Lo sviluppo tumultuoso delle ricerche biologiche ha caratterizzato la seconda metà del secolo scorso, ricerche che attualmente sono elemento centrale per ampliare sempre più le nostre conoscenze sulla complessità degli esseri viventi e per la possibilità di nuove modalità applicative indispensabili per migliorare la qualità di vita delle popolazioni in tutto il mondo. Nel 1973 un batterio, l' Escherichia coli, fu il primo organismo geneticamente modificato (OGM) ottenendo in tal modo l’ insulina ricombinante umana, ideale per curare il diabete e pertanto immediatamente entrata in commercio anche in Italia sin dai primi anni ottanta. In seguito allo sviluppo di queste ricerche è ormai possibile modificare il genoma di numerosi organismi appartenenti a tutti i regni degli esseri viventi, dai lieviti ai rettili,dalle alghe agli alberi, per cui la pervasività delle applicazioni biotecnologiche è allo stato attuale elemento essenziale per lo sviluppo di molti settori produttivi. In particolare è da rilevare che è ormai dal 1996 che le piante GM sono coltivate e commercializzate in misura apprezzabile. Quelle attualmente sul mercato derivano da 27 specie differenti e le principali sono la soia, il cotone, il mais e la colza, che rappresentano rispettivamente l’ 82, 68, 30 e 25% del totale della corrispettiva produzione planetaria. I caratteri genetici principali di queste coltivazioni sono principalmente di due tipi: i) la tolleranza agli erbicidi per il controllo delle piante infestanti e ii) la resistenza agli insetti per il controllo dei parassiti. Ogni anno il numero degli agricoltori che adottano PGM è in costante crescita e di recente ciò si verifica in maniera ancor più significativa nei paesi in via di sviluppo. Nonostante la fiducia dimostrata dagli agricoltori e malgrado le numerose analisi indipendenti che hanno dato prova di una consistente riduzione nell’ uso di insetticidi, di carburanti fossili, di emissioni di diossido di carbonio ed un generale impatto positivo sull’ ambiente e sulla salute degli esseri umani, sia operatori agricoli che consumatori, in alcuni paesi, fra i quali l’ Italia, il dibattito sull’ adozione delle PMG è arenato, sotto scacco di posizioni ideologiche, spesso preconcettuali e non supportate dal rigore dell’ evidenza.
Organismi Geneticamente Modificati: Tecnologia e Sue Applicazioni / Santi, L. - 308:(2017), pp. 57-70.
Organismi Geneticamente Modificati: Tecnologia e Sue Applicazioni
SANTI L
2017
Abstract
Lo sviluppo tumultuoso delle ricerche biologiche ha caratterizzato la seconda metà del secolo scorso, ricerche che attualmente sono elemento centrale per ampliare sempre più le nostre conoscenze sulla complessità degli esseri viventi e per la possibilità di nuove modalità applicative indispensabili per migliorare la qualità di vita delle popolazioni in tutto il mondo. Nel 1973 un batterio, l' Escherichia coli, fu il primo organismo geneticamente modificato (OGM) ottenendo in tal modo l’ insulina ricombinante umana, ideale per curare il diabete e pertanto immediatamente entrata in commercio anche in Italia sin dai primi anni ottanta. In seguito allo sviluppo di queste ricerche è ormai possibile modificare il genoma di numerosi organismi appartenenti a tutti i regni degli esseri viventi, dai lieviti ai rettili,dalle alghe agli alberi, per cui la pervasività delle applicazioni biotecnologiche è allo stato attuale elemento essenziale per lo sviluppo di molti settori produttivi. In particolare è da rilevare che è ormai dal 1996 che le piante GM sono coltivate e commercializzate in misura apprezzabile. Quelle attualmente sul mercato derivano da 27 specie differenti e le principali sono la soia, il cotone, il mais e la colza, che rappresentano rispettivamente l’ 82, 68, 30 e 25% del totale della corrispettiva produzione planetaria. I caratteri genetici principali di queste coltivazioni sono principalmente di due tipi: i) la tolleranza agli erbicidi per il controllo delle piante infestanti e ii) la resistenza agli insetti per il controllo dei parassiti. Ogni anno il numero degli agricoltori che adottano PGM è in costante crescita e di recente ciò si verifica in maniera ancor più significativa nei paesi in via di sviluppo. Nonostante la fiducia dimostrata dagli agricoltori e malgrado le numerose analisi indipendenti che hanno dato prova di una consistente riduzione nell’ uso di insetticidi, di carburanti fossili, di emissioni di diossido di carbonio ed un generale impatto positivo sull’ ambiente e sulla salute degli esseri umani, sia operatori agricoli che consumatori, in alcuni paesi, fra i quali l’ Italia, il dibattito sull’ adozione delle PMG è arenato, sotto scacco di posizioni ideologiche, spesso preconcettuali e non supportate dal rigore dell’ evidenza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


