Il tema della tesi è “Problematiche del diritto delle obbligazioni dal diritto romano al Codice Civile della RPC 2021: la parte generale delle obbligazioni e le sue fonti”. L’obiettivo è duplice: da un lato, ripercorrere l’evoluzione del concetto di obbligazione a partire dal diritto romano e dalla sua sistematizzazione moderna in Europa; dall’altro, riflettere sulla mancata elaborazione, nel Codice civile cinese, di una Parte generale delle obbligazioni, mettendone in luce le implicazioni dogmatiche, giurisprudenziali e legislative. Questa ricerca si inserisce nella tradizione romanistica europea, ma si distingue per l’apertura comparatistica verso l’esperienza cinese. In questo ambito, il pensiero di prof. Sandro Schipani rappresenta un riferimento metodologico importante: egli ha sottolineato il valore critico e sistematico della Parte generale delle obbligazioni come strumento di razionalità giuridica, anche se non si è soffermato nello specifico sul caso cinese. La tesi si propone di proseguire e ampliare questa linea di riflessione, applicandola al contesto della codificazione cinese, nel quadro di un diritto romano “comune” orientato alla costruzione di un linguaggio giuridico condiviso e di un sistema coerente. La Parte generale delle obbligazioni non è solo una scelta di tecnica legislativa, ma svolge una funzione dogmatica centrale nell’organizzazione del diritto civile. Consente di individuare i concetti fondamentali e i principi che regolano i rapporti obbligatori, offrendo coerenza logica e sistematicità all’intero sistema giuridico. In particolare, la teoria del rapporto obbligatorio, sviluppata a partire dal diritto romano, si è progressivamente affermata come modello per la teoria generale del rapporto giuridico, influenzando non solo i contratti ma anche i rapporti extracontrattuali e le prestazioni connesse ai rapporti di status. La presenza di una Parte generale favorisce quindi la razionalità scientifica dell’ordinamento e rappresenta un punto di riferimento essenziale sia per la dottrina che per la prassi giudiziaria, come evidenziato anche dalla letteratura più recente. La tesi si articola in tre parti, seguendo un percorso che va dalla nascita del vincolo obbligatorio nel diritto romano, attraverso la razionalità sistematica europea, fino alle scelte della codificazione cinese contemporanea. Parte I – Il ruolo sistematico dell’obbligazione nel diritto romano La prima parte analizza il ruolo sistematico dell’obbligazione nel diritto romano, evidenziandone la funzione centrale nell’organizzazione dei rapporti tra privati e nella costruzione del sistema giuridico. I giuristi dell’età repubblicana e classica, da Quinto Mucio a Gaio e Paolo, elaborano la nozione di obbligazione come vinculum iuris: un vincolo giuridico che lega il debitore al creditore, imponendogli un dovere di prestazione. Questa definizione, che sottolinea la coercibilità e la struttura personale del rapporto, è stata recepita dalle principali codificazioni moderne, diventando un riferimento per la dottrina civilistica; ed è fondamentale anche notare la differenza della ob-ligatio che è un ‘vincolo’ ‘in funzione di’ un adempimento determinato che si differenzia quindi strutturalmente fin dalle sue origini dalle manifestazioni della potestas che comporta forme di collaborazione indeterminate. La distinzione tra obbligazioni e diritti reali, tra obbligazioni civili e onorarie, naturali e perfette, nonché la classificazione delle fonti (contratto, delitto, quasi-contratto, quasi-delitto) rappresentano il modello di riferimento per la costruzione delle parti generali nelle codificazioni moderne. La funzione sistematizzante della categoria dell’obligatio si fonda non solo sull’esperienza normativa, ma anche su un metodo giuridico che privilegia l’ordine concettuale, la chiarezza espositiva e la razionalità logica, preparando la dogmatica moderna. Questa impostazione ha permesso la creazione di un modello teorico che ancora oggi costituisce il fondamento della disciplina