La biblioteca del professore Giuliano Bertuccioli è stata donata al Dipartimento ISO dell’Università La Sapienza di Roma nel 2014 dal figlio Bruno unitamente a un prezioso archivio personale. La donazione è stata collocata nella sala principale della biblioteca ISO seguendo fedelmente l’ordinamento originario del materiale librario documentato da un centinaio di foto scattate in casa Bertuccioli prima che le operazioni di trasloco avessero inizio. Le monografie e tutte le opere in fotocopia rilegate sono stati suddivisi in 23 sezioni in base a una macrodivisione per argomento; a seguire sono stati posti i periodici (155 titoli), mentre l’archivio occupa una sezione a parte nello stesso armadio. La sigla di collocazione è BAI, acronimo di Bertuccioli Ambasciatore Italiano e le singole sezioni si succedono seguendo l’alfabeto. Al momento attuale sono stati attribuiti circa 13.000 inventari, e possiamo ragionevolmente affermare che la catalogazione dell’intero fondo verrà terminata entro il 2022. Se può essere accolta la definizione di biblioteca d'autore come “una raccolta libraria privata e personale che, per le sue caratteristiche interne, tramite i singoli documenti e nell'insieme della collezione, sia in grado di testimoniare l'attività intellettuale, la rete di relazioni, il contesto storico culturale del suo possessore”, in questo mio intervento vorrei dimostrare come la biblioteca del Professore sia ascrivibile a tutti gli effetti a questa categoria, fornendo anche esempi delle evidenze contenute nei volumi, siano esse dediche, appunti, osservazioni, fogli sciolti, ritagli, note relative all’acquisto. Si tratta di una straordinaria testimonianza di come la biblioteca sia stata intesa sia come supporto alla propria attività di ricerca che come organismo vivente e in crescita con proprie relazioni interne costruite in decenni di studio, ma anche come punto di riferimento per gli studi di settore. Risulta altresì molto interessante il modo in cui questo fondo si sia integrato nella preesistente biblioteca dipartimentale, divenendone una parte fondamentale e caratterizzante, nonché fonte di conoscenze e riflessioni anche per i bibliotecari.
Una biblioteca nella biblioteca. Singolarità e caratteristiche del Fondo Bertuccioli / Fallerini, Antonella. - (2024), pp. 235-255. (Intervento presentato al convegno Giuliano Bertuccioli: una vita tra diplomazia e sinologia tenutosi a Roma) [10.13133/9788893773546].
Una biblioteca nella biblioteca. Singolarità e caratteristiche del Fondo Bertuccioli
fallerini, antonella
2024
Abstract
La biblioteca del professore Giuliano Bertuccioli è stata donata al Dipartimento ISO dell’Università La Sapienza di Roma nel 2014 dal figlio Bruno unitamente a un prezioso archivio personale. La donazione è stata collocata nella sala principale della biblioteca ISO seguendo fedelmente l’ordinamento originario del materiale librario documentato da un centinaio di foto scattate in casa Bertuccioli prima che le operazioni di trasloco avessero inizio. Le monografie e tutte le opere in fotocopia rilegate sono stati suddivisi in 23 sezioni in base a una macrodivisione per argomento; a seguire sono stati posti i periodici (155 titoli), mentre l’archivio occupa una sezione a parte nello stesso armadio. La sigla di collocazione è BAI, acronimo di Bertuccioli Ambasciatore Italiano e le singole sezioni si succedono seguendo l’alfabeto. Al momento attuale sono stati attribuiti circa 13.000 inventari, e possiamo ragionevolmente affermare che la catalogazione dell’intero fondo verrà terminata entro il 2022. Se può essere accolta la definizione di biblioteca d'autore come “una raccolta libraria privata e personale che, per le sue caratteristiche interne, tramite i singoli documenti e nell'insieme della collezione, sia in grado di testimoniare l'attività intellettuale, la rete di relazioni, il contesto storico culturale del suo possessore”, in questo mio intervento vorrei dimostrare come la biblioteca del Professore sia ascrivibile a tutti gli effetti a questa categoria, fornendo anche esempi delle evidenze contenute nei volumi, siano esse dediche, appunti, osservazioni, fogli sciolti, ritagli, note relative all’acquisto. Si tratta di una straordinaria testimonianza di come la biblioteca sia stata intesa sia come supporto alla propria attività di ricerca che come organismo vivente e in crescita con proprie relazioni interne costruite in decenni di studio, ma anche come punto di riferimento per gli studi di settore. Risulta altresì molto interessante il modo in cui questo fondo si sia integrato nella preesistente biblioteca dipartimentale, divenendone una parte fondamentale e caratterizzante, nonché fonte di conoscenze e riflessioni anche per i bibliotecari.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


