Fino dai primi anni del XVII secolo, i Caiselli, appartenenti a una facoltosa famiglia di origine bergamasca da poco stabilitasi a Udine, iniziarono un'intensa campagna di acquisizioni immobiliari in "Borgo San Cristoful" al fine di realizzare il loro palazzo. Alla metà del secolo essi affidarono al "muraro" Giovan Battista Stella tale incarico. L'intervento dello Stella, tuttavia, riguardo soprattutto lavori di trasformazione interna per uniformare e rendere funzionali i diversi edifici. Intorno alla metà del Settecento segui una seconda fase di lavori, di cui non si conosce il progettista, che riguardò il fronte del palazzo sull'attuale via Caiselli e la realizzazione di una diffusa decorazione interna di gusto rococo, eseguita con largo uso di marmorini e imperniata sulla collocazione della grande tela di Giambattista Tiepolo al centro del soffitto del salone al piano nobile raffigurante "La Nobiltà e la Virtù che trionfano sull'ignoranza" (oggi nei Musei Civici di Udine). Solo sul finire di quel secolo i Caiselli affrontarono un importante problema, rimasto fino ad allora insoluto ma che avrebbe costituito il suggello della loro impresa: la realizzazione della facciata. L'incarico fu dato all'architetto francese Jean Le Terrier de Manetot, transfuga antinapoleonico riparato in Friuli, che la progettò (1799) utilizzando un sobrio ma raffinato linguaggio neoclassico. Poco tempo dopo molte sale venivano decorate dai più abili pittori e quadraturisti udinesi, quali Marino Urbani, Giambattista Canal, Giuseppe Del Negro. Oltre alla descrizione delle vicende costruttive della fabbrica, nel contributo confluiscono i risultati degli studi inerenti la tecnica esecutiva degli apparati decorativi e una sintesi dei procedimenti di restauro adottati per il loro recupero.
Gli apparati decorativi a marmorino in palazzo Caiselli a Udine: tecnica esecutiva e intervento di restauro / Ruschi, Pietro; Giovannoni, Sabino; Luppichini, Stefania; Penoni, Sara; Todaro, Cristiana. - (2007), pp. 443-448. (Intervento presentato al convegno Congresso nazionale IGIIC. Lo stato dell’arte V tenutosi a Cremona, Palazzo Cittanova).
Gli apparati decorativi a marmorino in palazzo Caiselli a Udine: tecnica esecutiva e intervento di restauro
Cristiana Todaro
2007
Abstract
Fino dai primi anni del XVII secolo, i Caiselli, appartenenti a una facoltosa famiglia di origine bergamasca da poco stabilitasi a Udine, iniziarono un'intensa campagna di acquisizioni immobiliari in "Borgo San Cristoful" al fine di realizzare il loro palazzo. Alla metà del secolo essi affidarono al "muraro" Giovan Battista Stella tale incarico. L'intervento dello Stella, tuttavia, riguardo soprattutto lavori di trasformazione interna per uniformare e rendere funzionali i diversi edifici. Intorno alla metà del Settecento segui una seconda fase di lavori, di cui non si conosce il progettista, che riguardò il fronte del palazzo sull'attuale via Caiselli e la realizzazione di una diffusa decorazione interna di gusto rococo, eseguita con largo uso di marmorini e imperniata sulla collocazione della grande tela di Giambattista Tiepolo al centro del soffitto del salone al piano nobile raffigurante "La Nobiltà e la Virtù che trionfano sull'ignoranza" (oggi nei Musei Civici di Udine). Solo sul finire di quel secolo i Caiselli affrontarono un importante problema, rimasto fino ad allora insoluto ma che avrebbe costituito il suggello della loro impresa: la realizzazione della facciata. L'incarico fu dato all'architetto francese Jean Le Terrier de Manetot, transfuga antinapoleonico riparato in Friuli, che la progettò (1799) utilizzando un sobrio ma raffinato linguaggio neoclassico. Poco tempo dopo molte sale venivano decorate dai più abili pittori e quadraturisti udinesi, quali Marino Urbani, Giambattista Canal, Giuseppe Del Negro. Oltre alla descrizione delle vicende costruttive della fabbrica, nel contributo confluiscono i risultati degli studi inerenti la tecnica esecutiva degli apparati decorativi e una sintesi dei procedimenti di restauro adottati per il loro recupero.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


