Located in a mountainous area on the border between Abruzzo and Lazio, but belonging to the diocese of Rieti, the church of San Domenico is a well-preserved example of the artistic patronage of an aristocratic family between the 18th and 19th centuries. The design that Giuseppe Valadier, albeit through one of his collaborators, gave for the completion of the church testifies to the effort to keep the level of quality high, giving rise to a significant episode in the diffusion and reception of neoclassical models. The church is connected to the palace that the Riccis had renovated ‘alla moderna’ by Giovanni Stern, an architect who was also entrusted with the renovation of the important family palace in Rieti. The dating of the sacellum is rather complex, in the absence of clear archival sources, but can be reconstructed from the family's tombstones and sepulchral monuments. By interweaving this data with other documentary sources, the profile of an intense patronage in a rural and mountainous area between L'Aquila and Rieti, therefore on the border between the Papal States and the Kingdom of Naples, takes shape, which goes beyond the provincial dimension thanks to the figures of Serafino Ricci and his son Angelo Maria, the latter a poet and friend of artists and intellectuals on a European scale.

Situata in un’area montana al confine tra l’Abruzzo e il Lazio, ma appartenente alla diocesi di Rieti, la chiesa di San Domenico è un esempio ben conservato della committenza artistica di una famiglia aristocratica tra Settecento e Ottocento. Il disegno che Giuseppe Valadier, sia pur per tramite di uno dei suoi collaboratori, diede per il completamento della chiesa testimonia lo sforzo di tenere alto il livello qualitativo, dando vita ad un episodio significativo per la diffusione e la ricezione dei modelli neoclassici. La chiesa è connessa al palazzo che i Ricci fecero rinnovare “alla moderna” da Giovanni Stern, architetto a cui venne affidato anche il rinnovamento dell’importante palazzo di famiglia a Rieti. La datazione del sacello è piuttosto complessa, in assenza di fonti archivistiche evidenti, ma può essere ricostruita partendo dalle lapidi e dai monumenti sepolcrali della famiglia. Intrecciando questi dati con altre fonti documentarie prende corpo il profilo di un intenso mecenatismo in un territorio rurale e montano compreso tra l’Aquila e Rieti, al confine quindi tra Stato Pontificio e Regno di Napoli, che supera la dimensione provinciale grazie alle figure di Serafino Ricci e di suo figlio Angelo Maria, quest’ultimo poeta e amico di artisti e intellettuali alla scala europea.

Valadier tra i monti d’Abruzzo: la chiesa di San Domenico per la famiglia Ricci a Mopolino di Capitignano / Varagnoli, Claudio. - In: PALLADIO. - ISSN 0031-0379. - 68:(2021), pp. 57-76.

Valadier tra i monti d’Abruzzo: la chiesa di San Domenico per la famiglia Ricci a Mopolino di Capitignano

Varagnoli
2021

Abstract

Located in a mountainous area on the border between Abruzzo and Lazio, but belonging to the diocese of Rieti, the church of San Domenico is a well-preserved example of the artistic patronage of an aristocratic family between the 18th and 19th centuries. The design that Giuseppe Valadier, albeit through one of his collaborators, gave for the completion of the church testifies to the effort to keep the level of quality high, giving rise to a significant episode in the diffusion and reception of neoclassical models. The church is connected to the palace that the Riccis had renovated ‘alla moderna’ by Giovanni Stern, an architect who was also entrusted with the renovation of the important family palace in Rieti. The dating of the sacellum is rather complex, in the absence of clear archival sources, but can be reconstructed from the family's tombstones and sepulchral monuments. By interweaving this data with other documentary sources, the profile of an intense patronage in a rural and mountainous area between L'Aquila and Rieti, therefore on the border between the Papal States and the Kingdom of Naples, takes shape, which goes beyond the provincial dimension thanks to the figures of Serafino Ricci and his son Angelo Maria, the latter a poet and friend of artists and intellectuals on a European scale.
2021
Situata in un’area montana al confine tra l’Abruzzo e il Lazio, ma appartenente alla diocesi di Rieti, la chiesa di San Domenico è un esempio ben conservato della committenza artistica di una famiglia aristocratica tra Settecento e Ottocento. Il disegno che Giuseppe Valadier, sia pur per tramite di uno dei suoi collaboratori, diede per il completamento della chiesa testimonia lo sforzo di tenere alto il livello qualitativo, dando vita ad un episodio significativo per la diffusione e la ricezione dei modelli neoclassici. La chiesa è connessa al palazzo che i Ricci fecero rinnovare “alla moderna” da Giovanni Stern, architetto a cui venne affidato anche il rinnovamento dell’importante palazzo di famiglia a Rieti. La datazione del sacello è piuttosto complessa, in assenza di fonti archivistiche evidenti, ma può essere ricostruita partendo dalle lapidi e dai monumenti sepolcrali della famiglia. Intrecciando questi dati con altre fonti documentarie prende corpo il profilo di un intenso mecenatismo in un territorio rurale e montano compreso tra l’Aquila e Rieti, al confine quindi tra Stato Pontificio e Regno di Napoli, che supera la dimensione provinciale grazie alle figure di Serafino Ricci e di suo figlio Angelo Maria, quest’ultimo poeta e amico di artisti e intellettuali alla scala europea.
Giuseppe Valadier; Storia dell'architettura del XIX secolo; Restauro e conservazione dei beni architettonici
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Valadier tra i monti d’Abruzzo: la chiesa di San Domenico per la famiglia Ricci a Mopolino di Capitignano / Varagnoli, Claudio. - In: PALLADIO. - ISSN 0031-0379. - 68:(2021), pp. 57-76.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1728438
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