Ulisse Adorni (1942-1991) fu figura eclettica con molteplici interessi nel mondo della scuola, della comunicazione e della politica e dedicò la sua vita ai giovani, prima come maestro elementare, poi come assessore alle politiche giovanili nella città di Parma. Sin da ragazzo militò nell’ala progressista della Democrazia Cristiana e, mentre svolgeva la professione di maestro, operò anche come giornalista e politico impegnato civilmente nel territorio di Parma e provincia. Agli albori del ’68 fece suo l’appello di don Lorenzo Milani a riformare la scuola, ne condivise la problematizzazione della valutazione scolastica e partecipò attivamente alle proteste del movimento studentesco nel territorio parmense. Negli anni ’70 diede un forte contributo al rinnovamento dei testi scolastici, grazie alla sintonia maturata con l’editore Marietti; dal 1980 collaborò con televisioni locali e con la nazionale RAI per la realizzazione di programmi rivolti a bambini e ragazzi. Ispirato da don Lorenzo Milani e Célestin Freinet, appassionato lettore di Jacques Maritain, profondamente cattolico e in contatto con il Movimento di cooperazione educativa, ha lasciato un’eredità pedagogica che merita di essere riscoperta. Nella proposta di Adorni si fondono tratti delle pedagogie libertarie e dell’umanesimo integrale; dedicò profonda attenzione all’educazione della persona, senza tralasciare la dimensione spirituale-coscienziale del bambino e l’ascolto dei suoi bisogni autentici. Nelle sue classi seppe amalgamare educazione alla libertà, pratica “scientifica” ed esperienza cooperativa, evitando derive soggettiviste. Abbracciando i principi della pedagogia popolare di Freinet, si schierò dalla parte dei più deboli e parallelamente si prese cura delle debolezze di ciascuno. Già prima dei “decreti delegati” del 1974, Adorni favorì la partecipazione e l’impegno di genitori e studenti nella vita della sua scuola democratica. In anticipo anche rispetto alla riforma strutturale della scuola (L. 4 agosto 1977, n. 517), grazie al rapporto personale con Franco Basaglia e all’accordo con i genitori dei suoi alunni, accolse in classe un ragazzo proveniente dall’ospedale psichiatrico di Reggio Emilia e riuscì ad accompagnarlo a inserirsi nella vita “normale”; buoni risultati furono testimoniati nel 1973. Il presente contributo si fonda sull’analisi di materiale dell’archivio privato della famiglia Lottici-Adorni e su alcune interviste. Si affrontano tratti caratterizzanti della scuola “attiva” di Ulisse Adorni, tra cui impronta ludica, didattica inclusiva, apertura al territorio e costruzione di una comunità cooperativa. Si esplorano altresì alcuni scorci dell’ancora inedita esperienza di media education, attraverso la quale il maestro diede la parola ai bambini, formando parallelamente in loro spirito critico e abilità espressive (educazione alla stampa, alla pubblicità e film making scolastico).
L’appello di don Lorenzo Milani arriva a Parma. L’esperienza di Ulisse Adorni tra scuola democratica inclusiva ed educazione ai media / Finetti, S.. - 13:(2024), pp. 348-353. ( Dare la parola: professionalità pedagogiche, educative e formative. A 100 anni dalla nascita di Don Milani Florence; Italy ).
L’appello di don Lorenzo Milani arriva a Parma. L’esperienza di Ulisse Adorni tra scuola democratica inclusiva ed educazione ai media
Finetti, S.
2024
Abstract
Ulisse Adorni (1942-1991) fu figura eclettica con molteplici interessi nel mondo della scuola, della comunicazione e della politica e dedicò la sua vita ai giovani, prima come maestro elementare, poi come assessore alle politiche giovanili nella città di Parma. Sin da ragazzo militò nell’ala progressista della Democrazia Cristiana e, mentre svolgeva la professione di maestro, operò anche come giornalista e politico impegnato civilmente nel territorio di Parma e provincia. Agli albori del ’68 fece suo l’appello di don Lorenzo Milani a riformare la scuola, ne condivise la problematizzazione della valutazione scolastica e partecipò attivamente alle proteste del movimento studentesco nel territorio parmense. Negli anni ’70 diede un forte contributo al rinnovamento dei testi scolastici, grazie alla sintonia maturata con l’editore Marietti; dal 1980 collaborò con televisioni locali e con la nazionale RAI per la realizzazione di programmi rivolti a bambini e ragazzi. Ispirato da don Lorenzo Milani e Célestin Freinet, appassionato lettore di Jacques Maritain, profondamente cattolico e in contatto con il Movimento di cooperazione educativa, ha lasciato un’eredità pedagogica che merita di essere riscoperta. Nella proposta di Adorni si fondono tratti delle pedagogie libertarie e dell’umanesimo integrale; dedicò profonda attenzione all’educazione della persona, senza tralasciare la dimensione spirituale-coscienziale del bambino e l’ascolto dei suoi bisogni autentici. Nelle sue classi seppe amalgamare educazione alla libertà, pratica “scientifica” ed esperienza cooperativa, evitando derive soggettiviste. Abbracciando i principi della pedagogia popolare di Freinet, si schierò dalla parte dei più deboli e parallelamente si prese cura delle debolezze di ciascuno. Già prima dei “decreti delegati” del 1974, Adorni favorì la partecipazione e l’impegno di genitori e studenti nella vita della sua scuola democratica. In anticipo anche rispetto alla riforma strutturale della scuola (L. 4 agosto 1977, n. 517), grazie al rapporto personale con Franco Basaglia e all’accordo con i genitori dei suoi alunni, accolse in classe un ragazzo proveniente dall’ospedale psichiatrico di Reggio Emilia e riuscì ad accompagnarlo a inserirsi nella vita “normale”; buoni risultati furono testimoniati nel 1973. Il presente contributo si fonda sull’analisi di materiale dell’archivio privato della famiglia Lottici-Adorni e su alcune interviste. Si affrontano tratti caratterizzanti della scuola “attiva” di Ulisse Adorni, tra cui impronta ludica, didattica inclusiva, apertura al territorio e costruzione di una comunità cooperativa. Si esplorano altresì alcuni scorci dell’ancora inedita esperienza di media education, attraverso la quale il maestro diede la parola ai bambini, formando parallelamente in loro spirito critico e abilità espressive (educazione alla stampa, alla pubblicità e film making scolastico).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


