La ricerca qui presentata, pubblicata in una qualificata rivista italiana referata, introduce ipotesi e dati di ricerca sul ruolo delle esperienze traumatiche sullo sviluppo dell’individuo. Tale prospettiva ha negli anni successivi trovato conferma nella letteratura internazionale. Nello specifico, vengono proposti approfondimenti sul ruolo delle memorie implicite degli eventi passati nel plasmare e organizzare le nuove esperienze, analizzandone anche le ricadute cliniche. Il bambino, infatti, costruisce e sviluppa durante i primi anni di vita ed in interazione con il contesto circostante peculiari modalità di regolazione degli affetti e delle cognizioni, ed anche caratteristiche specifiche di organizzazione della memoria autobiografica e dei processi narrativi. Tale processo di co-costruzione è particolarmente problematico quando la persona ha subito traumi/abusi nell’infanzia, principalmente se perpetrati in ambito familiare. Obiettivo della ricerca è indagare l’organizzazione dell’attaccamento e della memoria autobiografica in un gruppo di adolescenti che hanno subito abusi/maltrattamenti nell’infanzia. Metodo: la ricerca è stata svolta con un gruppo di 40 soggetti, di cui il gruppo clinico è costituito da 20 adolescenti ed il gruppo normativo da 20 soggetti. Gli strumenti utilizzati sono l'Autobiographical Memory Interview (A.M.I.) di Kopelman, Wilson, Baddeley (1990) e l’Adult Attachment Interview (A.A.I.) di George, Kaplan, Main (1985). Sono state svolte analisi descrittive e una serie di analisi della varianza (ANOVA a misure ripetute) per confrontare i dati dell’AMI e dell’AAI. Dai risultati emerge una prevalenza dell’attaccamento distanziante, affiancata da punteggi significativamente bassi nella memoria autobiografica a livello semantico ed episodico. I risultati emersi sono discussi nelle conclusioni tenendo conto della complessità delle esperienze traumatiche. Lo studio della ricchezza ed organizzazione della memoria autobiografica permette l’approfondimento del ruolo svolto dal contesto relazionale ed affettivo sullo sviluppo di un’organizzazione coerente della narrazione della propria storia.

Stato della mente rispetto all’attaccamento e organizzazione della memoria autobiografica: uno studio preliminare su un gruppo di adolescenti con storia infantile di abusi / Pazzagli, Chiara; Dazzi, N.. - In: INFANZIA E ADOLESCENZA. - ISSN 1594-5146. - 4:(2005), pp. 156-169. [10.1710/954.10445]

Stato della mente rispetto all’attaccamento e organizzazione della memoria autobiografica: uno studio preliminare su un gruppo di adolescenti con storia infantile di abusi

PAZZAGLI, Chiara;
2005

Abstract

La ricerca qui presentata, pubblicata in una qualificata rivista italiana referata, introduce ipotesi e dati di ricerca sul ruolo delle esperienze traumatiche sullo sviluppo dell’individuo. Tale prospettiva ha negli anni successivi trovato conferma nella letteratura internazionale. Nello specifico, vengono proposti approfondimenti sul ruolo delle memorie implicite degli eventi passati nel plasmare e organizzare le nuove esperienze, analizzandone anche le ricadute cliniche. Il bambino, infatti, costruisce e sviluppa durante i primi anni di vita ed in interazione con il contesto circostante peculiari modalità di regolazione degli affetti e delle cognizioni, ed anche caratteristiche specifiche di organizzazione della memoria autobiografica e dei processi narrativi. Tale processo di co-costruzione è particolarmente problematico quando la persona ha subito traumi/abusi nell’infanzia, principalmente se perpetrati in ambito familiare. Obiettivo della ricerca è indagare l’organizzazione dell’attaccamento e della memoria autobiografica in un gruppo di adolescenti che hanno subito abusi/maltrattamenti nell’infanzia. Metodo: la ricerca è stata svolta con un gruppo di 40 soggetti, di cui il gruppo clinico è costituito da 20 adolescenti ed il gruppo normativo da 20 soggetti. Gli strumenti utilizzati sono l'Autobiographical Memory Interview (A.M.I.) di Kopelman, Wilson, Baddeley (1990) e l’Adult Attachment Interview (A.A.I.) di George, Kaplan, Main (1985). Sono state svolte analisi descrittive e una serie di analisi della varianza (ANOVA a misure ripetute) per confrontare i dati dell’AMI e dell’AAI. Dai risultati emerge una prevalenza dell’attaccamento distanziante, affiancata da punteggi significativamente bassi nella memoria autobiografica a livello semantico ed episodico. I risultati emersi sono discussi nelle conclusioni tenendo conto della complessità delle esperienze traumatiche. Lo studio della ricchezza ed organizzazione della memoria autobiografica permette l’approfondimento del ruolo svolto dal contesto relazionale ed affettivo sullo sviluppo di un’organizzazione coerente della narrazione della propria storia.
2005
memoria autobiografica; attaccamento; traumi
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Stato della mente rispetto all’attaccamento e organizzazione della memoria autobiografica: uno studio preliminare su un gruppo di adolescenti con storia infantile di abusi / Pazzagli, Chiara; Dazzi, N.. - In: INFANZIA E ADOLESCENZA. - ISSN 1594-5146. - 4:(2005), pp. 156-169. [10.1710/954.10445]
File allegati a questo prodotto
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1653414
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact