Il valore sociale dell’architettura e il ruolo cardine del progetto in qualunque operazione di interpretazione o trasformazione della realtà esistente sono concetti ormai consolidati e tendenzialmente assorbiti dal pensiero comune. Tuttavia, si continua a riscontrare uno iato tra progetto e il mondo fisico, come il territorio, e quello immateriale, come i sistemi sociali, su cui l’architettura “precipita” spesso senza che ci sia stato modo di poter essere acquisita in ogni suo significante e significato, attraverso la relazione con la fase progettuale. Un esempio paradigmatico di questa frattura è rappresentato dal mondo delle università e della ricerca. Le facoltà di architettura sono dei serbatoi di energia progettuale in atto, che tuttavia esaurisce la sua spinta all’interno delle aule universitarie; per diversi motivi sono più uniche che rare le incursioni che il progetto e la ricerca progettuale riescono a compiere nel mondo esterno. Il danno di questa energia inusata e dissipata è considerevole e insostenibile. Se la presenza di uno spazio adatto è la precondizione alla possibilità che avvengano relazioni tra soggetti, forse è proprio la mancanza di uno spazio adeguato all’incontro tra progetto e comunità di cittadini e territori che determina questo apparente isolamento dei due reami. Definire i luoghi, fisici e immateriali, nei quali condividerli è il presupposto metodologico indispensabile nel programma di transizione. Un primo importante passo per far transitare i progetti all’esterno delle aule riguarda, per esempio, la realizzazione di archivi digitali, piattaforme di gestione del patrimonio architettonico accessibili dalla comunità. Un secondo luogo, materiale, dove i soggetti “progettanti”, architetti, ricercatori, studenti, stakeholder, amministrazioni e cittadini possano incontrarsi si identifica nell'Urban Innovation Center, spazio di transizione con un ruolo fondamentale in una prospettiva di rafforzamento dei processi di democrazia urbana.

Progetti in transito. Come il progetto di architettura diventa progetto sociale / Belibani, Rosalba; Ficcadenti, Fiamma. - (2022), pp. 232-237. (Intervento presentato al convegno IX Forum ProArch. Transizioni. L’avvenire della didattica e della ricerca per il progetto di architettura tenutosi a Cagliari).

Progetti in transito. Come il progetto di architettura diventa progetto sociale

Rosalba Belibani;Fiamma Ficcadenti
2022

Abstract

Il valore sociale dell’architettura e il ruolo cardine del progetto in qualunque operazione di interpretazione o trasformazione della realtà esistente sono concetti ormai consolidati e tendenzialmente assorbiti dal pensiero comune. Tuttavia, si continua a riscontrare uno iato tra progetto e il mondo fisico, come il territorio, e quello immateriale, come i sistemi sociali, su cui l’architettura “precipita” spesso senza che ci sia stato modo di poter essere acquisita in ogni suo significante e significato, attraverso la relazione con la fase progettuale. Un esempio paradigmatico di questa frattura è rappresentato dal mondo delle università e della ricerca. Le facoltà di architettura sono dei serbatoi di energia progettuale in atto, che tuttavia esaurisce la sua spinta all’interno delle aule universitarie; per diversi motivi sono più uniche che rare le incursioni che il progetto e la ricerca progettuale riescono a compiere nel mondo esterno. Il danno di questa energia inusata e dissipata è considerevole e insostenibile. Se la presenza di uno spazio adatto è la precondizione alla possibilità che avvengano relazioni tra soggetti, forse è proprio la mancanza di uno spazio adeguato all’incontro tra progetto e comunità di cittadini e territori che determina questo apparente isolamento dei due reami. Definire i luoghi, fisici e immateriali, nei quali condividerli è il presupposto metodologico indispensabile nel programma di transizione. Un primo importante passo per far transitare i progetti all’esterno delle aule riguarda, per esempio, la realizzazione di archivi digitali, piattaforme di gestione del patrimonio architettonico accessibili dalla comunità. Un secondo luogo, materiale, dove i soggetti “progettanti”, architetti, ricercatori, studenti, stakeholder, amministrazioni e cittadini possano incontrarsi si identifica nell'Urban Innovation Center, spazio di transizione con un ruolo fondamentale in una prospettiva di rafforzamento dei processi di democrazia urbana.
2022
IX Forum ProArch. Transizioni. L’avvenire della didattica e della ricerca per il progetto di architettura
progetto architettonico; archivi digitali; urban innovation center
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
Progetti in transito. Come il progetto di architettura diventa progetto sociale / Belibani, Rosalba; Ficcadenti, Fiamma. - (2022), pp. 232-237. (Intervento presentato al convegno IX Forum ProArch. Transizioni. L’avvenire della didattica e della ricerca per il progetto di architettura tenutosi a Cagliari).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1679708
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