A habitable crepidome made of fair-faced concrete and stone - with a commercial vocation - deforms the earth's crust and creates a podium dominated by a multitude of metal poles resembling the legs of an animal. This empty space at the junction between the commercial block and the residential block suspended on pylons defines a phantom plane that is an engine and stimulus of possible sociality: because it is an object capable of creating an artificial territory equipped to encourage collective relations. The terraced residential block, therefore, is completely independent of the happenings at ground level and is arranged to enjoy the best possible sun exposure. The façades are clad with glass tesserae, very durable even when exposed to the action of the marine climate, and on the north-east façade, from a tower containing the vertical connections, a theory of walkways unravels, distributing the accommodation and defining a semi-private place in the space of extraordinary compression generated by the interstice between the body of the walkways and the façade line, which can take on the entire height of the building. Thus, the building descending the stairs not only appropriates the ground, but also the sky. Its promiscuous relationship with the horizon line seems almost capable of redefining its meaning, through the dreamy parable of a contemporary architecture that descends from the context and reworks it as the synergic material of an “organic deconstructivism”1, to create unpredictable and alienating perspective views dominated, here, by the great Venetian lagoon and the Dolomites.

Un crepidoma abitabile in calcestruzzo a faccia vista e pietra - con vocazione commerciale - deforma la crosta terrestre e crea un podio dominato da una moltitudine di pali metallici simili alle zampe di un animale. Questo spazio vuoto alla giunzione tra il blocco commerciale e quello residenziale sospeso sui piloni, definisce un piano fantasma che è motore e stimolo di socialità possibili: perché oggetto in grado di creare un territorio artificiale attrezzato per incoraggiare i rapporti collettivi. Il blocco residenziale terrazzato, dunque, è completamente indipendente dagli accadimenti al livello del suolo e si dispone per godere della migliore esposizione solare possibile. I fronti sono rivestiti con tessere vitree, molto durevoli anche se esposte all’azione del clima marino, e sulla facciata a nord-est, da una torre contenente i collegamenti verticali, si dipana una teoria di ballatoi che distribuiscono gli alloggi e definiscono un luogo semi-privato nello spazio di straordinaria compressione generato dall’interstizio tra il corpo delle passerelle e il filo della facciata, che può assumere l’intera altezza del palazzo. Così, l'edificio che scende le scale non si appropria solo del terreno, ma anche del cielo. Il suo rapporto promiscuo con la linea dell’orizzonte sembra quasi in grado di ridefinirne il senso, attraverso la sognante parabola di un’architettura contemporanea che discende dal contesto e lo rielabora come materia sinergica di un “decostruttivismo organico”1, per creare scorci prospettici imprevedibili e stranianti dominati, qui, dalla grande laguna veneziana e le dolomiti.

Redefining the horizon / Arcopinto, Luigi. - In: PLATFORM ARCHITECTURE AND DESIGN. - ISSN 2420-9090. - Anno VIII:36(2022), pp. 6-13.

Redefining the horizon

arcopinto, luigi
2022

Abstract

A habitable crepidome made of fair-faced concrete and stone - with a commercial vocation - deforms the earth's crust and creates a podium dominated by a multitude of metal poles resembling the legs of an animal. This empty space at the junction between the commercial block and the residential block suspended on pylons defines a phantom plane that is an engine and stimulus of possible sociality: because it is an object capable of creating an artificial territory equipped to encourage collective relations. The terraced residential block, therefore, is completely independent of the happenings at ground level and is arranged to enjoy the best possible sun exposure. The façades are clad with glass tesserae, very durable even when exposed to the action of the marine climate, and on the north-east façade, from a tower containing the vertical connections, a theory of walkways unravels, distributing the accommodation and defining a semi-private place in the space of extraordinary compression generated by the interstice between the body of the walkways and the façade line, which can take on the entire height of the building. Thus, the building descending the stairs not only appropriates the ground, but also the sky. Its promiscuous relationship with the horizon line seems almost capable of redefining its meaning, through the dreamy parable of a contemporary architecture that descends from the context and reworks it as the synergic material of an “organic deconstructivism”1, to create unpredictable and alienating perspective views dominated, here, by the great Venetian lagoon and the Dolomites.
2022
Un crepidoma abitabile in calcestruzzo a faccia vista e pietra - con vocazione commerciale - deforma la crosta terrestre e crea un podio dominato da una moltitudine di pali metallici simili alle zampe di un animale. Questo spazio vuoto alla giunzione tra il blocco commerciale e quello residenziale sospeso sui piloni, definisce un piano fantasma che è motore e stimolo di socialità possibili: perché oggetto in grado di creare un territorio artificiale attrezzato per incoraggiare i rapporti collettivi. Il blocco residenziale terrazzato, dunque, è completamente indipendente dagli accadimenti al livello del suolo e si dispone per godere della migliore esposizione solare possibile. I fronti sono rivestiti con tessere vitree, molto durevoli anche se esposte all’azione del clima marino, e sulla facciata a nord-est, da una torre contenente i collegamenti verticali, si dipana una teoria di ballatoi che distribuiscono gli alloggi e definiscono un luogo semi-privato nello spazio di straordinaria compressione generato dall’interstizio tra il corpo delle passerelle e il filo della facciata, che può assumere l’intera altezza del palazzo. Così, l'edificio che scende le scale non si appropria solo del terreno, ma anche del cielo. Il suo rapporto promiscuo con la linea dell’orizzonte sembra quasi in grado di ridefinirne il senso, attraverso la sognante parabola di un’architettura contemporanea che discende dal contesto e lo rielabora come materia sinergica di un “decostruttivismo organico”1, per creare scorci prospettici imprevedibili e stranianti dominati, qui, dalla grande laguna veneziana e le dolomiti.
crepidoma; piano fantasma; Pujatti; elasticofarm; Jesolo
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Redefining the horizon / Arcopinto, Luigi. - In: PLATFORM ARCHITECTURE AND DESIGN. - ISSN 2420-9090. - Anno VIII:36(2022), pp. 6-13.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1652996
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