delle obbligazioni nei sistemi giuridici contemporanei. Parte II – Dalla razionalità sistematica europea alla ricezione asiatica La seconda Parte II riflette dalla razionalità sistematica europea alla ricezione asiatica la logica “genere-specie” delle Institutiones di Gaio offre il modello concettuale per la costruzione di una Parte generale delle obbligazioni, destinata a raccogliere principi comuni e a garantire coerenza sistematica all’intero diritto delle obbligazioni. Questo approccio, che fa della Parte generale non solo uno strumento tecnico ma un vero criterio di razionalità scientifica, si afferma progressivamente nei grandi codici dell’Ottocento e del Novecento. A partire dal Code Napoléon del 1804, influenzato da Domat e Pothier [del secondo ho richiamato ], la elalaborazione della parte generale delle obbligazioni ha significativi sviluppi art. 1134-1155. La scuola tedesca, con Savigny, perfeziona la distinzione tra parte generale e speciale delle obbligazioni, mentre il Codice civile italiano del 1942 consolida la parte generale come nucleo centrale del diritto civile. L’influenza della tradizione romanistica si è estesa anche in Asia e America Latina: per la prima, ho ricordato Giappone, Corea, Taiwan e la Cina pre-RPC [tra l’altro, ho fatto un breve esame del Ccc. degli anni ’30 che è tuttora vigente a Taiwan] hanno adottato strutture ispirate ai codici europei, integrando la teoria generale delle obbligazioni nelle rispettive codificazioni civili. Questa evoluzione ha creato un linguaggio giuridico comune e strumenti di coerenza normativa, fondamentali per la certezza del diritto. La presenza di una parte generale favorisce l’uniformità interpretativa e la prevedibilità delle decisioni giudiziarie, elementi riconosciuti come centrali anche dalla dottrina più recente. Parte III – La sfida cinese: assenza della Parte generale e prospettive di riforma La terza parte affronta l’elaborazione della categoria dell’obbligazione nella Repubblica Popolare Cinese, risultato di un lungo confronto tra tradizione romanistica e esigenze normative locali. Il Codice Civile cinese del 2021, a differenza da tutti i codici del sistema del diritto romano, non prevede una parte generale delle obbligazioni L’assenza di una Parte generale rende difficile costruire un quadro unitario per tutte le obbligazioni, specialmente per quelle extracontrattuali [le problematiche relative alle obbligazioni sono per lo più inserite nella trattazione generale dei contratti, e si deve sottolineare il ruolo dell’art. 468 che ho esaminato; è interessante anche l’esame che ho brevemente svolto dei diversi progetti precedenti]. Il confronto con l’esperienza tedesca e italiana mostra che la presenza di una Parte generale garantisce ordine, razionalità e una solida base per l’attività interpretativa dei giudici. La tensione verso la coerenza sistematica, già avvertita dai giuristi romani, resta un’esigenza attuale e condivisa dai diritti di tutti i Paesi del sistema del diritto romano. Prospettive e conclusione Integrare il Codice civile cinese con una sezione dedicata ai principi generali in materia obbligatoria rappresenta una sfida tecnica e un’opportunità per riallacciarsi alla tradizione romanistica. La ricerca dimostra come la categoria dell’obbligazione, nata nel diritto romano, abbia mantenuto un ruolo centrale nella elaborazione dei codici civili moderni. Il caso cinese offre un’occasione significativa per riflettere sull’importanza della Parte generale delle obbligazioni quale elemento essenziale per la coerenza, la certezza e l’efficacia del diritto civile contemporaneo. L’auspicio è che la Cina possa, in futuro, arricchire la propria codificazione con una sistematizzazione più organica delle obbligazioni, contribuendo così al dialogo tra le tradizioni giuridiche e all’evoluzione del diritto globale.
Problematiche del diritto delle obbligazioni dal diritto romano al codice civile della RPC 2021: la parte generale delle obbligazioni e le sue fonti / Han, Duo. - (2025 Jun 23).
