Sebbene in ogni periodo storico si siano avvicendati cambiamenti importanti che hanno stravolto le abitudini delle persone sul lavoro (Grint, 2022), a partire dalla rivoluzione tecnologica fino all’emergenza sanitaria globale degli ultimi anni, si è assistito ad una crescente domanda di salute da parte dei singoli che investono sempre più energie nella ricerca di un maggior benessere (Dziak, 2021; Lazzarini, 2021). Le nuove modalità lavorative hanno richiesto alle persone la capacità di sapersi adattare flessibilmente alle diverse richieste organizzative, sviluppando una maggiore autonomia nella gestione delle proprie attività e relazioni in contesti sempre più fluidi, caratterizzati da assenza di confini chiari e definiti (Harvard Business Review, 2021). Ai lavoratori viene infatti sempre più richiesto di autogestire le proprie attività (e.g. progettare strategie e definire le priorità per il raggiungimento degli obiettivi, preservare il tempo libero per salvaguardare il proprio benessere) e di curare le relazioni (e.g. chiedere incontri di feedback al proprio responsabile; coltivare relazioni con colleghi e collaboratori a distanza). Gli stessi strumenti tecnologici introdotti allo scopo di accelerare e semplificare lo svolgimento delle attività lavorative possono rappresentare un ulteriore richiesta da gestire (e.g. il costante accesso alla connessione chiama il lavoratore a definire in prima persona dei confini tra vita lavorativa e vita privata). A fronte di tali richieste le organizzazioni rischiano di assistere ad una progressiva perdita di motivazione e di significato del lavoro, in cui i dipendenti mostrano di avere difficoltà ad identificarsi nel proprio ruolo e a veder riconosciuto il proprio valore all’interno dell’organizzazione. Tra i numerosi fenomeni che negli ultimi tempi lo hanno dimostrato, troviamo un significativo aumento dei tassi di turnover, definito Great Resignation. Similmente, pur non lasciando l’organizzazione, alcuni dipendenti mostrano un crescente e silenzioso disimpegno nei confronti del proprio lavoro, per questo definito Quiet Quitting (Formica & Sfodera, 2022). La crescente domanda di benessere da parte dei lavoratori chiama in causa non solo la necessità di iniziative Top down ma anche processi bottom up tra i quali proponiamo interventi di sviluppo del job crafting (Demerouti, Peeters, Van den Heuvel, 2019).
Job Crafting: Modellare il lavoro a propria immagine / Borgogni, Laura; Cantonetti, Giulia; Cardone, Viviana; Brecciaroli, Sara. - In: SVILUPPO & ORGANIZZAZIONE. - ISSN 0391-7045. - (2023), pp. 90-93.
Job Crafting: Modellare il lavoro a propria immagine
Laura BorgogniPrimo
;Giulia CantonettiSecondo
;Viviana CardonePenultimo
;Sara BrecciaroliUltimo
2023
Abstract
Sebbene in ogni periodo storico si siano avvicendati cambiamenti importanti che hanno stravolto le abitudini delle persone sul lavoro (Grint, 2022), a partire dalla rivoluzione tecnologica fino all’emergenza sanitaria globale degli ultimi anni, si è assistito ad una crescente domanda di salute da parte dei singoli che investono sempre più energie nella ricerca di un maggior benessere (Dziak, 2021; Lazzarini, 2021). Le nuove modalità lavorative hanno richiesto alle persone la capacità di sapersi adattare flessibilmente alle diverse richieste organizzative, sviluppando una maggiore autonomia nella gestione delle proprie attività e relazioni in contesti sempre più fluidi, caratterizzati da assenza di confini chiari e definiti (Harvard Business Review, 2021). Ai lavoratori viene infatti sempre più richiesto di autogestire le proprie attività (e.g. progettare strategie e definire le priorità per il raggiungimento degli obiettivi, preservare il tempo libero per salvaguardare il proprio benessere) e di curare le relazioni (e.g. chiedere incontri di feedback al proprio responsabile; coltivare relazioni con colleghi e collaboratori a distanza). Gli stessi strumenti tecnologici introdotti allo scopo di accelerare e semplificare lo svolgimento delle attività lavorative possono rappresentare un ulteriore richiesta da gestire (e.g. il costante accesso alla connessione chiama il lavoratore a definire in prima persona dei confini tra vita lavorativa e vita privata). A fronte di tali richieste le organizzazioni rischiano di assistere ad una progressiva perdita di motivazione e di significato del lavoro, in cui i dipendenti mostrano di avere difficoltà ad identificarsi nel proprio ruolo e a veder riconosciuto il proprio valore all’interno dell’organizzazione. Tra i numerosi fenomeni che negli ultimi tempi lo hanno dimostrato, troviamo un significativo aumento dei tassi di turnover, definito Great Resignation. Similmente, pur non lasciando l’organizzazione, alcuni dipendenti mostrano un crescente e silenzioso disimpegno nei confronti del proprio lavoro, per questo definito Quiet Quitting (Formica & Sfodera, 2022). La crescente domanda di benessere da parte dei lavoratori chiama in causa non solo la necessità di iniziative Top down ma anche processi bottom up tra i quali proponiamo interventi di sviluppo del job crafting (Demerouti, Peeters, Van den Heuvel, 2019).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.