Nel 2020 la prevalenza delle patologie neoplastiche in Italia è stata di oltre 3.600.000, corrispondente al 5,7% della popolazione italiana. Circa due terzi dei pazienti oncologici sono lungo sopravviventi (sopravvivenza > 5 anni dalla diagnosi), pari a 2.400.000, e rappresentano il 3,8% della popolazione italiana. Le terapie anti-tumorali da una parte mostrano una efficacia crescente e sono responsabili dell’aumento della sopravvivenza, dall’altra possono produrre, tuttavia, effetti collaterali nel breve e nel lungo termine. Le evidenze scientifiche dimostrano che un programma di esercizio fisico, in associazione ad un regime dietetico bilanciato e all’ottimizzazione degli stili di vita del paziente, è in grado sia durante che al termine del trattamento oncologico, di ridurre la fatigue, migliorare le condizioni cliniche, la fitness cardiovascolare e il metabolismo, di contribuire a mantenere un corretto peso corporeo (BMI) e di ridurre l’incidenza di complicanze, di comorbilità, di recidive e nuovi tumori. Tale programma risulta efficace, inoltre, nel controllare i disturbi di ansia e la depressione, e nel migliorare globalmente il tono dell’umore e la QoL dei pazienti, favorendone anche il reinserimento sociale. Per i seguenti motivi sopraelencati, è stato effettuato uno studio con l’obiettivo di valutare il ruolo dell’esercizio fisico in una coorte di pazienti affetti da tipi diversi di tumore (linfoma e neoplasia del colon-retto) e in fasi diverse del percorso oncologico del paziente.

Ruolo dell’ esercizio fisico nel trattamento dei pazienti oncologici: valutazione della qualita’ di vita e degli outcomes funzionali / Nusca, sveva maria. - (2021 Sep 20).

Ruolo dell’ esercizio fisico nel trattamento dei pazienti oncologici: valutazione della qualita’ di vita e degli outcomes funzionali

nusca, sveva maria
20/09/2021

Abstract

Nel 2020 la prevalenza delle patologie neoplastiche in Italia è stata di oltre 3.600.000, corrispondente al 5,7% della popolazione italiana. Circa due terzi dei pazienti oncologici sono lungo sopravviventi (sopravvivenza > 5 anni dalla diagnosi), pari a 2.400.000, e rappresentano il 3,8% della popolazione italiana. Le terapie anti-tumorali da una parte mostrano una efficacia crescente e sono responsabili dell’aumento della sopravvivenza, dall’altra possono produrre, tuttavia, effetti collaterali nel breve e nel lungo termine. Le evidenze scientifiche dimostrano che un programma di esercizio fisico, in associazione ad un regime dietetico bilanciato e all’ottimizzazione degli stili di vita del paziente, è in grado sia durante che al termine del trattamento oncologico, di ridurre la fatigue, migliorare le condizioni cliniche, la fitness cardiovascolare e il metabolismo, di contribuire a mantenere un corretto peso corporeo (BMI) e di ridurre l’incidenza di complicanze, di comorbilità, di recidive e nuovi tumori. Tale programma risulta efficace, inoltre, nel controllare i disturbi di ansia e la depressione, e nel migliorare globalmente il tono dell’umore e la QoL dei pazienti, favorendone anche il reinserimento sociale. Per i seguenti motivi sopraelencati, è stato effettuato uno studio con l’obiettivo di valutare il ruolo dell’esercizio fisico in una coorte di pazienti affetti da tipi diversi di tumore (linfoma e neoplasia del colon-retto) e in fasi diverse del percorso oncologico del paziente.
20-set-2021
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