SIENA. Negli ultimi anni Siena, definita dalla poetessa Maria Teresa Santalucia Scibona “la madonna addormentata, mollemente adagiata su ubertose colline” si sta risollevando. E si rivela città in grande fermento che, riprendendo il solco lasciato, ormai tempo fa, da progettisti come Alvar Aalto, Oriol Bohigas, Guido Canali, Giancarlo De Carlo, Peter Eisenman, Giovanni Michelucci, sta lavorando sulla sua identità contemporanea. Nuova governance per la “casa della città” Partendo dalla revisione del Piano urbanistico, dal recupero del patrimonio storico, dagli studi sul verde e sulle valli urbane e sul rapporto tra le contrade e gli spazi pubblici, mette in gioco molte nuove questioni, tra cui risulta fondamentale, in un centro storico patrimonio Unesco, il lavoro su quelle che Richard Rogers indicava come “preesistenze ambientali”, in cui a pieno titolo si inserisce l’attuale trasformazione del complesso di Santa Maria della Scala. La nuova governance della Fondazione Antico Ospedale di Santa Maria della Scala, insediatasi circa un anno fa, ha dato avvio ad una nuova fase di rinnovamento, con un approccio principalmente culturale che intende restituire al complesso la natura originaria di “casa della città” come spazio aperto, flessibile e integrato con il tessuto urbano e sociale. Difatti, il Santa Maria è stato un classico esempio di xenodochium, luogo di accoglienza per forestieri, pellegrini e poveri, vista anche la vicinanza con la Via Francigena. Durante la presentazione, dal titolo emblematico “Il futuro prende forma. Il Santa Maria della Scala si rinnova con il masterplan”, Cristiano Leone, presidente della Fondazione, ha indicato le quattro azioni: strutturazione manageriale, rifunzionalizzazione dell’edificio monumentale, programmazione artistica e culturale, innovazione nella comunicazione.
Decq, LAN, Peer: la nuova Scala di Siena è un microcosmo culturale / Iacomoni, Andrea. - In: IL GIORNALE DELL'ARCHITETTURA. - ISSN 2284-1369. - (2025).
Decq, LAN, Peer: la nuova Scala di Siena è un microcosmo culturale
Iacomoni Andrea
2025
Abstract
SIENA. Negli ultimi anni Siena, definita dalla poetessa Maria Teresa Santalucia Scibona “la madonna addormentata, mollemente adagiata su ubertose colline” si sta risollevando. E si rivela città in grande fermento che, riprendendo il solco lasciato, ormai tempo fa, da progettisti come Alvar Aalto, Oriol Bohigas, Guido Canali, Giancarlo De Carlo, Peter Eisenman, Giovanni Michelucci, sta lavorando sulla sua identità contemporanea. Nuova governance per la “casa della città” Partendo dalla revisione del Piano urbanistico, dal recupero del patrimonio storico, dagli studi sul verde e sulle valli urbane e sul rapporto tra le contrade e gli spazi pubblici, mette in gioco molte nuove questioni, tra cui risulta fondamentale, in un centro storico patrimonio Unesco, il lavoro su quelle che Richard Rogers indicava come “preesistenze ambientali”, in cui a pieno titolo si inserisce l’attuale trasformazione del complesso di Santa Maria della Scala. La nuova governance della Fondazione Antico Ospedale di Santa Maria della Scala, insediatasi circa un anno fa, ha dato avvio ad una nuova fase di rinnovamento, con un approccio principalmente culturale che intende restituire al complesso la natura originaria di “casa della città” come spazio aperto, flessibile e integrato con il tessuto urbano e sociale. Difatti, il Santa Maria è stato un classico esempio di xenodochium, luogo di accoglienza per forestieri, pellegrini e poveri, vista anche la vicinanza con la Via Francigena. Durante la presentazione, dal titolo emblematico “Il futuro prende forma. Il Santa Maria della Scala si rinnova con il masterplan”, Cristiano Leone, presidente della Fondazione, ha indicato le quattro azioni: strutturazione manageriale, rifunzionalizzazione dell’edificio monumentale, programmazione artistica e culturale, innovazione nella comunicazione.| File | Dimensione | Formato | |
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