Lo scritto evidenzia l’importanza della cultura giuridica del reato colposo per una sua maggiore umanizzazione quale componente soggettiva conforme al principio di personalità della responsabilità penale. L’obiettivo culturale è perseguito attraverso una rigorosa analisi tecnica e giurisprudenziale, anche casistica, che mostra come negli ultimi lustri l’estrema normativizzazione e oggettivizzazione della colpa quale mera inosservanza di cautele, che ha condotto a forme di culpa in re ipsa e di responsabilità oggettiva occulta, sia stata progressivamente affiancata da una giurisprudenza, anche della IV sezione della Suprema Corte, che ha valorizzato sempre di più, in dialogo con la dottrina, momenti di prevedibilità soggettiva e di colpevolezza (oltre la c.d. misura soggettiva), ma anche di elaborazione di criteri ex post di imputazione normativa dell’evento come fatto proprio. Ciò attua quanto meno un bilanciamento rispetto all’ingresso di preoccupazioni di prevenzione generale che hanno sostenuto il pluridecennale dominio della categoria dell’agente modello quale superuomo cautelare. Un aggiornamento teorico generale e non solo politico-criminale individua i settori più nevralgici dove queste tematiche sono emerse e le soluzioni più corrette.

Prassi e cultura del reato colposo. La dialettica tra personalità della responsabilità penale e prevenzione generale

Massimo Donini
Writing – Original Draft Preparation
2019

Abstract

Lo scritto evidenzia l’importanza della cultura giuridica del reato colposo per una sua maggiore umanizzazione quale componente soggettiva conforme al principio di personalità della responsabilità penale. L’obiettivo culturale è perseguito attraverso una rigorosa analisi tecnica e giurisprudenziale, anche casistica, che mostra come negli ultimi lustri l’estrema normativizzazione e oggettivizzazione della colpa quale mera inosservanza di cautele, che ha condotto a forme di culpa in re ipsa e di responsabilità oggettiva occulta, sia stata progressivamente affiancata da una giurisprudenza, anche della IV sezione della Suprema Corte, che ha valorizzato sempre di più, in dialogo con la dottrina, momenti di prevedibilità soggettiva e di colpevolezza (oltre la c.d. misura soggettiva), ma anche di elaborazione di criteri ex post di imputazione normativa dell’evento come fatto proprio. Ciò attua quanto meno un bilanciamento rispetto all’ingresso di preoccupazioni di prevenzione generale che hanno sostenuto il pluridecennale dominio della categoria dell’agente modello quale superuomo cautelare. Un aggiornamento teorico generale e non solo politico-criminale individua i settori più nevralgici dove queste tematiche sono emerse e le soluzioni più corrette.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1659809
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