Il saggio propone una ricognizione e analisi delle terminologie impiegate per descrivere l'azione in prima persona nelle arti del secondo Novecento: happening, event, environmnets e “comportamento”, quest'ultimo utilizzato nella perfomance art degli artisti italiani negli anni Settanta. Tutt'oggi non solo c'è molta confusione su cosa sia stato il “comportamento” italiano, oggetto specifico dell'intervento, ma anche le altre terminoligie, più diffuse, sono spesso appiattite e rese intercambiabili. La riflessione sulle terminologie, fondata sull'analisi delle pratiche, si concentra negli anni '67-'73, momento di maggior emersione di queste prassi all'interno di una vasta fenomenologia di pratiche concentrate sull'azione e messe in atto dalle neoavanguardie. In questo modo il saggio affronta anche il problema delle differenze e convergenze in quegli anni tra “teatralità” e “performatività”.

Azione e comportamento in Italia (1967-1973) Questioni terminologiche e specificità linguistiche dell’azione come pratica nelle arti visive / Vergni, Daniele. - In: BIBLIOTECA TEATRALE. - ISSN 0045-1959. - 137:(2022), pp. 97-122.

Azione e comportamento in Italia (1967-1973) Questioni terminologiche e specificità linguistiche dell’azione come pratica nelle arti visive

Daniele Vergni
Writing – Original Draft Preparation
2022

Abstract

Il saggio propone una ricognizione e analisi delle terminologie impiegate per descrivere l'azione in prima persona nelle arti del secondo Novecento: happening, event, environmnets e “comportamento”, quest'ultimo utilizzato nella perfomance art degli artisti italiani negli anni Settanta. Tutt'oggi non solo c'è molta confusione su cosa sia stato il “comportamento” italiano, oggetto specifico dell'intervento, ma anche le altre terminoligie, più diffuse, sono spesso appiattite e rese intercambiabili. La riflessione sulle terminologie, fondata sull'analisi delle pratiche, si concentra negli anni '67-'73, momento di maggior emersione di queste prassi all'interno di una vasta fenomenologia di pratiche concentrate sull'azione e messe in atto dalle neoavanguardie. In questo modo il saggio affronta anche il problema delle differenze e convergenze in quegli anni tra “teatralità” e “performatività”.
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Note: Il saggio propone una ricognizione e analisi delle terminologie impiegate per descrivere l'azione in prima persona nelle arti del secondo Novecento: happening, event, environmnets e “comportamento”, quest'ultimo utilizzato nella perfomance art degli artisti italiani negli anni Settanta. Tutt'oggi non solo c'è molta confusione su cosa sia stato il “comportamento” italiano, oggetto specifico dell'intervento, ma anche le altre terminoligie, più diffuse, sono spesso appiattite e rese intercambiabili. La riflessione sulle terminologie, fondata sull'analisi delle pratiche, si concentra negli anni '67-'73, momento di maggior emersione di queste prassi all'interno di una vasta fenomenologia di pratiche concentrate sull'azione e messe in atto dalle neoavanguardie. In questo modo il saggio affronta anche il problema delle differenze e convergenze in quegli anni tra “teatralità” e “performatività”.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1655464
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