The architecture and art exhibition ‘Eleuthera. Declinazioni della libertà’ opened its doors to the public from 15 to 18 September 2022, allowing them to appreciate the marvellous frescoed walls of one of the Art Nouveau rooms in the town of Sant’Agata de’ Goti (BN), dating back to the early 20th century. In this sumptuous place, the two curators – Luigi Arcopinto and Valentino Schettini – opted for a concise, minimalist type of layout that would allow the hyper-decorative style of the environment to be admired while at the same time remaining within the tight budget made available. The structure is placed in the centre of the hall, where the public can observe the ten works by architects and artists under 35 placed along the wooden body of the installation. The self-supporting system, consisting of a plan in the form of an open split with all corners at ninety degrees, is made of 2 centimetre by 4 centimetre rough fir strips, 2 metres long. Luigi Arcopinto himself describes the project designed ad hoc for the exhibition as follows: “Thus the Euclidean body of the installation winds its way through the room with its vertical scansion of laths, absolutely tractable from side to side, with the only opaque portions due to the works on display. At the two ends, the object almost ‘soars’, rises a metre and becomes opaque. In this way, it separates the section of works produced by architects from the section of works produced by artists, delineates the beginning and end of the split clearly also in the elevation, emphasises its presence in the crowded hall, and acts as a pretext for inserting the colophons directly onto the installation. As it insinuates itself and articulates itself in the space, this Euclidean skeleton also visually incorporates the chandelier and tries to establish a dialectical relationship with all the elements present in the room: a relationship that changes with every step, since motion, as the only way to experience space, imposes a continuous change of perspective to identify a thousand possible internal landscapes made up of glimpses, vanishing points, colours, geometries, textures, lights and gazes“.

La mostra di architettura e arte “Eleuthera. Declinazioni della libertà”, che ha aperto le sue porte al pubblico dal 15 al 18 settembre 2022, permettendogli di apprezzare le meravigliose pareti affrescate di una delle sale in stile liberty del comune di Sant’Agata de’ Goti (BN), risalente ai primi anni del Novecento. In questo luogo sontuoso, i due curatori – Luigi Arcopinto e Valentino Schettini – hanno optato per un tipo di allestimento sintetico, minimale, che permettesse di ammirare lo stile iperdecorativo dell’ambiente e, allo stesso tempo, di rientrare all’interno del budget ristretto messo a disposizione. La struttura si colloca al centro della sala, dove il pubblico può osservare le dieci opere di architetti e artisti under 35 collocate lungo il corpo ligneo dell’allestimento. Il sistema autoportante, costituito da una pianta in forma di spezzata aperta con tutti gli angoli di novanta gradi, è formato di listelli di abete grezzo di 2 centimetri per 4 centimetri, lunghi 2 metri. Lo stesso Luigi Arcopinto descrive come segue il progetto pensato ad hoc per la mostra: “Così il corpo euclideo dell’allestimento si snoda nella sala con la sua scansione verticale di listelli, assolutamente traguardabile da parte a parte, con le sole e uniche porzioni opache dovute alle opere esposte. Sulle due testate l’oggetto quasi “impenna”, si alza di un metro e diventa opaco. In questo modo separa la sezione di opere prodotte da architetti dalla sezione di opere prodotte da artisti, delinea l’inizio e la fine della spezzata chiaramente anche in alzato, enfatizza la sua presenza nella sala affollata e si pone come il pretesto per inserire i colophon direttamente sull’installazione. Nel suo insinuarsi e articolarsi nello spazio, questo scheletro euclideo ingloba visivamente anche il lampadario e prova a instaurare un rapporto dialettico con tutti gli elementi presenti nella sala: un rapporto cangiante ad ogni passo poiché il moto, come unica possibilità di esperire lo spazio, impone un continuo cambio di prospettiva per individuare mille possibili paesaggi interni fatti di scorci, punti di fuga, colori, geometrie, trame, luci e sguardi”.

Allestimento per la mostra Eleuthera. Declinazioni della libertà / Arcopinto, Luigi. - (2022).

