L’articolo approfondisce il ruolo delle reti di mobilità dismesse, in particolare delle ferrovie secondarie, come infrastrutture strategiche per la rigenerazione dei centri storici minori e delle aree interne del Lazio. La ricerca, sviluppata nell’ambito del progetto Percorsi di resilienza (Sapienza Università di Roma, 2018), adotta un approccio interdisciplinare e multiscalare, orientato ai principi di resilienza territoriale, sostenibilità e coesione socio-economica. L’analisi evidenzia come il recupero e la riattivazione delle reti ferroviarie abbandonate, attraverso strumenti innovativi di pianificazione e governance — quali il Contratto d’asse — possano costituire leve per il riequilibrio infrastrutturale, la cooperazione intercomunale e la valorizzazione del patrimonio territoriale. I casi studio relativi alle linee Civitavecchia-Orte e Paliano-Fiuggi mostrano il potenziale delle infrastrutture storiche e della mobilità dolce nel promuovere nuove forme di connessione tra piccoli centri, aree interne e sistemi metropolitani, contribuendo a delineare scenari di rigenerazione resiliente.
Percorsi di resilienza. Le reti della mobilità per la rigenerazione dei centri storici minori e delle aree interne / Ravagnan, Chiara; Amato, Chiara; Cerasoli, Mario. - In: URBANISTICA INFORMAZIONI. - ISSN 0392-5005. - 306(2022), pp. 79-82.
Percorsi di resilienza. Le reti della mobilità per la rigenerazione dei centri storici minori e delle aree interne
Chiara Ravagnan;Mario Cerasoli
2022
Abstract
L’articolo approfondisce il ruolo delle reti di mobilità dismesse, in particolare delle ferrovie secondarie, come infrastrutture strategiche per la rigenerazione dei centri storici minori e delle aree interne del Lazio. La ricerca, sviluppata nell’ambito del progetto Percorsi di resilienza (Sapienza Università di Roma, 2018), adotta un approccio interdisciplinare e multiscalare, orientato ai principi di resilienza territoriale, sostenibilità e coesione socio-economica. L’analisi evidenzia come il recupero e la riattivazione delle reti ferroviarie abbandonate, attraverso strumenti innovativi di pianificazione e governance — quali il Contratto d’asse — possano costituire leve per il riequilibrio infrastrutturale, la cooperazione intercomunale e la valorizzazione del patrimonio territoriale. I casi studio relativi alle linee Civitavecchia-Orte e Paliano-Fiuggi mostrano il potenziale delle infrastrutture storiche e della mobilità dolce nel promuovere nuove forme di connessione tra piccoli centri, aree interne e sistemi metropolitani, contribuendo a delineare scenari di rigenerazione resiliente.| File | Dimensione | Formato | |
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