Lo studio prospetta una nuova interpretazione dell’art. 27, co. 1, Cost., che contiene attualmente tre principi: responsabilità per fatto proprio, nullum crimen, nulla poena sine culpa, principio di colpevolezza. L’introduzione del principio nullum crimen sine culpa dopo C. cost. n. 364/1988 ha mutato anche il “fatto proprio” e il concetto di colpevolezza. Applicato l’art. 27 all’ignorantia iuris, la Corte cost. ha dato spazio a una nuova ermeneutica costituzionale, ma non a una politica criminale davvero nuova, poiché la regola che error iuris nocet ha sopravvissuto a lungo fino a oggi, con alcune attenuazioni. Il principio nullum crimen sine culpa, invece, ha introdotto una nuova politica criminale, non solo interpretativa, attraverso la magistratura più che in virtù delle poche riforme legislative. Si analizza quindi in profondità la dialettica tra principio di tipicità e prevenzione generale nell’ambito degli ampi spazi di un’applicazione ermeneutica dell’art. 27 Cost. Il successo della “teoria della colpevolezza” nell’ignorantia legis, nell’error aetatis, nelle interpretazioni oggettivanti di colpa, dolo e scusanti è stata una vittoria, sia pur contrastata, della prevenzione generale. Le letture eticizzanti della colpevolezza, neutralizzate dalla prevalente dottrina, sono invece ben radicate nella magistratura e presso l’opinione pubblica. Varie e importanti le applicazioni di un concetto costituzionalizzato del fatto proprio nell’ambito delle concause, della causalità della colpa, del concorso di persone, della bancarotta. La spiegazione dell’inapplicabilità dell’art. 27, Cost. alla responsabilità degli enti conclude lo studio.

La personalità della responsabilità penale fra tipicità e colpevolezza. Una "resa dei conti" con la prevenzione generale

Massimo Donini
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2018

Abstract

Lo studio prospetta una nuova interpretazione dell’art. 27, co. 1, Cost., che contiene attualmente tre principi: responsabilità per fatto proprio, nullum crimen, nulla poena sine culpa, principio di colpevolezza. L’introduzione del principio nullum crimen sine culpa dopo C. cost. n. 364/1988 ha mutato anche il “fatto proprio” e il concetto di colpevolezza. Applicato l’art. 27 all’ignorantia iuris, la Corte cost. ha dato spazio a una nuova ermeneutica costituzionale, ma non a una politica criminale davvero nuova, poiché la regola che error iuris nocet ha sopravvissuto a lungo fino a oggi, con alcune attenuazioni. Il principio nullum crimen sine culpa, invece, ha introdotto una nuova politica criminale, non solo interpretativa, attraverso la magistratura più che in virtù delle poche riforme legislative. Si analizza quindi in profondità la dialettica tra principio di tipicità e prevenzione generale nell’ambito degli ampi spazi di un’applicazione ermeneutica dell’art. 27 Cost. Il successo della “teoria della colpevolezza” nell’ignorantia legis, nell’error aetatis, nelle interpretazioni oggettivanti di colpa, dolo e scusanti è stata una vittoria, sia pur contrastata, della prevenzione generale. Le letture eticizzanti della colpevolezza, neutralizzate dalla prevalente dottrina, sono invece ben radicate nella magistratura e presso l’opinione pubblica. Varie e importanti le applicazioni di un concetto costituzionalizzato del fatto proprio nell’ambito delle concause, della causalità della colpa, del concorso di persone, della bancarotta. La spiegazione dell’inapplicabilità dell’art. 27, Cost. alla responsabilità degli enti conclude lo studio.
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