All’altezza del Romanticismo, sembra dunque crearsi quasi una situazione opposta e speculare a quella che aveva caratterizzato l’epoca dello Sturm und Drang, quando i francesi erano ancora legati ai precetti imposti dall’estetica neoclassica, mentre i tedeschi riformatori inneggiavano alla libertà e contestavano la monotonia del retaggio classico francese. Adesso, al volgere della Goethezeit che ha ribadito l’importanza della legge, della forma e della regola , lo Jerrmann appassionato di Schiller rimprovera ai francesi di avere gettato a mare la grande drammaturgia di Corneille, Racine, Voltaire e Crébillon. Se ben recitati, posti all’altezza giusta che consentiva loro di brillare, nella consapevolezza che «appena più sotto perd[evano] bellezza, chiarezza e fascino», i grandi classici erano ancora in grado di attirare. Fu a latere e in conseguenza di queste riflessioni, che crebbe nell’attore berlinese il desiderio d’interpretare il repertorio illustre del Théâtre Français. E di esibirsi sul primo palcoscenico di Parigi, come avverrà nel 1832. Il contributo racconta e analizza la natura del rapporto fra Eduard Jerrmann e il primo teatro di Francia.
Un tedesco sul palco della Comédie. Eduard Jerrmann (1832) / Bellavia, Sonia. - (2025), pp. 85-97. ( Racconti teatrali di molte città. Contatti, appropriazioni e migrazioni fra Parigi e le capitali occidentali (1789-1855) Padova ).
Un tedesco sul palco della Comédie. Eduard Jerrmann (1832)
Sonia Bellavia
2025
Abstract
All’altezza del Romanticismo, sembra dunque crearsi quasi una situazione opposta e speculare a quella che aveva caratterizzato l’epoca dello Sturm und Drang, quando i francesi erano ancora legati ai precetti imposti dall’estetica neoclassica, mentre i tedeschi riformatori inneggiavano alla libertà e contestavano la monotonia del retaggio classico francese. Adesso, al volgere della Goethezeit che ha ribadito l’importanza della legge, della forma e della regola , lo Jerrmann appassionato di Schiller rimprovera ai francesi di avere gettato a mare la grande drammaturgia di Corneille, Racine, Voltaire e Crébillon. Se ben recitati, posti all’altezza giusta che consentiva loro di brillare, nella consapevolezza che «appena più sotto perd[evano] bellezza, chiarezza e fascino», i grandi classici erano ancora in grado di attirare. Fu a latere e in conseguenza di queste riflessioni, che crebbe nell’attore berlinese il desiderio d’interpretare il repertorio illustre del Théâtre Français. E di esibirsi sul primo palcoscenico di Parigi, come avverrà nel 1832. Il contributo racconta e analizza la natura del rapporto fra Eduard Jerrmann e il primo teatro di Francia.| File | Dimensione | Formato | |
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