A partire dall’identificazione di un passo delle Georgiche virgiliane quale testo di riferimento per l’invenzione del Canto notturno leopardiano, il contributo propone una contestualizzazione più stringente del riscontro individuando l’occasione di lettura che ha molto probabilmente mosso in Leopardi il ricordo di quel famoso episodio del poema didascalico. L’occasione consente di formulare qualche considerazione sul rapporto del poeta con i classici antichi, in particolare latini, durante la fase di inventio, nonché sul nostro atteggiamento nei confronti di questa tradizione. In particolare si propone un’idea strutturata e profonda della memoria poetica leopardiana, una poesia pensante che si costruisce in dialogo o in confronto serrato con altra poesia, e non certo per semplice accumulo di ricordi molteplici, come a volte parrebbero suggerire studi e commenti. La riconsiderazione del resoconto di Abel Rémusat uscita sul «Journal des savans» suggerisce inoltre un ulteriore spiegazione degli interessi suoi e dei contemporanei per l’Asia centrale.
Il «Canto notturno» e l’«inventio» del discorso poetico leopardiano / Albonico, Simone. - In: ATTI E MEMORIE DELL'ARCADIA. - ISSN 1127-249X. - 13/2:(2024), pp. 149-165.
Il «Canto notturno» e l’«inventio» del discorso poetico leopardiano
Simone Albonico
Writing – Original Draft Preparation
2024
Abstract
A partire dall’identificazione di un passo delle Georgiche virgiliane quale testo di riferimento per l’invenzione del Canto notturno leopardiano, il contributo propone una contestualizzazione più stringente del riscontro individuando l’occasione di lettura che ha molto probabilmente mosso in Leopardi il ricordo di quel famoso episodio del poema didascalico. L’occasione consente di formulare qualche considerazione sul rapporto del poeta con i classici antichi, in particolare latini, durante la fase di inventio, nonché sul nostro atteggiamento nei confronti di questa tradizione. In particolare si propone un’idea strutturata e profonda della memoria poetica leopardiana, una poesia pensante che si costruisce in dialogo o in confronto serrato con altra poesia, e non certo per semplice accumulo di ricordi molteplici, come a volte parrebbero suggerire studi e commenti. La riconsiderazione del resoconto di Abel Rémusat uscita sul «Journal des savans» suggerisce inoltre un ulteriore spiegazione degli interessi suoi e dei contemporanei per l’Asia centrale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


