Il presente contributo analizza l’efficacia dei modelli di ricostruzione delle oscillazioni demografiche basati sulla modellazione delle datazioni radiocarboniche, applicandoli al caso della Puglia settentrionale e di parte dell’area irpina tra il 4000 e il 1300 a.C. Questo territorio, caratterizzato da una ricca documentazione archeologica e da un’elevata variabilità culturale, rappresenta un contesto ideale per questo tipo di analisi. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno impiegato l’analisi statistica delle datazioni C14 per la modellazione cronologica ottenendo stime delle dinamiche demografiche su scala geografica e cronologica molto estesa (es. Shennan 2013; Walsh et alii 2019; Palmisano et alii 2017; 2021). In particolare, l’approccio proposto da Palmisano e colleghi (2017) combina dati radiometrici e archeologici (conta siti e somma aoristica) per identificare le oscillazioni demografiche di lungo periodo. Questo studio adotta un approccio analogo, ma concentrandosi su un’area geografica più circoscritta, con l’obiettivo di affinare il confronto tra modelli quantitativi e le evidenze archeologiche locali. L’ipotesi di base del metodo è che una maggiore concentrazione di datazioni C14 rifletta un incremento della densità di popolazione in un dato areale. Attraverso l’uso di approcci quantitativi, come la Summed Probability Distribution (SPD) e la Kernel Density Estimation (KDE), e il confronto con dati archeologici, questo studio propone un modello di variazione demografica in senso diacronico. I risultati mostrano possibili fluttuazioni significative nella distribuzione della popolazione, con fasi di espansione e contrazione della densità demografica che sembrano rispecchiare alcuni cambiamenti culturali. Inoltre, il confronto con la conta dei siti e la somma aoristica ha evidenziato punti di convergenza e criticità nell’uso delle datazioni radiocarboniche come indicatore demografico. Questo studio sottolinea l’importanza di un approccio integrato nella ricostruzione delle dinamiche demografiche, combinando metodologie statistiche avanza te con i dati archeologici per affinare l’interpretazione dei processi insediativi nel la preistoria recente.

Modelli di ricostruzione delle oscillazioni demografiche per la preistoria recente: il caso della Puglia settentrionale tra inizio IV e metà II millennio a.C / Rizzitano, Filippo. - (2025), pp. 47-64. (Intervento presentato al convegno 45° Convegno nazionale sulla preistoria, protostoria, storia della Daunia tenutosi a San Severo; Italy).

Modelli di ricostruzione delle oscillazioni demografiche per la preistoria recente: il caso della Puglia settentrionale tra inizio IV e metà II millennio a.C.

Filippo Rizzitano
2025

Abstract

Il presente contributo analizza l’efficacia dei modelli di ricostruzione delle oscillazioni demografiche basati sulla modellazione delle datazioni radiocarboniche, applicandoli al caso della Puglia settentrionale e di parte dell’area irpina tra il 4000 e il 1300 a.C. Questo territorio, caratterizzato da una ricca documentazione archeologica e da un’elevata variabilità culturale, rappresenta un contesto ideale per questo tipo di analisi. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno impiegato l’analisi statistica delle datazioni C14 per la modellazione cronologica ottenendo stime delle dinamiche demografiche su scala geografica e cronologica molto estesa (es. Shennan 2013; Walsh et alii 2019; Palmisano et alii 2017; 2021). In particolare, l’approccio proposto da Palmisano e colleghi (2017) combina dati radiometrici e archeologici (conta siti e somma aoristica) per identificare le oscillazioni demografiche di lungo periodo. Questo studio adotta un approccio analogo, ma concentrandosi su un’area geografica più circoscritta, con l’obiettivo di affinare il confronto tra modelli quantitativi e le evidenze archeologiche locali. L’ipotesi di base del metodo è che una maggiore concentrazione di datazioni C14 rifletta un incremento della densità di popolazione in un dato areale. Attraverso l’uso di approcci quantitativi, come la Summed Probability Distribution (SPD) e la Kernel Density Estimation (KDE), e il confronto con dati archeologici, questo studio propone un modello di variazione demografica in senso diacronico. I risultati mostrano possibili fluttuazioni significative nella distribuzione della popolazione, con fasi di espansione e contrazione della densità demografica che sembrano rispecchiare alcuni cambiamenti culturali. Inoltre, il confronto con la conta dei siti e la somma aoristica ha evidenziato punti di convergenza e criticità nell’uso delle datazioni radiocarboniche come indicatore demografico. Questo studio sottolinea l’importanza di un approccio integrato nella ricostruzione delle dinamiche demografiche, combinando metodologie statistiche avanza te con i dati archeologici per affinare l’interpretazione dei processi insediativi nel la preistoria recente.
2025
45° Convegno nazionale sulla preistoria, protostoria, storia della Daunia
Italian Prehistory; Chronological Modelling; Population Dynamics
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
Modelli di ricostruzione delle oscillazioni demografiche per la preistoria recente: il caso della Puglia settentrionale tra inizio IV e metà II millennio a.C / Rizzitano, Filippo. - (2025), pp. 47-64. (Intervento presentato al convegno 45° Convegno nazionale sulla preistoria, protostoria, storia della Daunia tenutosi a San Severo; Italy).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1752298
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