This paper discusses the way the British historian Jonathan Parry narrates the economic and political penetration of the British Empire in the Ottoman lands. The author of the paper recognizes that Parry has provided many new and useful information, however notices in his book some questionable aspects: for example, in Parry’s representation, British expansionism was little more than a continuous, necessary reaction to French and Russian ambitions; the “cultural history” side of the book is intriguing but doesn’t provide a deep insight and a comparative pattern; important aspects of the “Ottoman commitment” of some of the dramatis personae (for instance David Urquhart) are ignored. Criticism of the various sections of Parry’s book is the starting point for a subjective conceptual road map, where reference is mainly to either old and neglected books or recent and scarcely known ones. A big parenthesis is devoted to the 3 November 1839 “Rose Garden Edict”. Indeed, the British historian belittles the importance of this document and, in particular, doubts it affirmed the juridical equality among all the subjects of the Ottoman Empire. With an integral translation from Turkish of the first (and more important) part of the edict the author of this paper demonstrates that this famous document really envisaged equality, albeit in the sole possible way the fences of the Koranic law and the spirit of the times allowed, i.e., in an implicit and ambiguous way. In this section and along the paper philological clarifications are provided as well.

Questo articolo discute il modo in cui lo storico britannico Jonathan Parry narra il penetrazione economica e politica dell'Impero britannico nelle terre ottomane. L'autore dell'articolo riconosce che Parry ha fornito molte informazioni nuove e utili, tuttavia nota nel suo libro alcuni aspetti discutibili: per esempio, per Parry l'espansionismo britannico fu poco più che un continuo, necessario moto di reazione alle ambizioni francesi e russe; il lato "storia culturale" del libro è affascinante ma non fornisce una visione profonda e un modello comparativo; importanti aspetti dell'"impegno ottomano" di alcune delle dramatis personae (per es. David Urquhart) vengono ignorati. La critica delle varie sezioni del libro di Parry è il punto di partenza per un soggettiva percorso concettuale, dove il riferimento è principalmente a libri vecchi e trascurati oppure recenti e poco conosciuti. Una grande parentesi è dedicata all“Editto del Roseto” del 3 novembre 1839. In effetti, lo storico britannico sminuisce l'importanza di questo documento e, in particolare, dubita che affermasse l'uguaglianza giuridica fra tutti i sudditi dell'Impero Ottomano. Con una traduzione integrale dal turco della prima (e più importante) parte dell'editto l'autore dimostra che questo famoso documento prevedeva davvero l'uguaglianza, sia pure nell'unico modo possibile che i recinti della legge coranica e lo spirito dei tempi consentivano, cioè in modo implicito e ambiguo. In questa sezione e lungo tutto l'articolo chiarimenti filologici sono forniti più volte.

Colonialismo britannico in Terra Ottomana. Riflessioni e approfondimenti / Grassi, Fabio L.. - anno CVII, fasc. I, gennaio-aprile 2023(2023), pp. 297-319.

Colonialismo britannico in Terra Ottomana. Riflessioni e approfondimenti

Fabio L. Grassi
2023

Abstract

This paper discusses the way the British historian Jonathan Parry narrates the economic and political penetration of the British Empire in the Ottoman lands. The author of the paper recognizes that Parry has provided many new and useful information, however notices in his book some questionable aspects: for example, in Parry’s representation, British expansionism was little more than a continuous, necessary reaction to French and Russian ambitions; the “cultural history” side of the book is intriguing but doesn’t provide a deep insight and a comparative pattern; important aspects of the “Ottoman commitment” of some of the dramatis personae (for instance David Urquhart) are ignored. Criticism of the various sections of Parry’s book is the starting point for a subjective conceptual road map, where reference is mainly to either old and neglected books or recent and scarcely known ones. A big parenthesis is devoted to the 3 November 1839 “Rose Garden Edict”. Indeed, the British historian belittles the importance of this document and, in particular, doubts it affirmed the juridical equality among all the subjects of the Ottoman Empire. With an integral translation from Turkish of the first (and more important) part of the edict the author of this paper demonstrates that this famous document really envisaged equality, albeit in the sole possible way the fences of the Koranic law and the spirit of the times allowed, i.e., in an implicit and ambiguous way. In this section and along the paper philological clarifications are provided as well.
2023
Questo articolo discute il modo in cui lo storico britannico Jonathan Parry narra il penetrazione economica e politica dell'Impero britannico nelle terre ottomane. L'autore dell'articolo riconosce che Parry ha fornito molte informazioni nuove e utili, tuttavia nota nel suo libro alcuni aspetti discutibili: per esempio, per Parry l'espansionismo britannico fu poco più che un continuo, necessario moto di reazione alle ambizioni francesi e russe; il lato "storia culturale" del libro è affascinante ma non fornisce una visione profonda e un modello comparativo; importanti aspetti dell'"impegno ottomano" di alcune delle dramatis personae (per es. David Urquhart) vengono ignorati. La critica delle varie sezioni del libro di Parry è il punto di partenza per un soggettiva percorso concettuale, dove il riferimento è principalmente a libri vecchi e trascurati oppure recenti e poco conosciuti. Una grande parentesi è dedicata all“Editto del Roseto” del 3 novembre 1839. In effetti, lo storico britannico sminuisce l'importanza di questo documento e, in particolare, dubita che affermasse l'uguaglianza giuridica fra tutti i sudditi dell'Impero Ottomano. Con una traduzione integrale dal turco della prima (e più importante) parte dell'editto l'autore dimostra che questo famoso documento prevedeva davvero l'uguaglianza, sia pure nell'unico modo possibile che i recinti della legge coranica e lo spirito dei tempi consentivano, cioè in modo implicito e ambiguo. In questa sezione e lungo tutto l'articolo chiarimenti filologici sono forniti più volte.
Impero Britannico; Impero Ottomano; Egitto; India; colonialismo; Mehmet Ali
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Colonialismo britannico in Terra Ottomana. Riflessioni e approfondimenti / Grassi, Fabio L.. - anno CVII, fasc. I, gennaio-aprile 2023(2023), pp. 297-319.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1668741
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