The article agrees with Luciano Violante's writing in Avvenire on June 29, 2025, regarding the need to reverse course in a cultural context steeped in the culture of death. The A. critically questions the potential impact of a law legalizing assisted suicide in Italy, albeit under certain conditions. The article emphasizes the different responsibilities of the Constitutional Court and Parliament, because a law is not like a ruling, even if it merely copies its contents, since it provides general and abstract provisions for all possible future cases. And while ruling no. 242/2019 established that assisted suicide remains a crime, even if it is not punishable in some cases, a law stating the same would have different effects, because assisted suicide would inevitably be perceived as lawful, possible, and demandable, as one service among others. Indeed, every regulation implies authorization. And such authorization to assist in suicide does not seem to move in the direction of a culture of life or of solidarity towards the most seriously ill, for whom the right to appropriate care and assistance still needs to be guaranteed
L’articolo concorda con quanto scritto da Luciano Violante su Avvenire del 29 giugno 2025 a proposito della necessità di invertire la rotta in un contesto culturale che è intriso di cultura della morte e si interroga criticamente sugli effetti che potrebbe determinare in Italia una legge che legalizzasse il suicidio assistito, sia pure ad alcune condizioni. L’articolo sottolinea le differenti responsabilità di Corte costituzionale e Parlamento, perché una legge non è come una sentenza, anche qualora si limitasse a ricopiarne i contenuti, dal momento che dispone in generale e in astratto per tutti i possibili casi futuri. E se la sentenza n. 242/2019 ha sancito che l’aiuto al suicidio resta un reato, anche se in alcuni casi non è punibile, una legge che affermasse la medesima cosa avrebbe effetti diversi, perché l’aiuto al suicidio verrebbe inevitabilmente percepito come lecito, possibile, esigibile, come una prestazione fra le altre. Ogni regolazione implica infatti un’autorizzazione. E una tale autorizzazione ad aiutare nel suicidio non sembra andare nella direzione di una cultura della vita né della solidarietà nei confronti dei malati più gravi, rispetto ai quali occorre ancora garantire il diritto a cure appropriate e all’assistenza.
Gli effetti di una legge e il rischio di normalizzare il suicidio assistito. La speciale responsabilità del Parlamento per le ricadute culturali / Razzano, Giovanna. - In: AVVENIRE. - ISSN 1120-6020. - 22 ottobre 2025(2025), pp. 1-1.
Gli effetti di una legge e il rischio di normalizzare il suicidio assistito. La speciale responsabilità del Parlamento per le ricadute culturali
Giovanna Razzano
2025
Abstract
The article agrees with Luciano Violante's writing in Avvenire on June 29, 2025, regarding the need to reverse course in a cultural context steeped in the culture of death. The A. critically questions the potential impact of a law legalizing assisted suicide in Italy, albeit under certain conditions. The article emphasizes the different responsibilities of the Constitutional Court and Parliament, because a law is not like a ruling, even if it merely copies its contents, since it provides general and abstract provisions for all possible future cases. And while ruling no. 242/2019 established that assisted suicide remains a crime, even if it is not punishable in some cases, a law stating the same would have different effects, because assisted suicide would inevitably be perceived as lawful, possible, and demandable, as one service among others. Indeed, every regulation implies authorization. And such authorization to assist in suicide does not seem to move in the direction of a culture of life or of solidarity towards the most seriously ill, for whom the right to appropriate care and assistance still needs to be guaranteed| File | Dimensione | Formato | |
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