Questo articolo esplora le dinamiche sociali e l’uso dello spazio sacro presso l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, uno dei principali centri di buddhismo tibetano in Italia. Adottando un approccio multidisciplinare, questo studio esamina l’interazione tra spazio sacro, pratiche rituali ed esperienza religiosa. In particolare, analizza come l’ambiente influenzi i processi cognitivi ed emotivi dei praticanti e, reciprocamente, come la meditazione modifichi la percezione e l’uso stesso dello spazio. Attraverso un’indagine etnografica basata sull’osservazione partecipante, la ricerca evidenzia il ruolo dello spazio sacro come catalizzatore di significati simbolici e come elemento che contribuisce alla costruzione dell’identità comunitaria. Le neuroscienze mostrano come la meditazione modifichi l’attività cerebrale, potenziando attenzione e consapevolezza, influenzando così la percezione dell’ambiente. Questa dinamica bidirezionale tra mente e spazio solleva questioni più ampie sulla costruzione dell’esperienza religiosa. Infine, il confronto con la fisica quantistica suggerisce un’interessante analogia tra la natura mutevole della mente, osservata nella meditazione e il principio di indeterminazione quantistica, ponendo interrogativi sulla relazione tra coscienza e realtà.
Neuroscienze e religioni. Il caso buddhista di Pomaia / Benna, Francesca. - In: PSICOTERAPIAANALITICAREICHIANA. - ISSN 2283-5881. - (2025). [10.57613/SIAR72]
Neuroscienze e religioni. Il caso buddhista di Pomaia
Francesca Benna
2025
Abstract
Questo articolo esplora le dinamiche sociali e l’uso dello spazio sacro presso l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, uno dei principali centri di buddhismo tibetano in Italia. Adottando un approccio multidisciplinare, questo studio esamina l’interazione tra spazio sacro, pratiche rituali ed esperienza religiosa. In particolare, analizza come l’ambiente influenzi i processi cognitivi ed emotivi dei praticanti e, reciprocamente, come la meditazione modifichi la percezione e l’uso stesso dello spazio. Attraverso un’indagine etnografica basata sull’osservazione partecipante, la ricerca evidenzia il ruolo dello spazio sacro come catalizzatore di significati simbolici e come elemento che contribuisce alla costruzione dell’identità comunitaria. Le neuroscienze mostrano come la meditazione modifichi l’attività cerebrale, potenziando attenzione e consapevolezza, influenzando così la percezione dell’ambiente. Questa dinamica bidirezionale tra mente e spazio solleva questioni più ampie sulla costruzione dell’esperienza religiosa. Infine, il confronto con la fisica quantistica suggerisce un’interessante analogia tra la natura mutevole della mente, osservata nella meditazione e il principio di indeterminazione quantistica, ponendo interrogativi sulla relazione tra coscienza e realtà.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


