L'ultimo romanzo della scrittrice russofona tartara Guzel' Jachina, "Il treno per Samarcanda" (2021) esce nell'anniversario di una delle più grandi carestie del XX secolo. Nel tentativo di salvare almeno i bambini dalle zone del Volga, più affette dalla carestia, lo Stato organizza dei convogli per portare i piccoli in aree più prospere, come l'Uzbekistan. La scrittrice crea vicende fittizie su uno sfondo sociale e storico molto vero e ancora, per fortuna, non dimenticato. L'analisi del romanzo ne identifica la scrittura come salvezza, come ricordo necessario per elaborare il trauma e andare avanti, e il viaggio dei personaggi come espiazione dei loro peccati, nel tentativo di salvare e ridare la purezza, ovvero l'infanzia, soprattutto a chi troppo a lungo ne è stato privato.
Un viaggio nella polifonia: Il Treno per Samarcanda come momento di salvezza / Cerilli, Marianna Celeste. - In: LETTERATURA & SOCIETÀ. - ISSN 1722-5531. - 1, gennaio-marzo 2025:Anno XXVII(2025), pp. 82-92.
Un viaggio nella polifonia: Il Treno per Samarcanda come momento di salvezza
Marianna Celeste Cerilli
2025
Abstract
L'ultimo romanzo della scrittrice russofona tartara Guzel' Jachina, "Il treno per Samarcanda" (2021) esce nell'anniversario di una delle più grandi carestie del XX secolo. Nel tentativo di salvare almeno i bambini dalle zone del Volga, più affette dalla carestia, lo Stato organizza dei convogli per portare i piccoli in aree più prospere, come l'Uzbekistan. La scrittrice crea vicende fittizie su uno sfondo sociale e storico molto vero e ancora, per fortuna, non dimenticato. L'analisi del romanzo ne identifica la scrittura come salvezza, come ricordo necessario per elaborare il trauma e andare avanti, e il viaggio dei personaggi come espiazione dei loro peccati, nel tentativo di salvare e ridare la purezza, ovvero l'infanzia, soprattutto a chi troppo a lungo ne è stato privato.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


