Una descrizione del Padiglione Svizzero curato da Alessandro Bosshard, Li Tavor, Matthew van der Ploeg e Ani Vihervaara per la Biennale di Venezia del 2018. Il padiglione è costruito sull’immaginario collettivo, su ciò che tutti riteniamo essere una casa. All’idea di casa viene dato corpo, essa è costruita con la materia e quindi dotata di profondità, prolungata nella terza dimensione, nella quale si producono le sensazioni di lontananza e vicinanza, di smarrimento o riconoscimento, di apprezzamento o repulsione. Il gioco consiste alternativamente nel trasformare ciò che è bidimensionale in spazio reale e nello schiacciare invece le tre dimensioni sul piano. In questa fisarmonica di proporzioni, in questo allargamento e restringimento continuo, spiazzante è il continuo salto di scala. E con i cambiamenti dimensionali dello spazio circostante, improvvisamente si rendono molto più visibili le diversità fra i corpi che li percorrono: l’uomo alto o basso, magro o grasso, il bimbo e l’adulto. Non si tratta di Alice che diventa gigantesca o minuscola bevendo la magica pozione, si tratta dello spazio intorno che si modifica, che esplode o si riduce, regalandoci nuove percezioni corporee.

Padiglione Svizzero: il sense of humor di un interno inverosimile / Ghia, Maria Clara. - In: RASSEGNA DI ARCHITETTURA E URBANISTICA. - ISSN 0392-8608. - 155(2018), pp. 63-67.

Padiglione Svizzero: il sense of humor di un interno inverosimile

Ghia, Maria Clara
2018

Abstract

Una descrizione del Padiglione Svizzero curato da Alessandro Bosshard, Li Tavor, Matthew van der Ploeg e Ani Vihervaara per la Biennale di Venezia del 2018. Il padiglione è costruito sull’immaginario collettivo, su ciò che tutti riteniamo essere una casa. All’idea di casa viene dato corpo, essa è costruita con la materia e quindi dotata di profondità, prolungata nella terza dimensione, nella quale si producono le sensazioni di lontananza e vicinanza, di smarrimento o riconoscimento, di apprezzamento o repulsione. Il gioco consiste alternativamente nel trasformare ciò che è bidimensionale in spazio reale e nello schiacciare invece le tre dimensioni sul piano. In questa fisarmonica di proporzioni, in questo allargamento e restringimento continuo, spiazzante è il continuo salto di scala. E con i cambiamenti dimensionali dello spazio circostante, improvvisamente si rendono molto più visibili le diversità fra i corpi che li percorrono: l’uomo alto o basso, magro o grasso, il bimbo e l’adulto. Non si tratta di Alice che diventa gigantesca o minuscola bevendo la magica pozione, si tratta dello spazio intorno che si modifica, che esplode o si riduce, regalandoci nuove percezioni corporee.
2018
Biennale di Venezia; Padiglione Svizzero; fenomenologia della percezione
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Padiglione Svizzero: il sense of humor di un interno inverosimile / Ghia, Maria Clara. - In: RASSEGNA DI ARCHITETTURA E URBANISTICA. - ISSN 0392-8608. - 155(2018), pp. 63-67.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1659881
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