Allestimento per la mostra Eleuthera. Declinazioni della libertà

Arcopinto, Luigi
2022

Abstract

La mostra di architettura e arte “Eleuthera. Declinazioni della libertà”, che ha aperto le sue porte al pubblico dal 15 al 18 settembre 2022, permettendogli di apprezzare le meravigliose pareti affrescate di una delle sale in stile liberty del comune di Sant’Agata de’ Goti (BN), risalente ai primi anni del Novecento. In questo luogo sontuoso, i due curatori – Luigi Arcopinto e Valentino Schettini – hanno optato per un tipo di allestimento sintetico, minimale, che permettesse di ammirare lo stile iperdecorativo dell’ambiente e, allo stesso tempo, di rientrare all’interno del budget ristretto messo a disposizione. La struttura si colloca al centro della sala, dove il pubblico può osservare le dieci opere di architetti e artisti under 35 collocate lungo il corpo ligneo dell’allestimento. Il sistema autoportante, costituito da una pianta in forma di spezzata aperta con tutti gli angoli di novanta gradi, è formato di listelli di abete grezzo di 2 centimetri per 4 centimetri, lunghi 2 metri. Lo stesso Luigi Arcopinto descrive come segue il progetto pensato ad hoc per la mostra: “Così il corpo euclideo dell’allestimento si snoda nella sala con la sua scansione verticale di listelli, assolutamente traguardabile da parte a parte, con le sole e uniche porzioni opache dovute alle opere esposte. Sulle due testate l’oggetto quasi “impenna”, si alza di un metro e diventa opaco. In questo modo separa la sezione di opere prodotte da architetti dalla sezione di opere prodotte da artisti, delinea l’inizio e la fine della spezzata chiaramente anche in alzato, enfatizza la sua presenza nella sala affollata e si pone come il pretesto per inserire i colophon direttamente sull’installazione. Nel suo insinuarsi e articolarsi nello spazio, questo scheletro euclideo ingloba visivamente anche il lampadario e prova a instaurare un rapporto dialettico con tutti gli elementi presenti nella sala: un rapporto cangiante ad ogni passo poiché il moto, come unica possibilità di esperire lo spazio, impone un continuo cambio di prospettiva per individuare mille possibili paesaggi interni fatti di scorci, punti di fuga, colori, geometrie, trame, luci e sguardi”.
2420-9090
The architecture and art exhibition ‘Eleuthera. Declinazioni della libertà’ opened its doors to the public from 15 to 18 September 2022, allowing them to appreciate the marvellous frescoed walls of one of the Art Nouveau rooms in the town of Sant’Agata de’ Goti (BN), dating back to the early 20th century. In this sumptuous place, the two curators – Luigi Arcopinto and Valentino Schettini – opted for a concise, minimalist type of layout that would allow the hyper-decorative style of the environment to be admired while at the same time remaining within the tight budget made available. The structure is placed in the centre of the hall, where the public can observe the ten works by architects and artists under 35 placed along the wooden body of the installation. The self-supporting system, consisting of a plan in the form of an open split with all corners at ninety degrees, is made of 2 centimetre by 4 centimetre rough fir strips, 2 metres long. Luigi Arcopinto himself describes the project designed ad hoc for the exhibition as follows: “Thus the Euclidean body of the installation winds its way through the room with its vertical scansion of laths, absolutely tractable from side to side, with the only opaque portions due to the works on display. At the two ends, the object almost ‘soars’, rises a metre and becomes opaque. In this way, it separates the section of works produced by architects from the section of works produced by artists, delineates the beginning and end of the split clearly also in the elevation, emphasises its presence in the crowded hall, and acts as a pretext for inserting the colophons directly onto the installation. As it insinuates itself and articulates itself in the space, this Euclidean skeleton also visually incorporates the chandelier and tries to establish a dialectical relationship with all the elements present in the room: a relationship that changes with every step, since motion, as the only way to experience space, imposes a continuous change of perspective to identify a thousand possible internal landscapes made up of glimpses, vanishing points, colours, geometries, textures, lights and gazes“.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1656083
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