradizionale "prospettiva modernista occidentale" nella storiografia della pianificazione urbanistica, integrando contributi che includano anche l'Europa orientale. L'opera non intende presentare "la storia" ma piuttosto le "molte storie" della pianificazione europea, confermando l'idea di Stephen V. Ward che l'Europa mantenga principalmente una serie di tradizioni di pianificazione nazionali, con la sua ricchezza risiedente proprio nella grande varietà interna. Il curatore, Welch Guerra, riassume i contenuti dei 23 capitoli attraverso otto tesi storiografiche. Queste tesi spaziano dalla constatazione della varietà di definizioni e "incongruenze terminologiche" della parola "pianificazione" nei diversi Paesi , al riconoscimento della funzione storica dell'urbanistica come strumento di controllo spaziale (azione igienista) al servizio dello sviluppo economico e sociale. Altri punti riguardano il ruolo della comunicazione (stampa, eventi, università) nel rafforzare la legittimità scientifica e politica della disciplina , la sua finalità generale nella crescita fisica e socio-economica delle città e delle nazioni , e la sua funzione nel definire il rapporto tra uomo e natura. Infine, l'ottava tesi enfatizza il valore pionieristico del volume, aspirando a un confronto internazionale, ad esempio con la storiografia di Cina o Giappone, per arricchire la conoscenza. La struttura del libro è divisa in tre parti: l'emergere della pianificazione (teorie igieniste, città giardino), le sue missioni in coerenza con temi di sviluppo (mobilità, casa, ambiente, patrimonio) e visioni politiche a cavallo dei conflitti mondiali, e le interpretazioni e ricerche successive agli anni Settanta. Il valore aggiunto del libro risiede nell'aver evidenziato le specificità delle storie urbanistiche nazionali. L'internazionalizzazione, secondo la recensione, non è vista come un fine (convergere verso un'unica pianificazione) ma come un mezzo per ampliare le conoscenze, offrendo alle generazioni future un patrimonio per reinterpretare il passato e delineare il progetto futuro delle città.
Review of Max Welch Guerra, Abdellah Abarkan, Maria A. Castrillo Romon, Martin Pekàr (eds.), European Planning History in the 20th Century. A Continent of Urban Planning / Fior, Marika. - In: ARO. - ISSN 2612-2863. - 2(2024), pp. 5-7.
Review of Max Welch Guerra, Abdellah Abarkan, Maria A. Castrillo Romon, Martin Pekàr (eds.), European Planning History in the 20th Century. A Continent of Urban Planning
Marika Fior
2024
Abstract
La recensione di Marika Fior analizza il recente manuale, curato da Max Welch Guerra, Abdellah Abarkan, María A. Castrillo Romón e Martin Pekár, intitolato European Planning History in the 20th Century, pubblicato da Taylor & Francis (Routledge) nel 2023. Il libro, che è esito di un dottorato congiunto europeo (urbanHIST) , si pone l'obiettivo ambizioso di superare la tradizionale "prospettiva modernista occidentale" nella storiografia della pianificazione urbanistica, integrando contributi che includano anche l'Europa orientale. L'opera non intende presentare "la storia" ma piuttosto le "molte storie" della pianificazione europea, confermando l'idea di Stephen V. Ward che l'Europa mantenga principalmente una serie di tradizioni di pianificazione nazionali, con la sua ricchezza risiedente proprio nella grande varietà interna. Il curatore, Welch Guerra, riassume i contenuti dei 23 capitoli attraverso otto tesi storiografiche. Queste tesi spaziano dalla constatazione della varietà di definizioni e "incongruenze terminologiche" della parola "pianificazione" nei diversi Paesi , al riconoscimento della funzione storica dell'urbanistica come strumento di controllo spaziale (azione igienista) al servizio dello sviluppo economico e sociale. Altri punti riguardano il ruolo della comunicazione (stampa, eventi, università) nel rafforzare la legittimità scientifica e politica della disciplina , la sua finalità generale nella crescita fisica e socio-economica delle città e delle nazioni , e la sua funzione nel definire il rapporto tra uomo e natura. Infine, l'ottava tesi enfatizza il valore pionieristico del volume, aspirando a un confronto internazionale, ad esempio con la storiografia di Cina o Giappone, per arricchire la conoscenza. La struttura del libro è divisa in tre parti: l'emergere della pianificazione (teorie igieniste, città giardino), le sue missioni in coerenza con temi di sviluppo (mobilità, casa, ambiente, patrimonio) e visioni politiche a cavallo dei conflitti mondiali, e le interpretazioni e ricerche successive agli anni Settanta. Il valore aggiunto del libro risiede nell'aver evidenziato le specificità delle storie urbanistiche nazionali. L'internazionalizzazione, secondo la recensione, non è vista come un fine (convergere verso un'unica pianificazione) ma come un mezzo per ampliare le conoscenze, offrendo alle generazioni future un patrimonio per reinterpretare il passato e delineare il progetto futuro delle città.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


