In recent years, a growing scholarship at national and international level has been devoted to the history of minorities in Early Modern Centuries, with special attention to the religious ones. On this basis, this article questions the ways differences could be elaborated and built by focusing on the formularies used to describe them in Rome. The lexical choices made by notaries to portray the bodies of people who came from afar, with physical signs of suffering and violence (as in case of branded slaves) could open the path to essential consider- ation on the on-going and parallel processes of differentiation and assimilation. At the same time, transliterations and translations to the Latin of bureaucracy of words pronounced in un- intelligible languages and the specific use of the term niger allow us to retrace how the cultural and social making of otherness worked in non-colonial contexts.

In anni recenti, ricerche importanti a livello nazionale e internazionale hanno indagato le società di età moderna ragionando sulle forme e sui modi della presenza delle minoranze al loro interno. La rilevanza delle pratiche di coesistenza, la questione della visibilità della diversità, la cen- tralità delle politiche di conversione e l’evoluzione dei modelli di discriminazione e/o di integrazione della differenza sono i temi principali su cui si sta lavorando in ambiti diversi e con metodologie forte- mente interdisciplinari. Su queste basi, questo articolo si interroga sulle modalità di costruzione della differenza concentrandosi sulle formulazioni usate per descriverla a Roma in età moderna. Le scelte lessicali compiute dai notai per ritrarre i corpi di chi proveniva da lontano, di chi portava i segni di sofferenze e violenza (gli schiavi marchiati, ad esempio), le traslitterazioni e le traduzioni di nomi di persona e di luogo da lingue non sempre comprensibili al latino della burocrazia e l’uso specifico della parola niger permettono di ripercorrere i costrutti dell’alterizzazione in contesti non coloniali e portano alla luce elementi importanti per la riflessione su questi temi.

Scrivere l’altro. Una ricerca in corso sulla costruzione delle differenze nella Roma di età moderna

Serena Di Nepi
2022

Abstract

In anni recenti, ricerche importanti a livello nazionale e internazionale hanno indagato le società di età moderna ragionando sulle forme e sui modi della presenza delle minoranze al loro interno. La rilevanza delle pratiche di coesistenza, la questione della visibilità della diversità, la cen- tralità delle politiche di conversione e l’evoluzione dei modelli di discriminazione e/o di integrazione della differenza sono i temi principali su cui si sta lavorando in ambiti diversi e con metodologie forte- mente interdisciplinari. Su queste basi, questo articolo si interroga sulle modalità di costruzione della differenza concentrandosi sulle formulazioni usate per descriverla a Roma in età moderna. Le scelte lessicali compiute dai notai per ritrarre i corpi di chi proveniva da lontano, di chi portava i segni di sofferenze e violenza (gli schiavi marchiati, ad esempio), le traslitterazioni e le traduzioni di nomi di persona e di luogo da lingue non sempre comprensibili al latino della burocrazia e l’uso specifico della parola niger permettono di ripercorrere i costrutti dell’alterizzazione in contesti non coloniali e portano alla luce elementi importanti per la riflessione su questi temi.
In recent years, a growing scholarship at national and international level has been devoted to the history of minorities in Early Modern Centuries, with special attention to the religious ones. On this basis, this article questions the ways differences could be elaborated and built by focusing on the formularies used to describe them in Rome. The lexical choices made by notaries to portray the bodies of people who came from afar, with physical signs of suffering and violence (as in case of branded slaves) could open the path to essential consider- ation on the on-going and parallel processes of differentiation and assimilation. At the same time, transliterations and translations to the Latin of bureaucracy of words pronounced in un- intelligible languages and the specific use of the term niger allow us to retrace how the cultural and social making of otherness worked in non-colonial contexts.
File allegati a questo prodotto
File Dimensione Formato  
Di Nepi_writing_the_other_2022.pdf

accesso aperto

Note: articolo completo
Tipologia: Versione editoriale (versione pubblicata con il layout dell'editore)
Licenza: Tutti i diritti riservati (All rights reserved)
Dimensione 2.02 MB
Formato Adobe PDF
2.02 MB Adobe PDF Visualizza/Apri PDF

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/1652948
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact