This work is based on a research among the Eritrean refugees living in the “occupation for housing” of Roman suburbs. Their recognition as refugees – as stressed by a widespread literature – is strongly connected with possibility to narrate a “traumatic story”: political refugees embody the shifting of asylum from the political field to the humanitarian one and use it as an element on which they base a cultural project. In this paper I would like to analyze the dialectic process between the embodiment of current “discourse” over the political asylum, and its strategic utilization to construct a cultural and political project or to realize the guarantee of participation to a cultural life

Il seguente lavoro si basa sui dati raccolti nel corso di una ricerca svolta nella periferia di Roma, tra i rifugiati politici eritrei che vivono nelle occupazioni a scopo abitativo. Riconosciuti – come una ormai vasta letteratura sottolinea – solo in quanto capaci di raccontare una “storia traumatica”, i rifugiati politici interiorizzano lo slittamento dell’istituto dell’asilo dal piano politico a quello umanitario, assumendolo come elemento sul quale basare un proprio progetto culturale. Intento di questo lavoro è analizzare la dialettica che si determina tra incorporazione del “discorso” attuale sul tema dei rifugiati e capovolgimento strategico di tale retorica da parte dei rifugiati stessi allo scopo di costruire un progetto politico e culturale autonomo, o, per utilizzare una formula forse più cara all’antropologia italiana, per garantirsi la partecipazione ad una vita culturale, “seppure angusta”.

Rifugiati politici eritrei a Roma. Retoriche del trauma, discorso umanitario e strategie quotidiane di rappresentazione / Costantini, O. - In: AM. - ISSN 1593-2737. - 35-36:(2013), pp. 129-150.

Rifugiati politici eritrei a Roma. Retoriche del trauma, discorso umanitario e strategie quotidiane di rappresentazione.

COSTANTINI O
2013

Abstract

Il seguente lavoro si basa sui dati raccolti nel corso di una ricerca svolta nella periferia di Roma, tra i rifugiati politici eritrei che vivono nelle occupazioni a scopo abitativo. Riconosciuti – come una ormai vasta letteratura sottolinea – solo in quanto capaci di raccontare una “storia traumatica”, i rifugiati politici interiorizzano lo slittamento dell’istituto dell’asilo dal piano politico a quello umanitario, assumendolo come elemento sul quale basare un proprio progetto culturale. Intento di questo lavoro è analizzare la dialettica che si determina tra incorporazione del “discorso” attuale sul tema dei rifugiati e capovolgimento strategico di tale retorica da parte dei rifugiati stessi allo scopo di costruire un progetto politico e culturale autonomo, o, per utilizzare una formula forse più cara all’antropologia italiana, per garantirsi la partecipazione ad una vita culturale, “seppure angusta”.
This work is based on a research among the Eritrean refugees living in the “occupation for housing” of Roman suburbs. Their recognition as refugees – as stressed by a widespread literature – is strongly connected with possibility to narrate a “traumatic story”: political refugees embody the shifting of asylum from the political field to the humanitarian one and use it as an element on which they base a cultural project. In this paper I would like to analyze the dialectic process between the embodiment of current “discourse” over the political asylum, and its strategic utilization to construct a cultural and political project or to realize the guarantee of participation to a cultural life
Rifugiati, trauma, umanitario, strategie di rappresentazione, Eritrea; Refugees, trauma, humanitarian, strategies of presentation, Eritrea
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Rifugiati politici eritrei a Roma. Retoriche del trauma, discorso umanitario e strategie quotidiane di rappresentazione / Costantini, O. - In: AM. - ISSN 1593-2737. - 35-36:(2013), pp. 129-150.
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