Problematiche del diritto delle obbligazioni dal diritto romano al codice civile della RPC 2021: la parte generale delle obbligazioni e le sue fonti
HAN, DUO
23/06/2025
Abstract
Il tema della tesi è “Problematiche del diritto delle obbligazioni dal diritto romano al Codice Civile della RPC 2021: la parte generale delle obbligazioni e le sue fonti”. L’obiettivo è duplice: da un lato, ripercorrere l’evoluzione del concetto di obbligazione a partire dal diritto romano e dalla sua sistematizzazione moderna in Europa; dall’altro, riflettere sulla mancata elaborazione, nel Codice civile cinese, di una Parte generale delle obbligazioni, mettendone in luce le implicazioni dogmatiche, giurisprudenziali e legislative. Questa ricerca si inserisce nella tradizione romanistica europea, ma si distingue per l’apertura comparatistica verso l’esperienza cinese. In questo ambito, il pensiero di prof. Sandro Schipani rappresenta un riferimento metodologico importante: egli ha sottolineato il valore critico e sistematico della Parte generale delle obbligazioni come strumento di razionalità giuridica, anche se non si è soffermato nello specifico sul caso cinese. La tesi si propone di proseguire e ampliare questa linea di riflessione, applicandola al contesto della codificazione cinese, nel quadro di un diritto romano “comune” orientato alla costruzione di un linguaggio giuridico condiviso e di un sistema coerente. La Parte generale delle obbligazioni non è solo una scelta di tecnica legislativa, ma svolge una funzione dogmatica centrale nell’organizzazione del diritto civile. Consente di individuare i concetti fondamentali e i principi che regolano i rapporti obbligatori, offrendo coerenza logica e sistematicità all’intero sistema giuridico. In particolare, la teoria del rapporto obbligatorio, sviluppata a partire dal diritto romano, si è progressivamente affermata come modello per la teoria generale del rapporto giuridico, influenzando non solo i contratti ma anche i rapporti extracontrattuali e le prestazioni connesse ai rapporti di status. La presenza di una Parte generale favorisce quindi la razionalità scientifica dell’ordinamento e rappresenta un punto di riferimento essenziale sia per la dottrina che per la prassi giudiziaria, come evidenziato anche dalla letteratura più recente. La tesi si articola in tre parti, seguendo un percorso che va dalla nascita del vincolo obbligatorio nel diritto romano, attraverso la razionalità sistematica europea, fino alle scelte della codificazione cinese contemporanea. Parte I – Il ruolo sistematico dell’obbligazione nel diritto romano La prima parte analizza il ruolo sistematico dell’obbligazione nel diritto romano, evidenziandone la funzione centrale nell’organizzazione dei rapporti tra privati e nella costruzione del sistema giuridico. I giuristi dell’età repubblicana e classica, da Quinto Mucio a Gaio e Paolo, elaborano la nozione di obbligazione come vinculum iuris: un vincolo giuridico che lega il debitore al creditore, imponendogli un dovere di prestazione. Questa definizione, che sottolinea la coercibilità e la struttura personale del rapporto, è stata recepita dalle principali codificazioni moderne, diventando un riferimento per la dottrina civilistica; ed è fondamentale anche notare la differenza della ob-ligatio che è un ‘vincolo’ ‘in funzione di’ un adempimento determinato che si differenzia quindi strutturalmente fin dalle sue origini dalle manifestazioni della potestas che comporta forme di collaborazione indeterminate. La distinzione tra obbligazioni e diritti reali, tra obbligazioni civili e onorarie, naturali e perfette, nonché la classificazione delle fonti (contratto, delitto, quasi-contratto, quasi-delitto) rappresentano il modello di riferimento per la costruzione delle parti generali nelle codificazioni moderne. La funzione sistematizzante della categoria dell’obligatio si fonda non solo sull’esperienza normativa, ma anche su un metodo giuridico che privilegia l’ordine concettuale, la chiarezza espositiva e la razionalità logica, preparando