La restrizione in ambiente intramurario è un noto fattore di rischio in termini di morbidità per patologie fisiche e psichiche. L’impatto di una pandemia quale la COVID-19 sul sistema penitenziario, caratterizzato da plurime criticità in termini di gestione sanitaria, rischia potenzialmente di determinare gravi effetti sulla salute di detenuti e operatori. A livello internazionale tale problematica è stata sollevata e descritta, in assenza di un approccio condiviso tra gli stati dell’Unione Europea. In Italia, uno dei paesi maggiormente colpiti in termini di contagi e mortalità, si è assistito all’applicazione di una serie di misure dirette alle strutture penitenziarie, atte al contenimento ed alla gestione dei rischi per la salute e la sicurezza. L’ambiente carcerario, tuttavia, notoriamente caratterizzato da sovraffollamento e gravato da fattori di rischio specifici, rende problematico adottare una serie di misure che sono state invece previste per la popolazione generale. Il distanziamento fisico in carcere è estremamente problematico, e riteniamo che sia stato impossibile applicarlo, nonostante il rilascio di quasi 8000 detenuti, tra quelli a maggior rischio per la salute. Sono state inoltre disposte misure per limitare i contatti esterni con i detenuti, compresa una sospensione sostanziale o assoluta delle visite di parenti, operatori e avvocati, sostituita da videoconferenze. Sono stati ordinati anche la quarantena e l'isolamento dei casi sospetti, compresi i nuovi detenuti. Nonostante tali sfavorevoli premesse, l’analisi dei dati da noi effettuata circa i contagi ed i decessi in carcere, sino al 1° maggio 2020, indicano un tasso di infezione paragonabile alla popolazione generale, ed un tasso di letalità significativamente inferiore. Nel presente lavoro, dopo aver fornito un inquadramento sintetico delle problematiche sanitarie in ambito detentivo, si discuteranno i dati fornendo possibili interpretazioni di potenziale utilità per la gestione a livello comunitario.

Tutela della salute in carcere, durante la pandemia Covid-19 / Carabellese, F.; Petroni, G.; Ferracuti, S.; Ferorelli, D.; Solarino, B.; Vernaglione, S.; Pallocci, M.; Carabellese, F.; Marsella, L. T.; Mandarelli, G.. - In: RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA. - ISSN 2240-8053. - 14:4(2020), pp. 300-304. [10.7347/RIC-042020-p300]

Tutela della salute in carcere, durante la pandemia Covid-19

Petroni, G.;Ferracuti, S.;
2020

Abstract

La restrizione in ambiente intramurario è un noto fattore di rischio in termini di morbidità per patologie fisiche e psichiche. L’impatto di una pandemia quale la COVID-19 sul sistema penitenziario, caratterizzato da plurime criticità in termini di gestione sanitaria, rischia potenzialmente di determinare gravi effetti sulla salute di detenuti e operatori. A livello internazionale tale problematica è stata sollevata e descritta, in assenza di un approccio condiviso tra gli stati dell’Unione Europea. In Italia, uno dei paesi maggiormente colpiti in termini di contagi e mortalità, si è assistito all’applicazione di una serie di misure dirette alle strutture penitenziarie, atte al contenimento ed alla gestione dei rischi per la salute e la sicurezza. L’ambiente carcerario, tuttavia, notoriamente caratterizzato da sovraffollamento e gravato da fattori di rischio specifici, rende problematico adottare una serie di misure che sono state invece previste per la popolazione generale. Il distanziamento fisico in carcere è estremamente problematico, e riteniamo che sia stato impossibile applicarlo, nonostante il rilascio di quasi 8000 detenuti, tra quelli a maggior rischio per la salute. Sono state inoltre disposte misure per limitare i contatti esterni con i detenuti, compresa una sospensione sostanziale o assoluta delle visite di parenti, operatori e avvocati, sostituita da videoconferenze. Sono stati ordinati anche la quarantena e l'isolamento dei casi sospetti, compresi i nuovi detenuti. Nonostante tali sfavorevoli premesse, l’analisi dei dati da noi effettuata circa i contagi ed i decessi in carcere, sino al 1° maggio 2020, indicano un tasso di infezione paragonabile alla popolazione generale, ed un tasso di letalità significativamente inferiore. Nel presente lavoro, dopo aver fornito un inquadramento sintetico delle problematiche sanitarie in ambito detentivo, si discuteranno i dati fornendo possibili interpretazioni di potenziale utilità per la gestione a livello comunitario.
2020
carcere, COVID-19; rischio sanitario; prevenzione
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Tutela della salute in carcere, durante la pandemia Covid-19 / Carabellese, F.; Petroni, G.; Ferracuti, S.; Ferorelli, D.; Solarino, B.; Vernaglione, S.; Pallocci, M.; Carabellese, F.; Marsella, L. T.; Mandarelli, G.. - In: RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA. - ISSN 2240-8053. - 14:4(2020), pp. 300-304. [10.7347/RIC-042020-p300]
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