La rilevanza del settore turistico, in particolare nella sua «proiezione territoriale» (Salvatori, 2021), è già da tempo argomento di rilievo scientifico (Bozzato, 2020; Pollice, 2018), anche in virtù del suo valore globale e locale. Una caratteristica, questa, che lo rende principio di riorganizzazione e ri- funzionalizzazione degli spazi geografici. In tal senso, il settore è particolarmente valutato positivamente dai soggetti pubblici e privati, da operatori imprenditoriali e da comunità territoriali tanto centrali quanto e, forse in maggior misura, marginali ai processi di sviluppo socio-economico e culturale. Un settore fortemente colpito dalla pandemia da Covid-19 che, di fatto, ha smascherato criticità e vulnerabilità dell’attuale strutturazione, accelerando la già avviata volontà di rafforzare gli attuali processi di innovazione dell’offerta e di potenziare la formazione professionale e la ricerca scientifica (Bozzato, 2020). Oggi la rinnovata sensibilità che investe l’intera filiera turistica e coloro che dedicano il proprio impegno alla conoscenza del settore e adempiono ad una responsabilità civica verso lo stesso sta già producendo risultati soddisfacenti che si possono leggere nei numerosi progetti di sviluppo territoriale in cui il turismo sostenibile rappresenta il principio ispiratore. Tra questi, se ne annoverano diversi che hanno intravisto nei Cammini e negli Itinerari culturali un potenziale strumento di rigenerazione territoriale e ri- progettazione della sfera socio-spazio-culturale. Nel corso dell’ultimo decennio, infatti, sono aumentate le politiche in merito promosse alla scala europea dal “Programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa” che, facendo leva sul carattere trans-scalare dell’itinerario (Impact of European Cultural Routes on SMEs’ innovation, 2017), ne identifica un elemento indicativo per porre in relazione il paesaggio e il patrimonio culturale nella loro accezione di bene comune. L’importanza di questi 1 Ilaria Guadagnoli, PhD in Beni culturali, Formazione e Territorio, Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società, Università di Roma “Tor Vergata”. Email: ilaria.guadagnoli@uniroma2.it 1 strumenti, in termini di ridisegno degli spazi geografici, ha incoraggiato gli organi competenti in materia, anche alla scala nazionale e regionale, a valutarli come elementi in grado di conferire rinnovata qualità, identità e valore aggiunto ai territori, in particolar modo a quelli marginali. La prospettiva è quella di rendere anche le aree marginali predisposte, sia a rispondere alle diversificate ed impegnative sfide che i processi di internazionalizzazione pongono al nostro Paese, sia alle nuove istanze che emergono dal mercato turistico (Polci, Gambassi, 2016). Le note che seguono intendono trattare il caso studio del territorio del sub-appennino laziale collocato tra i Monti Prenestini ed Ernici attraversato dall’itinerario culturale della “Via Francigena nel sud Italia” (direttrice Caslino-Prenestina). La metodologia messa in campo, mediante l’identificazione di un set di indici variabili, utili a studiare il grado di attrattività turistica potenziale ed effettiva dell’area, ha individuato elementi territoriali specifici, riscontrando una certa coerenza territoriale2. I risultati attesi intendono avvalorare l’ipotesi che tale coerenza possa rappresentare la premessa per l’ideazione di un modello di governance territoriale, intermedio tra la scala regionale e locale, composto da enti diversi per genesi, esperienze e pratiche.

La “Via Francigena nel sud Italia” per la rigenerazione territoriale. Sviluppo di un modello di governance turistica tra i Monti Prenestini ed Ernici nella regione Lazio / Guadagnoli, I. - (2022), pp. 336-345. (Intervento presentato al convegno ITINERARI PER LA RIGENERAZIONE TERRITORIALE tenutosi a Roma).

