La transizione alla democrazia vissuta dal Messico rappresenta un unicum nel panorama comparato. Il processo di democratizzazione messicano è stato caratterizzato da una graduale ed esponenziale riforma del sistema elettorale, sia in senso stretto che di contorno. Fin dall’entrata in vigore della Costituzione post-rivoluzionaria nel 1917, il Paese è stato definito una repubblica democratica, rappresentativa e federale (art. 40), retta dal principio della separazione dei poteri (art. 49) e nella quale si sarebbero celebrate elezioni periodiche per gli incarichi esecutivo e legislativo. Nonostante ciò, il sistema costituzionale e le circostanze politiche ereditate dalla Rivoluzione diedero luogo alla formazione di un partito egemone – il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) – che rappresentò il vero centro di potere statale per circa settant’anni, dando origine, citando la fortunata espressione elaborata dal poeta peruviano Mario Vargas Llosa, ad una “dittatura perfetta”. Proprio il tema della riforma elettorale, presente nella retorica di Andrés Manuel López Obrador fin dalla campagna elettorale per la sua elezione alla carica di Presidente, ha avuto in questo quadrimestre particolare rilevanza.

La rinnovata centralità del – sempre presente – tema elettorale in Messico

rosa iannaccone
2022

Abstract

La transizione alla democrazia vissuta dal Messico rappresenta un unicum nel panorama comparato. Il processo di democratizzazione messicano è stato caratterizzato da una graduale ed esponenziale riforma del sistema elettorale, sia in senso stretto che di contorno. Fin dall’entrata in vigore della Costituzione post-rivoluzionaria nel 1917, il Paese è stato definito una repubblica democratica, rappresentativa e federale (art. 40), retta dal principio della separazione dei poteri (art. 49) e nella quale si sarebbero celebrate elezioni periodiche per gli incarichi esecutivo e legislativo. Nonostante ciò, il sistema costituzionale e le circostanze politiche ereditate dalla Rivoluzione diedero luogo alla formazione di un partito egemone – il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) – che rappresentò il vero centro di potere statale per circa settant’anni, dando origine, citando la fortunata espressione elaborata dal poeta peruviano Mario Vargas Llosa, ad una “dittatura perfetta”. Proprio il tema della riforma elettorale, presente nella retorica di Andrés Manuel López Obrador fin dalla campagna elettorale per la sua elezione alla carica di Presidente, ha avuto in questo quadrimestre particolare rilevanza.
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