This essay is dedicated to the poetry of Alessandra Carnaroli, who between her first book, «Taglio intimo» (2001), and her most recent, «50 tentati suicidi + 50 oggetti contundenti» (2021), has developed an organic and solid textual architecture in which the poet's identity and subjectivity do not assume classical lyrical movements. The essay investigates the relationship between the authorial self, which disappears in favour of the "other", and the persona self, which speaks in the first person, changing from poem to poem, within themes linked to the souffrance. Through a close reading of poetic texts chosen from her entire production, the article highlights and interprets both stylistic-aesthetic peculiarities and the painful polyphony of other people's voices. The study proposes to read Carnaroli's poetry in the light of the theories on the «care of the world» in the terms set out by Elena Pulcini. The solicitude towards the other, especially when he is seen in his vulnerability, as in Carnaroli's poems, appears as an attempt to reconstruct the social bond, an act of «care of the world».

Il saggio è dedicato alla poesia di Alessandra Carnaroli, che tra il suo libro di esordio, «Taglio intimo »(2001), e il più recente, «50 tentati suicidi + 50 oggetti contundenti» (2021), ha elaborato un’organica e solida architettura testuale nella quale identità e soggettività del poeta non assumono movenze liriche classiche. Il saggio indaga il rapporto tra io autoriale, che scompare a vantaggio dell’“altro”, e io personaggio che parla in prima persona mutando da poesia a poesia, entro temi legati alla souffrance. Attraverso una lettura a contatto di testi poetici scelti nell’arco della sua intera produzione, l’articolo evidenzia e interpreta sia peculiarità stilistico-estetiche, sia la dolente polifonia di voci altrui. L’indagine propone di leggere la poesia di Carnaroli alla luce delle teorie sulla «cura del mondo» nei termini esposti da Elena Pulcini. La sollecitudine verso l’altro, massime quando è colto nella sua vulnerabilità, come avviene nella poesia di Carnaroli, appare un tentativo di ricostruire il legame sociale, un atto di «cura del mondo».

Avere cura del mondo. Diffrazioni dell'io nella poesia di Alessandra Carnaroli / Bello, Cecilia. - In: L'OSPITE INGRATO. - ISSN 1974-9813. - n. 11 - 2022(2022), pp. 105-124.

Avere cura del mondo. Diffrazioni dell'io nella poesia di Alessandra Carnaroli

cecilia bello
2022

Abstract

This essay is dedicated to the poetry of Alessandra Carnaroli, who between her first book, «Taglio intimo» (2001), and her most recent, «50 tentati suicidi + 50 oggetti contundenti» (2021), has developed an organic and solid textual architecture in which the poet's identity and subjectivity do not assume classical lyrical movements. The essay investigates the relationship between the authorial self, which disappears in favour of the "other", and the persona self, which speaks in the first person, changing from poem to poem, within themes linked to the souffrance. Through a close reading of poetic texts chosen from her entire production, the article highlights and interprets both stylistic-aesthetic peculiarities and the painful polyphony of other people's voices. The study proposes to read Carnaroli's poetry in the light of the theories on the «care of the world» in the terms set out by Elena Pulcini. The solicitude towards the other, especially when he is seen in his vulnerability, as in Carnaroli's poems, appears as an attempt to reconstruct the social bond, an act of «care of the world».
2022
Il saggio è dedicato alla poesia di Alessandra Carnaroli, che tra il suo libro di esordio, «Taglio intimo »(2001), e il più recente, «50 tentati suicidi + 50 oggetti contundenti» (2021), ha elaborato un’organica e solida architettura testuale nella quale identità e soggettività del poeta non assumono movenze liriche classiche. Il saggio indaga il rapporto tra io autoriale, che scompare a vantaggio dell’“altro”, e io personaggio che parla in prima persona mutando da poesia a poesia, entro temi legati alla souffrance. Attraverso una lettura a contatto di testi poetici scelti nell’arco della sua intera produzione, l’articolo evidenzia e interpreta sia peculiarità stilistico-estetiche, sia la dolente polifonia di voci altrui. L’indagine propone di leggere la poesia di Carnaroli alla luce delle teorie sulla «cura del mondo» nei termini esposti da Elena Pulcini. La sollecitudine verso l’altro, massime quando è colto nella sua vulnerabilità, come avviene nella poesia di Carnaroli, appare un tentativo di ricostruire il legame sociale, un atto di «cura del mondo».
poesia italiana contemporanea; alessandra carnaroli; soggetto nella poesia italiana contemporanea; elena pulcini
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Avere cura del mondo. Diffrazioni dell'io nella poesia di Alessandra Carnaroli / Bello, Cecilia. - In: L'OSPITE INGRATO. - ISSN 1974-9813. - n. 11 - 2022(2022), pp. 105-124.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1672363
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