la dogmatica moderna. Questa impostazione ha permesso la creazione di un modello teorico che ancora oggi costituisce il fondamento della disciplina delle obbligazioni nei sistemi giuridici contemporanei. Parte II – Dalla razionalità sistematica europea alla ricezione asiatica La seconda Parte II riflette dalla razionalità sistematica europea alla ricezione asiatica la logica “genere-specie” delle Institutiones di Gaio offre il modello concettuale per la costruzione di una Parte generale delle obbligazioni, destinata a raccogliere principi comuni e a garantire coerenza sistematica all’intero diritto delle obbligazioni. Questo approccio, che fa della Parte generale non solo uno strumento tecnico ma un vero criterio di razionalità scientifica, si afferma progressivamente nei grandi codici dell’Ottocento e del Novecento. A partire dal Code Napoléon del 1804, influenzato da Domat e Pothier [del secondo ho richiamato ], la elalaborazione della parte generale delle obbligazioni ha significativi sviluppi art. 1134-1155. La scuola tedesca, con Savigny, perfeziona la distinzione tra parte generale e speciale delle obbligazioni, mentre il Codice civile italiano del 1942 consolida la parte generale come nucleo centrale del diritto civile. L’influenza della tradizione romanistica si è estesa anche in Asia e America Latina: per la prima, ho ricordato Giappone, Corea, Taiwan e la Cina pre-RPC [tra l’altro, ho fatto un breve esame del Ccc. degli anni ’30 che è tuttora vigente a Taiwan] hanno adottato strutture ispirate ai codici europei, integrando la teoria generale delle obbligazioni nelle rispettive codificazioni civili. Questa evoluzione ha creato un linguaggio giuridico comune e strumenti di coerenza normativa, fondamentali per la certezza del diritto. La presenza di una parte generale favorisce l’uniformità interpretativa e la prevedibilità delle decisioni giudiziarie, elementi riconosciuti come centrali anche dalla dottrina più recente. Parte III – La sfida cinese: assenza della Parte generale e prospettive di riforma La terza parte affronta l’elaborazione della categoria dell’obbligazione nella Repubblica Popolare Cinese, risultato di un lungo confronto tra tradizione romanistica e esigenze normative locali. Il Codice Civile cinese del 2021, a differenza da tutti i codici del sistema del diritto romano, non prevede una parte generale delle obbligazioni L’assenza di una Parte generale rende difficile costruire un quadro unitario per tutte le obbligazioni, specialmente per quelle extracontrattuali [le problematiche relative alle obbligazioni sono per lo più inserite nella trattazione generale dei contratti, e si deve sottolineare il ruolo dell’art. 468 che ho esaminato; è interessante anche l’esame che ho brevemente svolto dei diversi progetti precedenti]. Il confronto con l’esperienza tedesca e italiana mostra che la presenza di una Parte generale garantisce ordine, razionalità e una solida base per l’attività interpretativa dei giudici. La tensione verso la coerenza sistematica, già avvertita dai giuristi romani, resta un’esigenza attuale e condivisa dai diritti di tutti i Paesi del sistema del diritto romano. Prospettive e conclusione Integrare il Codice civile cinese con una sezione dedicata ai principi generali in materia obbligatoria rappresenta una sfida tecnica e un’opportunità per riallacciarsi alla tradizione romanistica. La ricerca dimostra come la categoria dell’obbligazione, nata nel diritto romano, abbia mantenuto un ruolo centrale nella elaborazione dei codici civili moderni. Il caso cinese offre un’occasione significativa per riflettere sull’importanza della Parte generale delle obbligazioni quale elemento essenziale per la coerenza, la certezza e l’efficacia del diritto civile contemporaneo. L’auspicio è che la Cina possa, in futuro, arricchire la propria codificazione con una sistematizzazione più organica delle obbligazioni, contribuendo così al dialogo tra le tradizioni giuridiche e all’evoluzione del diritto globale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


