Il cannibalismo costituisce ancora oggi uno spazio di dibattito ricco eppur complesso, che vede coinvolti svariati ambiti disciplinari, dall’archeologia all’antropologia culturale. Entro questo spazio, la Storia delle religioni occupa attualmente una posizione marginale, nonostante si invochi sempre più spesso il carattere rituale di tali comportamenti culturali. Il presente lavoro di ricerca nasce con l’intendo di ricondurre il tema cannibalico entro lo spazio di discussione delle scienze storico-religiose, proponendo un ripensamento teorico-metodologico della questione, ovvero guardando all’antropofagia umana criticamente come un oggetto teorico instabile e metodologicamente sfuggente. Lungi, infatti, dal ridursi a mera pratica alimentare o ad un più pretesa azione simbolico-rituale, l’antropofagia è qui concepita come «complesso antropologico» stratificato – comportamentale, rappresentazionale, emotivo – la cui analisi richiede un ripensamento radicale delle categorie impiegate nella letteratura esistente ed una nuova metodologia d’indagine pluridimensionale. La tesi si articola, dunque, in tre capitoli. Il primo ha carattere teorico-fondativo e affronta le difficoltà epistemologiche inerenti alla definizione del fenomeno. Muovendo da una ricognizione critica degli approcci disciplinari esistenti, il capitolo elabora così un paradigma metodologico ispirato alla neurostoria e alla teoria bio-culturale della religione, integrando dimensioni archeologiche, cognitive, evolutive ed ecologiche nel quadro di un modello interpretativo unitario, ovvero consiliente. Il secondo capitolo, di taglio comparativo, mette alla prova il paradigma attraverso la decostruzione del concetto di “cannibalismo”, inteso quale costruzione mitolologica e dispositivo cognitivo atto alla de-umanizzazione dell’altrom, introducendo la categoria neutra di isofagia, intesa come consumo intraspecifico indipendente da connotazioni culturali. Sulla base di dati comportamentali osservati in specie animali – in particolare nei primati – viene elaborata quindi una tassonomia dell’isofagia (attiva, passiva, opportunistica), aprendo la strada a un’interpretazione dell’antropofagia umana come comportamento situato, biologicamente ed emotivamente radicato, non riducibile a sistemi simbolici chiusi ed astratti. Il terzo capitolo, di carattere etneo-archeologico, applica il modello interpretativo allo studio tafonomico di 64 crani umani della Collezione “Lamberto Loria”, conservata presso il Museo di Antropologia “Giuseppe Sergi” della Sapienza. L’analisi integrata dei reperti e delle fonti storiche ed etnografiche consente di attribuire tali oggetti a pratiche trofeiche post-belliche, smentendo le originarie ipotesi isofagiche (cerebrofagiche), mostrando altresì la necessità di una prassi di ricerca autenticamente interdisciplinare, fondata sulla convergenza tra competenze, metodi e saperi specializzati.
Antropofagia umana: un approccio consiliente tra storia, teorie e materiale osteologico. Verso una diagnosi funzionale delle pratiche post-mortem nel record archeologico ed etnografico / Campione, Luca. - (2025 Oct 06).
Antropofagia umana: un approccio consiliente tra storia, teorie e materiale osteologico. Verso una diagnosi funzionale delle pratiche post-mortem nel record archeologico ed etnografico
CAMPIONE, LUCA
06/10/2025
Abstract
Il cannibalismo costituisce ancora oggi uno spazio di dibattito ricco eppur complesso, che vede coinvolti svariati ambiti disciplinari, dall’archeologia all’antropologia culturale. Entro questo spazio, la Storia delle religioni occupa attualmente una posizione marginale, nonostante si invochi sempre più spesso il carattere rituale di tali comportamenti culturali. Il presente lavoro di ricerca nasce con l’intendo di ricondurre il tema cannibalico entro lo spazio di discussione delle scienze storico-religiose, proponendo un ripensamento teorico-metodologico della questione, ovvero guardando all’antropofagia umana criticamente come un oggetto teorico instabile e metodologicamente sfuggente. Lungi, infatti, dal ridursi a mera pratica alimentare o ad un più pretesa azione simbolico-rituale, l’antropofagia è qui concepita come «complesso antropologico» stratificato – comportamentale, rappresentazionale, emotivo – la cui analisi richiede un ripensamento radicale delle categorie impiegate nella letteratura esistente ed una nuova metodologia d’indagine pluridimensionale. La tesi si articola, dunque, in tre capitoli. Il primo ha carattere teorico-fondativo e affronta le difficoltà epistemologiche inerenti alla definizione del fenomeno. Muovendo da una ricognizione critica degli approcci disciplinari esistenti, il capitolo elabora così un paradigma metodologico ispirato alla neurostoria e alla teoria bio-culturale della religione, integrando dimensioni archeologiche, cognitive, evolutive ed ecologiche nel quadro di un modello interpretativo unitario, ovvero consiliente. Il secondo capitolo, di taglio comparativo, mette alla prova il paradigma attraverso la decostruzione del concetto di “cannibalismo”, inteso quale costruzione mitolologica e dispositivo cognitivo atto alla de-umanizzazione dell’altrom, introducendo la categoria neutra di isofagia, intesa come consumo intraspecifico indipendente da connotazioni culturali. Sulla base di dati comportamentali osservati in specie animali – in particolare nei primati – viene elaborata quindi una tassonomia dell’isofagia (attiva, passiva, opportunistica), aprendo la strada a un’interpretazione dell’antropofagia umana come comportamento situato, biologicamente ed emotivamente radicato, non riducibile a sistemi simbolici chiusi ed astratti. Il terzo capitolo, di carattere etneo-archeologico, applica il modello interpretativo allo studio tafonomico di 64 crani umani della Collezione “Lamberto Loria”, conservata presso il Museo di Antropologia “Giuseppe Sergi” della Sapienza. L’analisi integrata dei reperti e delle fonti storiche ed etnografiche consente di attribuire tali oggetti a pratiche trofeiche post-belliche, smentendo le originarie ipotesi isofagiche (cerebrofagiche), mostrando altresì la necessità di una prassi di ricerca autenticamente interdisciplinare, fondata sulla convergenza tra competenze, metodi e saperi specializzati.| File | Dimensione | Formato | |
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Note: Tesi Dottorale sul tema dell'antropofagia umana, in prospettiva storico-religiosa e consiliente
Tipologia:
Tesi di dottorato
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