L’articolo propone una riflessione su Queendom, opera dell’artista israeliana Ilit Azoulay (Tel Aviv, 1972) presentata al Padiglione di Israele in occasione della 59ª Biennale di Venezia. Il lavoro si configura come un intervento visivo e concettuale volto a decostruire le narrazioni egemoniche di matrice eurocentrica e androcentrica, adottando una prospettiva critica postcoloniale e femminista: con un intreccio di materiali tradizionali e media contemporanei, Azoulay arriva alla definizione di un’estetica ibrida che sfida le dicotomie tra Oriente e Occidente, passato e presente, centro e periferia. Attraverso un'attenta ricostruzione della pratica artistica e delle scelte curatoriali adottate, si intende ragionare su alcuni aspetti propri della post-production culture e sulle modalità con cui Azoulay reinterpreta iconografie e simboli culturali, mettendo in luce i meccanismi di potere che, nel corso della storia, hanno marginalizzato e silenziato le soggettività femminili non occidentali.
Ilit Azoulay, Queendom: un nuovo regno che nasce dall’elogio del frammento / Nicolais, Adele. - In: SENZA CORNICE. - ISSN 2281-3330. - 29 - luglio/ottobre 2023(2023).
Ilit Azoulay, Queendom: un nuovo regno che nasce dall’elogio del frammento
Nicolais, Adele
2023
Abstract
L’articolo propone una riflessione su Queendom, opera dell’artista israeliana Ilit Azoulay (Tel Aviv, 1972) presentata al Padiglione di Israele in occasione della 59ª Biennale di Venezia. Il lavoro si configura come un intervento visivo e concettuale volto a decostruire le narrazioni egemoniche di matrice eurocentrica e androcentrica, adottando una prospettiva critica postcoloniale e femminista: con un intreccio di materiali tradizionali e media contemporanei, Azoulay arriva alla definizione di un’estetica ibrida che sfida le dicotomie tra Oriente e Occidente, passato e presente, centro e periferia. Attraverso un'attenta ricostruzione della pratica artistica e delle scelte curatoriali adottate, si intende ragionare su alcuni aspetti propri della post-production culture e sulle modalità con cui Azoulay reinterpreta iconografie e simboli culturali, mettendo in luce i meccanismi di potere che, nel corso della storia, hanno marginalizzato e silenziato le soggettività femminili non occidentali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


