L’articolo riflette sul legame tra populismo, emozioni e mediatizzazione politica, a partire dal volume di Eva Illouz The Emotional Life of Populism (2023). La politica contemporanea, sempre più influenzata dai media e dai linguaggi dell’audiovisivo, adotta forme narrative spettacolarizzate e personalizzate, che privilegiano l’appello emotivo rispetto alla dimensione ideologica. Attraverso i concetti di media logic e media populism, il contributo mostra come i media non si limitino a veicolare messaggi politici, ma ne condizionino tempi, stili e contenuti, favorendo l’uso di linguaggi semplici, sensazionalistici ed emotivi. In tale cornice, le emozioni – paura, disgusto, risentimento e amore – diventano strumenti centrali di mobilitazione, capaci di creare antagonismi e immaginari collettivi che ridefiniscono i confini sociali e politici. L’analisi di Illouz, pur radicata nel caso israeliano, offre una metodologia estendibile ad altri contesti, mettendo in luce il ruolo cruciale della cultura, e in particolare di quella audiovisiva, nella costruzione di una “performance emotiva” del populismo. L’articolo invita dunque a un approccio integrato tra scienze politiche, sociologia degli affetti e media studies, per comprendere come gli immaginari culturali agiscano da catalizzatori delle narrazioni populiste e delle loro dinamiche di diffusione.
Dalla retorica alla mediatizzazione. Nuove prospettive di studio su populismo ed emozioni / Fedele, Luana. - In: IMAGO. - ISSN 2038-5536. - (2025), pp. 265-269.
Dalla retorica alla mediatizzazione. Nuove prospettive di studio su populismo ed emozioni
Luana Fedele
2025
Abstract
L’articolo riflette sul legame tra populismo, emozioni e mediatizzazione politica, a partire dal volume di Eva Illouz The Emotional Life of Populism (2023). La politica contemporanea, sempre più influenzata dai media e dai linguaggi dell’audiovisivo, adotta forme narrative spettacolarizzate e personalizzate, che privilegiano l’appello emotivo rispetto alla dimensione ideologica. Attraverso i concetti di media logic e media populism, il contributo mostra come i media non si limitino a veicolare messaggi politici, ma ne condizionino tempi, stili e contenuti, favorendo l’uso di linguaggi semplici, sensazionalistici ed emotivi. In tale cornice, le emozioni – paura, disgusto, risentimento e amore – diventano strumenti centrali di mobilitazione, capaci di creare antagonismi e immaginari collettivi che ridefiniscono i confini sociali e politici. L’analisi di Illouz, pur radicata nel caso israeliano, offre una metodologia estendibile ad altri contesti, mettendo in luce il ruolo cruciale della cultura, e in particolare di quella audiovisiva, nella costruzione di una “performance emotiva” del populismo. L’articolo invita dunque a un approccio integrato tra scienze politiche, sociologia degli affetti e media studies, per comprendere come gli immaginari culturali agiscano da catalizzatori delle narrazioni populiste e delle loro dinamiche di diffusione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


