La crisi diplomatica del 1908 si compone di tre eventi, l’uno susseguente l’altro: la dichiarazione di indipendenza della Bulgaria, l’annessione della Bosnia-erzegovina da parte dell’austria-ungheria e, infine, la dichiarazione di unione al regno di Grecia (ἔνωσις) dell’isola di Creta. di queste scosse subite dagli equilibri europei sanciti dal Trattato di Berlino, l’ultima viene spesso considerata marginale rispetto alle altre, pur avendo costituito un evento determinante per gli equilibri di forza creatisi a ridosso delle guerre del 1911-13 nei Balcani e nel Mediterraneo, e non unicamente un punto di arrivo, di enorme rilievo strategico, all’interno del più ampio programma della μεγάλη ιδεα. Molta storiografia incentrata sul tema ha, inoltre, teso a dirigere l’attenzione dello studioso sulla sofferta convivenza, in Creta, fra l’indigeno elemento greco e all’alloctono turco musulmano, condizione che, pure, merita di essere letta sotto una triplice specie strategica e diplomatica, prima ancora che politico-interna e, finanche, antropologica. attraverso l’esame della corrispondenza diplomatica intrattenuta dall’Italia con il regio consolato alla Canea e con le altre Potenze europee, è possibile cogliere un respiro mediterraneo, e non solo “orientale”, nell’ampiezza della questione cretese. È, dunque, obiettivo del presente studio tentare un’indagine su quest’argomento con lo scopo di conoscere, da un lato, il modo in cui l’Italia affrontò le prime fasi della crisi cretese, e, dall'altro, il rilievo che la sua azione rivestì nel controllo della stabilità politica del Mediterraneo orientale.
La questione cretese nella corrispondenza diplomatica italiana (1908-1913) / Rudi, Fabrizio. - In: NUOVA STORIA CONTEMPORANEA. - ISSN 1126-098X. - VI (XXVI):3(2023), pp. 155-190.
La questione cretese nella corrispondenza diplomatica italiana (1908-1913)
Fabrizio Rudi
2023
Abstract
La crisi diplomatica del 1908 si compone di tre eventi, l’uno susseguente l’altro: la dichiarazione di indipendenza della Bulgaria, l’annessione della Bosnia-erzegovina da parte dell’austria-ungheria e, infine, la dichiarazione di unione al regno di Grecia (ἔνωσις) dell’isola di Creta. di queste scosse subite dagli equilibri europei sanciti dal Trattato di Berlino, l’ultima viene spesso considerata marginale rispetto alle altre, pur avendo costituito un evento determinante per gli equilibri di forza creatisi a ridosso delle guerre del 1911-13 nei Balcani e nel Mediterraneo, e non unicamente un punto di arrivo, di enorme rilievo strategico, all’interno del più ampio programma della μεγάλη ιδεα. Molta storiografia incentrata sul tema ha, inoltre, teso a dirigere l’attenzione dello studioso sulla sofferta convivenza, in Creta, fra l’indigeno elemento greco e all’alloctono turco musulmano, condizione che, pure, merita di essere letta sotto una triplice specie strategica e diplomatica, prima ancora che politico-interna e, finanche, antropologica. attraverso l’esame della corrispondenza diplomatica intrattenuta dall’Italia con il regio consolato alla Canea e con le altre Potenze europee, è possibile cogliere un respiro mediterraneo, e non solo “orientale”, nell’ampiezza della questione cretese. È, dunque, obiettivo del presente studio tentare un’indagine su quest’argomento con lo scopo di conoscere, da un lato, il modo in cui l’Italia affrontò le prime fasi della crisi cretese, e, dall'altro, il rilievo che la sua azione rivestì nel controllo della stabilità politica del Mediterraneo orientale.| File | Dimensione | Formato | |
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