Durante gli anni ’50-’60 del secolo scorso, l’evoluzione della tecnologia e la diffusione di cinema e TV resero la popolazione italiana potenziale pubblico di offerte schermiche quotidiane. La fruizione di immagini in movimento divenne esperienza comune per adulti e minori, spettatori nelle sale cinematografiche, negli esercizi pubblici e progressivamente nei luoghi domestici. Nel 1960 Evelina Tarroni parlò di bimbi televisivi, cioè che trovano il televisore come componente naturale dell’ambiente familiare. In siffatto contesto, la formazione integrale della persona cominciò a richiedere di favorire la preparazione culturale, la familiarità con le immagini e la conoscenza del linguaggio audiovisivo; per comprendere le proposte degli autori (prima cinematografici, poi anche televisivi) occorreva essere in grado di non accoglierle passivamente e non confonderle con rappresentazioni fedeli della realtà. Ciò nonostante, fino agli anni ’60 nessun esperimento di educazione schermica fu realizzato nelle scuole italiane e non fu prevista una formazione mirata degli insegnanti. Il presente contributo è volto a ripercorrere i primi passi del Centro Studi Cinematografici (CSC) nell’educazione dei minori ai media (origini e fondamenti). Il Centro, oggi Associazione Nazionale di Cultura Cinematografica, ha attuato le prime sperimentazioni italiane nell’uso pratico dell’audiovisivo in ambiente sia scolastico che extrascolastico. Tra le fonti, si segnalano interviste della relatrice alle sorelle Gamba e la documentazione relativa alla prima esperienza italiana (inedita) di educazione schermica nella scuola elementare (a.s. 1960-1961), il cui progetto educativo, condotto da Maria Gamba, è alla base di quelli che possono essere considerati i primi manuali italiani per l’educazione all’audiovisivo: Il mondo delle immagini (1963), Il Film-Making (1966) e Tempo libero per il cinema (1974). Si intende mettere a fuoco il divenire di un metodo e mostrare come il CSC milanese si sia distinto a livello nazionale nel delineare un modello – d’avanguardia e tuttora valido – per educare ai media. Pionieri sui piani teorico e pratico nell’ambito dell’educazione al cinema e della television literacy in Italia, i membri del CSC si aggiornavano costantemente su studi ed esperienze europee, di cui tennero per diverso tempo un resoconto mensile ciclostilato. Attraverso frequenti contatti con il Ministero della Pubblica Istruzione prima e, successivamente, con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, il CSC ha promosso la diffusione capillare e omogenea dell’educazione schermica nel nostro Paese. Anche se non è stato ancora raggiunto l’obiettivo di introdurre ufficialmente l’educazione ai media nella scuola, con numerose ricerche e sperimentazioni il CSC ha fornito (e fornisce) progetti educativi in grado di garantire comprovati benefici per lo sviluppo dell’espressività e del senso critico.

Educare allo schermo. Il Centro Studi Cinematografici di Milano e le prime proposte italiane per i bambini della scuola elementare / Finetti, S.. - 16:(2025), pp. 119-125. ( Ricerca, servizi, politiche territoriali pedagogiche. Trasformative, innovative, emancipative Siena; Italy ).

Educare allo schermo. Il Centro Studi Cinematografici di Milano e le prime proposte italiane per i bambini della scuola elementare

Finetti, S.
2025

Abstract

Durante gli anni ’50-’60 del secolo scorso, l’evoluzione della tecnologia e la diffusione di cinema e TV resero la popolazione italiana potenziale pubblico di offerte schermiche quotidiane. La fruizione di immagini in movimento divenne esperienza comune per adulti e minori, spettatori nelle sale cinematografiche, negli esercizi pubblici e progressivamente nei luoghi domestici. Nel 1960 Evelina Tarroni parlò di bimbi televisivi, cioè che trovano il televisore come componente naturale dell’ambiente familiare. In siffatto contesto, la formazione integrale della persona cominciò a richiedere di favorire la preparazione culturale, la familiarità con le immagini e la conoscenza del linguaggio audiovisivo; per comprendere le proposte degli autori (prima cinematografici, poi anche televisivi) occorreva essere in grado di non accoglierle passivamente e non confonderle con rappresentazioni fedeli della realtà. Ciò nonostante, fino agli anni ’60 nessun esperimento di educazione schermica fu realizzato nelle scuole italiane e non fu prevista una formazione mirata degli insegnanti. Il presente contributo è volto a ripercorrere i primi passi del Centro Studi Cinematografici (CSC) nell’educazione dei minori ai media (origini e fondamenti). Il Centro, oggi Associazione Nazionale di Cultura Cinematografica, ha attuato le prime sperimentazioni italiane nell’uso pratico dell’audiovisivo in ambiente sia scolastico che extrascolastico. Tra le fonti, si segnalano interviste della relatrice alle sorelle Gamba e la documentazione relativa alla prima esperienza italiana (inedita) di educazione schermica nella scuola elementare (a.s. 1960-1961), il cui progetto educativo, condotto da Maria Gamba, è alla base di quelli che possono essere considerati i primi manuali italiani per l’educazione all’audiovisivo: Il mondo delle immagini (1963), Il Film-Making (1966) e Tempo libero per il cinema (1974). Si intende mettere a fuoco il divenire di un metodo e mostrare come il CSC milanese si sia distinto a livello nazionale nel delineare un modello – d’avanguardia e tuttora valido – per educare ai media. Pionieri sui piani teorico e pratico nell’ambito dell’educazione al cinema e della television literacy in Italia, i membri del CSC si aggiornavano costantemente su studi ed esperienze europee, di cui tennero per diverso tempo un resoconto mensile ciclostilato. Attraverso frequenti contatti con il Ministero della Pubblica Istruzione prima e, successivamente, con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, il CSC ha promosso la diffusione capillare e omogenea dell’educazione schermica nel nostro Paese. Anche se non è stato ancora raggiunto l’obiettivo di introdurre ufficialmente l’educazione ai media nella scuola, con numerose ricerche e sperimentazioni il CSC ha fornito (e fornisce) progetti educativi in grado di garantire comprovati benefici per lo sviluppo dell’espressività e del senso critico.
2025
Ricerca, servizi, politiche territoriali pedagogiche. Trasformative, innovative, emancipative
educazione ai media; media education; educazione schermica; screen education; alfabetizzazione mediale; media literacy; Centro Studi Cinematografici; CSC
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
Educare allo schermo. Il Centro Studi Cinematografici di Milano e le prime proposte italiane per i bambini della scuola elementare / Finetti, S.. - 16:(2025), pp. 119-125. ( Ricerca, servizi, politiche territoriali pedagogiche. Trasformative, innovative, emancipative Siena; Italy ).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1741532
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