Il contributo analizza l’evoluzione dei non luoghi della mobilità nella città contemporanea, superando l’opposizione tradizionale tra spazi identitari e ambiti anonimi di transito. Muovendo dalla progressiva smaterializzazione dell’esperienza urbana e dall’ibridazione tra reale e digitale, il testo interpreta stazioni, infrastrutture e margini urbani non più come semplici dispositivi tecnici, ma come potenziali catalizzatori di urbanità. Oggi, infatti, tali luoghi possono assumere un ruolo sociale e simbolico, divenendo spazi di relazione, riconoscimento e costruzione collettiva dell’ambiente urbano. Attraverso tre casi studio internazionali, vengono illustrate strategie progettuali capaci di ridefinire vuoti e bordi infrastrutturali in sistemi di continuità pubblica e complessità spaziale, trasformando condizioni liminali e residuali in nuove centralità. La ricerca propone così un cambio di prospettiva: considerare le infrastrutture come elementi generativi, in grado di attivare processi di rigenerazione, inclusione e appropriazione civica, e di contribuire alla costruzione di una città più stratificata, connessa e orientata alla relazione.
Paesggi del transito tra città e infrastruttura / Berretta, Tommaso. - In: A & A. - ISSN 2533-0713. - 57:(2025), pp. 53-71.
Paesggi del transito tra città e infrastruttura
Tommaso Berretta
Primo
2025
Abstract
Il contributo analizza l’evoluzione dei non luoghi della mobilità nella città contemporanea, superando l’opposizione tradizionale tra spazi identitari e ambiti anonimi di transito. Muovendo dalla progressiva smaterializzazione dell’esperienza urbana e dall’ibridazione tra reale e digitale, il testo interpreta stazioni, infrastrutture e margini urbani non più come semplici dispositivi tecnici, ma come potenziali catalizzatori di urbanità. Oggi, infatti, tali luoghi possono assumere un ruolo sociale e simbolico, divenendo spazi di relazione, riconoscimento e costruzione collettiva dell’ambiente urbano. Attraverso tre casi studio internazionali, vengono illustrate strategie progettuali capaci di ridefinire vuoti e bordi infrastrutturali in sistemi di continuità pubblica e complessità spaziale, trasformando condizioni liminali e residuali in nuove centralità. La ricerca propone così un cambio di prospettiva: considerare le infrastrutture come elementi generativi, in grado di attivare processi di rigenerazione, inclusione e appropriazione civica, e di contribuire alla costruzione di una città più stratificata, connessa e orientata alla relazione.| File | Dimensione | Formato | |
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