The object of the presented research is the exploration of projective space through the use of integrated graphic, digital and physical models, able to simulate the infinite “forms” of perspective in space. These forms cross the entire projective space, starting from the initial configuration of a real object developed in the three-dimensionality of the affine space, until the achievement of the limit condition of its linear perspective, passing through infinite configurations in solid perspective. In particular, the experimentation is compared with the different contributions given by Andrea Pozzo to liturgical and theatrical scenography, in relation to the figure of Pozzo as an architectural designer. In the pages of his treatise, considerable space is dedicated to the construction of linear perspectives painted on the “frames” of liturgical scenography. These are linear perspectives displaced in space at different depths with respect to the viewer that define a significant development towards the extension of projective space no longer confined to a single two-dimensional surface. The realized perspective models, which also consider the case of perspective in its most general form, i.e. solid, have been combined in an installation aimed at analyzing and communicating the functioning of perspective machine related to the project of the Circular Work whose memory is kept in the pages of the treatise.

L’esplorazione delle trasformazioni dello spazio proiettivo è l’oggetto d’indagine del presente studio che si avvale della fruizione di modelli integrati di natura grafica, digitale e fisica in grado di simulare le infinite “forme” della prospettiva nello spazio. Queste forme attraversano l’intero spazio proiettivo, partendo dalla configurazione iniziale di un oggetto reale che si sviluppa nella tridimensionalità dello spazio affine, fino al raggiungimento della condizione limite della sua prospettiva lineare, passando per infinite configurazioni in prospettiva solida. In particolare, la sperimentazione si confronta con i diversi contributi dati da Andrea Pozzo alla scenografia liturgica e teatrale, messi in relazione con la figura di Pozzo progettista di architetture. Nelle pagine del suo trattato è dedicato ampio spazio alla costruzione delle prospettive lineari dipinte sui “telari” delle scenografie liturgiche. Si tratta di prospettive lineari dislocate nello spazio a diverse profondità rispetto allo spettatore, che definiscono un passaggio significativo verso l’ampliamento dello spazio proiettivo non più confinato su di un’unica superficie bidimensionale. I modelli prospettici generati, che considerano anche il caso della prospettiva nella sua forma più generale, cioè solida, dialogano in una installazione finalizzata all’analisi e alla comunicazione del funzionamento della macchina prospettica relativa al progetto della Fabbrica Rotonda, la cui memoria è custodita nelle pagine del trattato.

Immagini della prospettiva. Dialoghi tra spazio affine e spazio proiettivo

Leonardo Baglioni;Marta Salvatore;Michela Ceracchi
2022

Abstract

L’esplorazione delle trasformazioni dello spazio proiettivo è l’oggetto d’indagine del presente studio che si avvale della fruizione di modelli integrati di natura grafica, digitale e fisica in grado di simulare le infinite “forme” della prospettiva nello spazio. Queste forme attraversano l’intero spazio proiettivo, partendo dalla configurazione iniziale di un oggetto reale che si sviluppa nella tridimensionalità dello spazio affine, fino al raggiungimento della condizione limite della sua prospettiva lineare, passando per infinite configurazioni in prospettiva solida. In particolare, la sperimentazione si confronta con i diversi contributi dati da Andrea Pozzo alla scenografia liturgica e teatrale, messi in relazione con la figura di Pozzo progettista di architetture. Nelle pagine del suo trattato è dedicato ampio spazio alla costruzione delle prospettive lineari dipinte sui “telari” delle scenografie liturgiche. Si tratta di prospettive lineari dislocate nello spazio a diverse profondità rispetto allo spettatore, che definiscono un passaggio significativo verso l’ampliamento dello spazio proiettivo non più confinato su di un’unica superficie bidimensionale. I modelli prospettici generati, che considerano anche il caso della prospettiva nella sua forma più generale, cioè solida, dialogano in una installazione finalizzata all’analisi e alla comunicazione del funzionamento della macchina prospettica relativa al progetto della Fabbrica Rotonda, la cui memoria è custodita nelle pagine del trattato.
9788835141938
The object of the presented research is the exploration of projective space through the use of integrated graphic, digital and physical models, able to simulate the infinite “forms” of perspective in space. These forms cross the entire projective space, starting from the initial configuration of a real object developed in the three-dimensionality of the affine space, until the achievement of the limit condition of its linear perspective, passing through infinite configurations in solid perspective. In particular, the experimentation is compared with the different contributions given by Andrea Pozzo to liturgical and theatrical scenography, in relation to the figure of Pozzo as an architectural designer. In the pages of his treatise, considerable space is dedicated to the construction of linear perspectives painted on the “frames” of liturgical scenography. These are linear perspectives displaced in space at different depths with respect to the viewer that define a significant development towards the extension of projective space no longer confined to a single two-dimensional surface. The realized perspective models, which also consider the case of perspective in its most general form, i.e. solid, have been combined in an installation aimed at analyzing and communicating the functioning of perspective machine related to the project of the Circular Work whose memory is kept in the pages of the treatise.
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