La “Via Francigena nel sud Italia” per la rigenerazione territoriale. Sviluppo di un modello di governance turistica tra i Monti Prenestini ed Ernici nella regione Lazio

Guadagnoli I
2022

Abstract

La rilevanza del settore turistico, in particolare nella sua «proiezione territoriale» (Salvatori, 2021), è già da tempo argomento di rilievo scientifico (Bozzato, 2020; Pollice, 2018), anche in virtù del suo valore globale e locale. Una caratteristica, questa, che lo rende principio di riorganizzazione e ri- funzionalizzazione degli spazi geografici. In tal senso, il settore è particolarmente valutato positivamente dai soggetti pubblici e privati, da operatori imprenditoriali e da comunità territoriali tanto centrali quanto e, forse in maggior misura, marginali ai processi di sviluppo socio-economico e culturale. Un settore fortemente colpito dalla pandemia da Covid-19 che, di fatto, ha smascherato criticità e vulnerabilità dell’attuale strutturazione, accelerando la già avviata volontà di rafforzare gli attuali processi di innovazione dell’offerta e di potenziare la formazione professionale e la ricerca scientifica (Bozzato, 2020). Oggi la rinnovata sensibilità che investe l’intera filiera turistica e coloro che dedicano il proprio impegno alla conoscenza del settore e adempiono ad una responsabilità civica verso lo stesso sta già producendo risultati soddisfacenti che si possono leggere nei numerosi progetti di sviluppo territoriale in cui il turismo sostenibile rappresenta il principio ispiratore. Tra questi, se ne annoverano diversi che hanno intravisto nei Cammini e negli Itinerari culturali un potenziale strumento di rigenerazione territoriale e ri- progettazione della sfera socio-spazio-culturale. Nel corso dell’ultimo decennio, infatti, sono aumentate le politiche in merito promosse alla scala europea dal “Programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa” che, facendo leva sul carattere trans-scalare dell’itinerario (Impact of European Cultural Routes on SMEs’ innovation, 2017), ne identifica un elemento indicativo per porre in relazione il paesaggio e il patrimonio culturale nella loro accezione di bene comune. L’importanza di questi 1 Ilaria Guadagnoli, PhD in Beni culturali, Formazione e Territorio, Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società, Università di Roma “Tor Vergata”. Email: ilaria.guadagnoli@uniroma2.it 1 strumenti, in termini di ridisegno degli spazi geografici, ha incoraggiato gli organi competenti in materia, anche alla scala nazionale e regionale, a valutarli come elementi in grado di conferire rinnovata qualità, identità e valore aggiunto ai territori, in particolar modo a quelli marginali. La prospettiva è quella di rendere anche le aree marginali predisposte, sia a rispondere alle diversificate ed impegnative sfide che i processi di internazionalizzazione pongono al nostro Paese, sia alle nuove istanze che emergono dal mercato turistico (Polci, Gambassi, 2016). Le note che seguono intendono trattare il caso studio del territorio del sub-appennino laziale collocato tra i Monti Prenestini ed Ernici attraversato dall’itinerario culturale della “Via Francigena nel sud Italia” (direttrice Caslino-Prenestina). La metodologia messa in campo, mediante l’identificazione di un set di indici variabili, utili a studiare il grado di attrattività turistica potenziale ed effettiva dell’area, ha individuato elementi territoriali specifici, riscontrando una certa coerenza territoriale2. I risultati attesi intendono avvalorare l’ipotesi che tale coerenza possa rappresentare la premessa per l’ideazione di un modello di governance territoriale, intermedio tra la scala regionale e locale, composto da enti diversi per genesi, esperienze e pratiche.
2022
ITINERARI PER LA RIGENERAZIONE TERRITORIALE
Itinerari culturali, rigenerazione territoriale, turismo lento
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
La “Via Francigena nel sud Italia” per la rigenerazione territoriale. Sviluppo di un modello di governance turistica tra i Monti Prenestini ed Ernici nella regione Lazio / Guadagnoli, I. - (2022), pp. 336-345. (Intervento presentato al convegno ITINERARI PER LA RIGENERAZIONE TERRITORIALE tenutosi a Roma).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1675878
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